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Ponte di Genova, tutto pronto per la firma del progetto esecutivo

Genova - Ancora 24 ore, al massimo 48 poi «saremo in condizioni di firmare il progetto esecutivo di ricostruzione del ponte».

Genova - Ancora 24 ore, al massimo 48 poi «saremo in condizioni di firmare il progetto esecutivo di ricostruzione del ponte». Il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci dà finalmente un annuncio atteso: «Domani avremo tutti i documenti per firmare il piano dopo il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Attendiamo per stasera la valutazione d’impatto ambientale semplificata del ministero dell’Ambiente. Sono fiducioso che chiuderemo entro domani, al massimo entro sabato».

Col decreto Genova il parere del ministero non sarebbe necessario ma, dice Bucci «se è vero che potrei andare avanti vogliamo tener conto» anche della Via del ministero. Nel giro delle prossime 24-48 ore dunque il sindaco-commissario dovrebbe avere tutte le autorizzazioni necessarie per poter firmare il decreto finale con il quale dare il via libera all’esecuzione del nuovo ponte. «Quindi non solo la demolizione che è ovviamente già autorizzata - dice Bucci -, ma la sua ricostruzione. Ieri, intanto è stato realizzato il primo palo pilota che era già stato autorizzato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici». Il palo pilota sarà oggetto di un test di resistenza che riguarda le fondamenta dei futuri piloni. «Le maxi gru per la demolizione delle pile del lato ponente sono sul posto - ha concluso Bucci -. Ieri ho incontrato i responsabili del consorzio PerGenova (Salini-Fincantieri, ndr): l’umore dei lavoratori è ottimo, siamo sulla strada giusta».

Ma Bucci non si è fermato qui: entro un paio di settimane, ha detto saranno pronte le sei torri di sostegno della pila 10, nel cantiere est di ponte Morandi, torri che permetteranno di mettere in sicurezza la struttura, di consentire il quarto accesso degli sfollati nelle loro case e permettere l’apertura di via Fillak, ultima strada di collegamento tra la Valpolcevera e il centro ancora in zona rossa e quindi chiusa. «L’apertura di via Fillak - ha detto il sindaco - sarà il mio uovo di Pasqua per la città». Sempre riguardo alla parte est, «le aziende stanno mettendo a punto un piano alternativo per la demolizione senza esplosivo delle pile 10 e 11, piano che sarà messo a confronto con quello che prevede l’uso della dinamite».
Ancora senza una data certa invece la demolizione meccanica della pila 5 sul versante ovest, la prima che dovrebbe andar giù. Per quella si era deciso di evitare l’uso di esplosivo dopo il rinvenimento di fibre di crisotilo nel calcestruzzo anche se sotto la soglia di rischio stabilita per legge.

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