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Noleggio a lungo termine di yacht, è scontro Italia-Commissione

Genova - L’esecutivo comunitario ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per non aver smantellato un sistema «illegale» di esenzione per i carburanti utilizzati dagli yacht che navigano nelle acque comunitarie.

Genova - La Commissione europea continua nei suoi tentativi di porre fine ai benefici fiscali «illegali» praticati nel settore della nautica di lusso, in particolare agli yacht, in Italia e a Cipro. L’esecutivo comunitario ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per non aver smantellato un sistema «illegale» di esenzione per i carburanti utilizzati dagli yacht che navigano nelle acque comunitarie. Contemporaneamente l’esecutivo Ue ha mandato pareri motivati, il secondo stadio della procedura di infrazione, all’Italia e a Cipro perché non riscuoterebbero il corretto ammontare di Iva sul leasing degli yacht. Benefici fiscali di questo tipo, osserva Ca commissione, possono portare a «notevoli» distorsioni nella concorrenza. Non solo: «A causa della dimensione di questo settore, questi regimi fiscali illegali e favorevoli vanno anche in direzione contraria al processo di consolidamento di bilancio di questi Stati membri», osserva la Commissione.

Da parte sua, Ucina Confindustria Nautica sottolinea di apprendere «con vivo stupore della nota stampa divulgata dalla Commissione europea in merito al prosieguo della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia sul tema del noleggio a lungo termine di unità da diporto». «La nota - sottolinea Ucina - ascrive a un intero comparto produttivo comportamenti illeciti tali da non rendere possibile il risanamento dei conti del Paese». «Oltre a essere inusuale nei toni della sua comunicazione, la Commissione -s ottolinea ancora Ucina - sembra non rammentare che si tratta di normative nate in Francia e adottante con poche variazioni dai principali Paesi europei come, oltre Parigi e Roma, anche Germania, Gran Bretagna, Olanda, Malta, Grecia e altri. Norme che hanno consentito a un settore importante come la nautica europea di diventare leader mondiale assoluta». «Non può sfuggire inoltre la portata di una simile azione di comunicazione alla vigilia della stagione del Salone Nautico di Genova» scandisce l’associazione confindustriale della nautica da diporto. «Dopo essere stata al fianco dell’amministrazione finanziaria fin dall’apertura della procedura, Ucina auspica un forte impegno del governo a un confronto costruttivo con la Ue al fine di risolvere la vicenda in un’ottica comune ai Paesi membri» conclude l’associazione.

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