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Europee, firmato il contratto per la nautica

Genova - Si è tenuto questo pomeriggio presso la sede di Ucina Confindustria nautica l’incontro tra una significativa rappresentanza di candidati alle imminenti elezioni europee del 26 maggio, i vertici dell’associazione e una delegazione dei soci in rappresentanza della filiera di tutta la nautica da diporto

Genova - Si è tenuto questo pomeriggio presso la sede di Ucina Confindustria nautica l’incontro tra una significativa rappresentanza di candidati alle imminenti elezioni europee del 26 maggio, i vertici dell’associazione e una delegazione dei soci in rappresentanza della filiera di tutta la nautica da diporto.

L’incontro, nato dalla consolidata collaborazione fra Ucina e Confindustria Bruxelles, ha l’obiettivo di favorire un confronto sui temi di rilevanza per il settore - dalla cantieristica al refitting, dalla componentistica agli accessori, dalla portualità ai servizi – trasferendo, ai futuri rappresentanti dell’Italia in Europa, le opportunità e le criticità del comparto.

Tra i politici intervenuti, Tiziana Beghin (MoVimento 5 Stelle) e Massimiliano Salini (Forza Italia), i neo candidati Giovanni Berrino (Fratelli d’Italia), Marco Campomenosi (Lega), Massimiliano Grimaldi (Forza Italia), e Alberto Pandolfo in rappresentanza dei candidati del Partito democratico.

I candidati sono stati accolti dai vice presidenti dell’Ucina, Andrea Razeto e Piero Formenti, rispettivamente Presidente di Icomia (International Council of Marine Industry Associations) e presidente dell’Ebi (European Boating Industry), dal direttore generale, Marina Stella, dal responsabile rapporti istituzionali, Roberto Neglia e dal Responsabile Ufficio studi, Stefano Pagani Isnardi, e hanno potuto confrontarsi direttamente con le imprese: «Ucina dal 1967 ha la rappresentanza istituzionale di tutta la filiera della nautica da diporto nazionale. È nostro compito promuovere e difendere il settore, perché farlo significa difendere il bene economico della nazione - dichiarato il presidente di Ucina, Carla Demaria -. Come imprese leader e come associazione di categoria che ha la guida delle massime rappresentative di settore internazionali, sentiamo l’onere di promuovere una visione di indirizzo politico che ponga le basi dello sviluppo del settore». Per questo Ucina ha chiesto ai candidati al parlamento europeo, ciascuno secondo i proprio orientamenti e convincimenti politici, di firmare un “Contratto per la nautica” con l’impegno a promuovere la crescita del settore, il sostegno alle esportazioni, lo sviluppo della nautica sociale e del turismo nautico, lo sviluppo di progetti per l’ambiente. Nel corso dell’incontro sono state rappresentate le principali tematiche di interesse per il settore.

Dopo l’approvazione del nuovo codice della Nautica, entrato in vigore il 13 febbraio 2018, Ucina sta lavorando sui temi prioritari per la filiera: dalle concessioni demaniali dei porti turistici alla promozione della nautica sociale e nelle acque interne, dalla navigazione delle attività commerciali e il regime di esenzione per l’alto mare alla semplificazioni doganali fino alla certificazione Aeo (operatore economico autorizzato), dal leasing nautico al sostegno all’export, inclusa la tutela e la promozione del Salone Nautico di Genova: «Vengo dal mondo delle aziende, conosco e condivido la necessità di tutela sull’export, specialmente per settori come la nautica, e lavoreremo per una tregua con gli Stati Uniti» dichiara Beghin. «La nautica incrocia la sfida del mantenimento di una manifattura europea forte e, contemporaneamente, si interfaccia con il turismo e i servizi - commenta Salini - un bel mix sui cui vogliamo investire, facendo sistema Italia». «Riteniamo fondamentale che la prossima programmazione europea ripristini significativi finanziamenti per la filiera turistica cui far confluire i progetti Ucina sulla nautica, a cominciare da una rete dei porti» dice Berrino, che è anche assessore regionale ligure. «Nel 2006 siamo stato l’unico partito italiano al parlamento dell’Unione europea a votare contro la Bolkenstein - ricorda Campomenosi - non deflettiamo da questa posizione, perché conosciamo bene quanto il tema infrastrutturale sia fondamentale per il settore». «Lavoro per la nautica e il cluster marittimo da molti anni come giurista e offro la mia competenza tecnica di 30 anni di professione al servizio delle imprese» dichiara Grimaldi. «Conosco questa filiera e so anche quanto siano importanti Genova e la Liguria - commenta Pandolfo - a cominciare dal Salone nautico, un’eccellenza non solo italiana. Per questo ribadisco la prosecuzione dell’impegno per il settore portato avanti dallo scorso governo».

Con il più elevato moltiplicatore fra i comparti dell’economia del mare - per ogni addetto della produzione se ne attivano sette nella filiera e ogni euro della produzione ne attiva in media altri 5,9 - nella classifica dei 10 prodotti il cui export italiano è cresciuto di più negli ultimi 20 anni (1997-2017), le imbarcazioni da diporto sono al sesto posto, con una crescita del valore del saldo commerciale del 278,1% (dati Fondazione Edison).

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