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Interporto Icpl riparte dalla frutta / FOCUS

Roma - La società italo-belga Cfft firma l’acquisto e annuncia ottanta nuove assunzioni

Roma - L’agonia dell’interporto di Civitavecchia piattaforma logistica (Icpl) si è conclusa. La società italo-belga Civitavecchia fruit and forest terminal (Cfft, del gruppo Noord Natie di Anversa), che gestisce l’omonimo terminal di prodotti deperibili nel principale porto laziale, ha firmato l’acquisizione della concessione della struttura e ha cominciato a parlare dei progetti per il futuro, che prevedono traffici soprattutto ortofrutticoli e l’assunzione di ottanta persone.

L’offerta di Cfft è arrivata dopo sette tentativi di vendita andati a vuoto. La scommessa sul futuro dell’interporto da parte della società italo-belga ha permesso al sindaco uscente di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, di tirare un sospiro di sollievo in extremis per aver perserverato nel puntare su questa infrastruttura. La nuova proprietà si è impegnata a realizzare in circa 24 mesi le opere necessarie per rimettere in sesto l’interporto, attrezzarlo adeguatamente e consentirgli di riprendere l’attività a pieno regime. L’attività dell’interporto è stata insoddisfacente per molti anni. Nel 2014 i precedenti proprietari, fra cui la Marinvest del gruppo Msc, hanno passato le quote al gruppo De Angelis, ma il passaggio non è bastato a salvare l’attività. Nel 2015 Icpl è entrato in concordato preventivo e da allora è cominciata l’agonia per la società e per i suoi 50 lavoratori. L’interporto è diventato così una delle tante piattaforme logistiche che in Italia non sono riuscite a decollare, spesso frutto di speculazioni immobiliari piuttosto che di necessità logistiche. La mancanza di un interporto in prossimità della capitale Roma è comunque sempre stata una contraddizione che adesso potrebbe essere superata. Ora sta alla società controllata da Noord Natie creare l’appeal nei confronti del mercato che possa trasformare il piano industriale in traffici concreti. L’obiettivo principale di Cfft è quello di creare una sinergia stabile fra l’interporto e il porto. Non sarà facile. Una delle difficoltà che dovranno essere superate riguarda i collegamenti ferroviari, che devono essere completati dal punto di vista infrastrutturale. Per Cfft l’interporto è però anche un’occasione per acquisire nuovi traffici anche per il terminal portuale. L’ottimismo è tale che i piani prevedono che dagli attuali 50 dipendenti si possa passare a almeno 130, con l’assunzione quindi di ulteriori 80 lavoratori, una volta che la piattaforma sarà a regime.

I lavoratori già in servizio hanno mantenuto l’attività dell’interporto negli ultimi anni e lo scorso settembre, nel pieno della crisi della struttura, si erano anche proposti con un piano per acquisire la società, ponendo l’attenzione sul fatto che, sebbene l’azienda non fosse «sana finanziariamente per i pregressi noti motivi, la stessa è in piena operatività. Lo scorso anno ha fatturato circa 1.7 milioni di euro e questo anno ne prevede 2 con soli 38 dipendenti di cui 10 part time». I dipendenti non avrebbero partecipato alla gara, ma avrebbero assunto la gestione diretta. ma proprio lo scorso autunno si è fatto più concreto l’interesse da parte di Cfft, che è poi sfociato in un’offerta concreta nell’ottava gara per l’acquisto e che adesso si è concluso con la firma davanti al notaio.

«Grazie alla collaborazione - ha commentato Cozzolino - colla sezione fallimentare del tribunale di Civitavecchia e con la curatela, si è messo il punto ad un’altra triste pagina cittadina, salvaguardando i livelli occupazionali e ridando prospettiva ad una delle strutture produttivamente più importanti della città».

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