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I big della nautica europei scelgono manager italiani / IL CASO

Genova - Due dei maggiori cantieri nautici al mondo, il francese Bénéteau e l’inglese Sunseeker, hanno scelto di affidarsi a manager italiani per rilanciare la propria attività.

Genova - Due dei maggiori cantieri nautici al mondo, il francese Bénéteau e l’inglese Sunseeker, hanno scelto di affidarsi a manager italiani per rilanciare la propria attività. È una coincidenza, ma per l’industria nautica italiana è il segno di un ritrovato benessere dopo anni difficili. Carla Demaria, che è stata, fino alla scorsa settimana, presidente di Ucina, la Confindustria nautica, dichiara che «mai come oggi l’industria cantieristica italiana è stata così forte nel mondo». Il suo successore Saverio Cecchi legge in queste nomine «una conferma delle nostre grandi capacità. Abbiamo le migliori maestranze, i migliori manager e i migliori imprenditori». Bénéteau ha promosso il suo ex direttore generale e responsabile della strategia di prodotto al ruolo di vice amministratore delegato e responsabile della strategia della divisione barche. Il nuovo amministratore delegato di Sunseeker è invece Andrea Frabetti, che è cresciuto nel Gruppo Ferretti dove ha lavorato per quasi trent’anni e che ha già illustrato il suo piano per consolidare e promuovere il marchio inglese: la scorsa settimana, a nemmeno un mese dalla sua nomina, ha annunciato la decisione di raddoppiare la capacità produttiva del cantiere attraverso una rete di nuove alleanze. Un altro cantiere inglese, Fairline, consolida il suo rapporto di collaborazione con la AM Yacht Design di Alberto Mancini, responsabile del design di alcuni dei suoi yacht. In Italia, intanto, la cantieristica dà segni di buona salute. Il suo valore aggiunto, tra il 2015 e il 2018, è cresciuto dell’8,9%, quasi tre punti percentuali in più del totale dell’economia. Le sue esportazioni sono passate dal miliardo e 700 milioni di dollari del 2015 ai quasi due miliardi del 2018; in gran parte, per oltre 400 milioni di dollari, si sono dirette verso gli Stati Uniti.

Cecchi si dichiara «orgoglioso di quello che facciamo» e snocciola numeri sugli addetti nazionali del settore: più di 17 mila le persone impiegate nella costruzione, più di 100 mila quelle nella subfornitura ai cantieri e nella componentistica, quasi 40 mila gli addetti alle riparazioni e ai servizi. «Servirebbe solo un po’ di considerazione in più da parte della politica», dice Cecchi, che due giorni fa, a Roma, ha incontrato il ministro ai trasporti Danilo Toninelli. Sul tavolo, c’erano alcuni grossi nodi burocratici come lo snellimento degli adempimenti per le unità da diporto in uso commerciale e l’introduzione della distinzione tra la figura dell’istruttore professionale di vela e le attività sportive dilettantistiche. «Un buon inizio», ha commentato Cecchi all’uscita. «Il ministro era informato su tutti i nostri dossier».

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