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Nicolini: «L’Italia deve costruire un nuovo modello di logistica»

Genova - Il 13 novembre si svolgerà l’assemblea nazionale di Confetra: si tratta del primo appuntamento con Agorà per il presidente Guido Nicolini.

Genova - Il 13 novembre si svolgerà l’assemblea nazionale di Confetra: si tratta del primo appuntamento con Agorà per il presidente Guido Nicolini. Alla Sala del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra, a Roma, si parlerà di “Logistica ‘Costituzione materiale’ del nuovo mondo. L’Italia nelle mappe del futuro”. Un tema impegnativo, attorno al quale c’è un forte dibattito.

Cosa si aspetta Confetra da questo appuntamento?
“Sarà un momento di confronto importante. L’occasione per fare il punto sulle grandi dinamiche globali che stanno determinando mutamenti profondi non solo nell’economia internazionale, ma negli stessi rapporti geopolitici tra Stati e Continenti. E per la prima volta nella storia, tutto ciò sta avvenendo attorno ai temi della logistica. Il nostro core business”.

L’economia è oggi più che mai geopolitica. E’ questo che intende dire?
“Mi riferisco alla Via della Seta, alla cosiddetta guerra dei Dazi, alla Brexit, allo scontro per il controllo delle reti 5G, al dibattito sulle grandi infrastrutture ed i Corridoi Transeuropei, all’evoluzione della Rotta Artica, al dibattito in sede europea sugli investimenti logistici extracomunitari vincolati dal Golden Power. Insomma, il mondo va riarticolando i propri rapporti di forza tra global player sulla scorta di grandi temi che attengono la logistica ed il trasporto materiale ed immateriale di merci e flussi informativi. Su tutto ciò abbiamo chiesto un contributo di inquadramento a Federico Rampini, che aprirà i nostri lavori”.

E Italia? Rischia di rimanere schiacciata tra grandi player?
“Certo il nostro Paese, in queste complesse dinamiche, deve poter giocare la sua partita. Non possiamo investire decine di miliardi in infrastrutture solo per ambire, nel migliore dei casi, a divenire una commodity territoriale sulla quale transitano manifatture e merci straniere, portate da vettori stranieri, e dirette a mercati stranieri. L’Italia nastro trasportatore ci appassiona poco, e se parlassimo esclusivamente di flusso delle merci, sarebbero più i problemi generati che la ricchezza prodotta. Qui sta la nostra sfida: costruire un modello Made in Italy della logistica, in strettissimo raccordo con l’industria manifatturiera, ed alimentato dal sistema della Ricerca e delle Competenze. Su questi aspetti costruiremo un percorso di analisi e ricerca con Ipsos, e fin dall’Agorà ascolteremo il contributo di Nando Pagnoncelli. Vogliamo essere un laboratorio. Vorremmo alimentare un dialogo strutturato, sul futuro economico produttivo del Paese, tra produzione, saperi, logistica, innovazione. Ovviamente poi i temi delle infrastrutture utili, delle semplificazioni amministrative, dell’efficientamento dei controlli, saranno strumentali al perseguimento degli obiettivi macro di politica industriale e di politica economica che il Paese dovrebbe porsi. Insomma, prima vorremmo mettere a fuoco il “dove” vogliamo andare, e poi discutere del “come arrivarci”. Mi pare che oggi, sul primo punto, il Paese sconti un certo deficit di inquadramento generale. 5Su questo punto si svilupperà buona parte della discussione della tavola rotonda con Olaf Merk, Ennio Cascetta, Mario Zini, Luigi Scordamaglia. Importanti personalità del mondo Istituzionale, universitario, dell’impresa ci aiuteranno a focalizzare potenzialità e limiti del Sistema Paese. E, se vogliamo, anche di una Europa che corre il rischio di giocare - rispetto a Usa, Cina, Russia - una partita tutta solo di rimessa”.

Come giudica le prime mosse del nuovo governo in tema di infrastrutture e logistica?
“Siamo certi che la ministra De Micheli, che abbiamo ovviamente invitato a concludere i nostri lavori, saprà cogliere e valorizzare i numerosi spunti che la nostra assemblea annuale saprà offrire al dibattito pubblico. E confidiamo che l’intero nuovo governo possa finalmente cogliere la centralità che i temi della logistica hanno già assunto nel mondo, e che sarebbe ora assumessero anche in Italia”.

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