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«Bucci commissario del sistema porto-retroporto»

Alessandria - I «due milioni di euro stanziati, all’interno del maxi emendamento della Legge di Bilancio 2019, appositamente per progettare il rilancio dello scalo merci» hanno messo in fibrillazione il mondo politico locale proprio alla vigilia di Natale

Alessandria - «Credo sia la prima volta che Alessandria entra direttamente in una Finanziaria». Difficile confermare o smentire l’impressione del sindaco Gianfranco Cuttica, certo è che la notizia dei «due milioni di euro stanziati, all’interno del maxi emendamento della Legge di Bilancio 2019, appositamente per progettare il rilancio dello scalo merci» hanno messo in fibrillazione il mondo politico locale proprio alla vigilia di Natale. È stato il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli a rilanciarla, su Facebook («Vengono stanziati un totale di 200 milioni di euro nei prossimi quattro anni per l’Autorità di sistema portuale del Mare Ligure occidentale e viene affidata, per il prossimo anno, al commissario Marco Bucci anche l’ottimizzazione dei flussi logistici del porto, compresa la progettazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento»), è il governo stesso che stavolta s’impegna. Ora non resta che convincere le Ferrovie e il gioco è fatto: oddio, sono anni che ci provano inutilmente, ma stavolta chissà... Anche perchè il momento pare favorevole al rilancio dello scalo merci alessandrino: dopo il crollo del ponte Morandi si sono fatte più urgenti le esigenze retroportuali di Genova, il calo dei traffici è stato palpabile. Inoltre stanno muovendosi alcuni dei maggiori operatori: dal Psa, gruppo di Singapore che controlla il Vte, terminal di Pra’, al Sech Terminal Contenitori. La rosa dei retroporti interessanti per Psa si riduce a pochi candidati: in cima alla lista delle preferenze ci sarebbe il terminal intermodale di Rivalta Scrivia, Rail Hub Europe, controllato al 100% dal Gruppo Gavio attraverso la Autosped G. Ma Alessandria rientra nel novero: si tratterebbe di comporre maxi-treni per il Nord Europa, Basilea in particolare, partendo da quelli più «piccoli» (si parla comunque di convogli sui 350 metri) in arrivo dalla Liguria, Genova ma anche Savona.

Un progetto di massima per lo scalo merci alessandrino ci sarebbe già: è di Slala, la fondazione per la logistica che, dopo aver rischiato la liquidazione, è tornata al centro dei giochi; anche Genova, con il sindaco Bucci, è rientrata fra i soci, così come Savona. Lo smistamento potrebbe essere collegato direttamente all’autostrada, visto che la bretella dell’A26 tra i caselli Sud e Ovest passa sui binari. Il progetto intersecherebbe il trasporto su gomma. Secondo Slala i “buffer”, le aree di interscambio merci tra i camion e la navette con il porto, potrebbero essere pronti entro il 2019. Questo grazie anche alla Zls, le Zone logistiche speciali. Il sindaco assicura che «da tempo ci stiamo confrontando con Genova e le sue realtà produttive per divenirne il naturale sbocco, fondamentale per un nuovo ruolo degli scali liguri in direzione Nord Italia e Sud Europa». Che è l’idea da sempre di Fabrizio Palenzona, uomo delle banche, amico di Gavio, al vertice delle autostrade, ma soprattutto da decenni dominus di quanto avviene in provincia.

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