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Nuova Zelanda, cani anti-cimice per salvare i kiwi

Roma - Si chiama Georgie uno dei cani in servizio all’aeroporto di Auckland in Nuova Zelanda. Fa parte della squadra anti cimice asiatica reclutato dalle forze dell’ordine per fiutare nelle merci in arrivo l’insetto killer della frutta e non solo

Roma - Si chiama Georgie uno dei cani in servizio all’aeroporto di Auckland in Nuova Zelanda. Fa parte della squadra anti cimice asiatica reclutato dalle forze dell’ordine per fiutare nelle merci in arrivo l’insetto killer della frutta e non solo. Il Paese a oggi è immune dalla cimice, ma è in forte stato di allerta essendo leader nella produzione di kiwi.

Utilizzare il fiuto dei cani non è stato casuale, fa sapere il portale neozelandese News Room, visto che è da otto anni che il paese sta lavorando sulla prevenzione per fronteggiare l’invasore. Quindi non solo vespe samurai, antagonista naturale mangia-uova, esche e spray, ma anche il fiuto dei cani. Basterebbe infatti l’arrivo di 10 cimici per avere, nel giro di due anni, un’invasione difficilmente debellabile. Ed è quello che è avvenuto in Europa e in Italia, dove gli insetti hanno causato danni, secondo la Coldiretti, in 250 milioni di euro. Sono cimici molto prolifici perché depositano le uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta che, con le punture, rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili.

In particolare sono stati addestrati alcuni golden retriever in collaborazione con il dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, perché in Nuova Zelanda non si è voluto correre il rischio di importare insetti vivi per insegnare ai quattro zampe come riconoscerli dall’odore.

Il ministro dell’Agricoltura, Catherine Duthie, è però molto preoccupata, confessando di non essere sicura di poter continuare a tenere lontano questo insetto vista l’importante diffusione in Europa. Lo scorso anno le autorità di controllo neozelandesi hanno intercettato 151 cimici in alcune navi respinte al largo dove è stato eseguito un intervento di fumigazione.

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