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Nodo ferroviario Genova, il piano per ripartire

Genova - Riaprire i cantieri prima dell’estate facendo diventare il Nodo ferroviario di Genova un’opera accessoria del Terzo Valico, superando l’impasse causata dalle difficoltà del gruppo Astaldi e affidando i lavori delle due grandi opere infrastrutturali su ferro che riguardano la Liguria allo stesso soggetto

Genova - Riaprire i cantieri prima dell’estate facendo diventare il Nodo ferroviario di Genova un’opera accessoria del Terzo Valico, superando l’impasse causata dalle difficoltà del gruppo Astaldi e affidando i lavori delle due grandi opere infrastrutturali su ferro che riguardano la Liguria allo stesso soggetto, quel Cociv di cui il colosso delle costruzioni Salini Impregilo detiene la maggioranza.

È la soluzione a cui sta lavorando il governo per aggirare il blocco dei lavori del Nodo ferroviario e soprattutto scongiurare l’ennesima gara - la terza in dieci anni - e non congelare l’opera per almeno un anno e mezzo. A spiegare l’escamotage a cui sta lavorando l’esecutivo giallo-verde è stato il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, ieri a Genova per partecipare all’assemblea generale di Spediporto e poi per un giro elettorale nel levante genovese con il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo. «L’idea a cui stiamo lavorando è quella di considerare il Nodo ferroviario un’opera accessoria del Terzo Valico, unificando le due opere - ha spiegato il viceministro e leader ligure del Carroccio - Come governo nelle prossime settimane porteremo al Cipe una modifica progettuale, in modo da procedere per via straordinaria e recuperare il tempo perso per un’opera fondamentale per Genova e tutto il Nord Ovest: in questo modo credo che si potrebbero riprendere i lavori prima dell’estate». Una soluzione che consentirebbe di ottenere più benefici: da un lato riaprire il cantiere saltando le lungaggini di una nuova gara d’appalto, dall’altro uniformare i lavori di due opere - Nodo Ferroviario e Terzo Valico - che si intersecano a Voltri e Fegino e che sono intimamente legate dal punto di vista strutturale (basti considerare le “altezze” dei binari, che devono coincidere). Senza dimenticare che i lavori del Terzo Valico sono affidati al Cociv, in cui oltre il sessanta per cento è detenuto da Salini-Impregilo: lo stesso colosso delle costruzioni impegnato con Fincantieri nella ricostruzione del Morandi e che nelle scorse settimane ha lanciato un’offerta d’acquisto per Astaldi, la società che s’era aggiudicati i lavori del Nodo ferroviario ma che, dopo l’apertura della procedura di concordato preventivo, ha deciso di chiedere la rescissione del contratto con Rfi.

Ad auspicare una soluzione che «eviti la terza gara di un cantiere che sta diventando una cosa grottesca» è anche il presidente della Regione, Giovanni Toti: «È un rischio fondato: stiamo parlando sia con chi rileva Astaldi che con Rfi. Occorre trovare una soluzione che ci eviti la terza gara d’appalto per affidare un cantiere molto “sfortunato” o molto più probabilmente nato male, con un prezziario evidentemente non sufficiente a remunerare le imprese e una serie di complicazioni». Il governatore ha ribadito l’importanza di «tutelare i lavoratori impegnati nel cantiere» oltre che «la necessità per Genova di avere al più presto l’opera».

Un’idea che trova il plauso anche dei sindacati, che però pongono come condizione il rinnovo della clausola sociale ottenuta nel passaggio dal consorzio Eureca Fergen ad Astaldi, e che aveva consentito di preservare il posto di lavoro di circa cento lavoratori. «Quest’opera deve andare avanti, abbiamo già sei anni di ritardo - spiega Andrea Tafaria, segretario della Filca Cisl - Se si possono unificare le due opere va bene, l’importante è non andare di nuovo in gara. Ma chi subentra dovrà far valere la clausola sociale: non possono essere i lavoratori a pagare per il meccanismo sbagliato del massimo ribasso». Sulla stessa lunghezza d’onda Federico Pezzoli, segretario Fillea Cgil: «L’ipotesi del governo è auspicabile e siamo più che favorevoli, non ci possiamo permettere una terza gara che ci farebbe perdere altro tempo prezioso: ovviamente difendiamo e richiediamo la clausola sociale che avevamo conquistato per i lavoratori».

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