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Yacht, Genova studia Barcellona
e scommette sul ritorno del Myba

Genova - l settore della nautica a Genova, inteso come yacht che vengono riparati in cantiere e quelli che ormeggiano in città, vale 110 milioni di euro l’anno.

Genova - Genova vuole diventare la capitale per i grandi yacht che navigano nel Mediterraneo. Il modello è quello di Barcellona, città che dal 2016 ha “scippato” il la manifestazione del Myba proprio al capoluogo ligure. «Stiamo lavorando per riportare questa esposizione di maxy-yacht sotto la Lanterna a partire dal 2020», dice Fabio Pesto, presidente della società Pesto Sea Group. Il settore della nautica a Genova, inteso come yacht che vengono riparati in cantiere e quelli che ormeggiano in città, vale 110 milioni di euro l’anno. L’intero comparto genera poi un indotto sul territorio di oltre 300 milioni di euro. Secondo i promotori di Genova For Yachting, associazione nata alla fine dello scorso anno che riunisce 31 aziende attive sotto la Lanterna, il settore va però sostenuto e aiutato. «Negli anni ‘90 eravamo percepiti solo come un fastidio per gli operatori del porto commerciale. Oggi le cose sono cambiate, ma manca ancora la piena consapevolezza delle potenzialità del comparto da parte delle istituzioni locali», dice Alberto Amico, presidente di Genova For Yachting e del cantiere Amico&Co, che ricorda come ormai i servizi ai maxi- yacht siano un business trainante per tutto il porto.

«Lo scorso anno - aggiunge - su 1.590 giornate di bacino, il 60% ha riguardato imbarcazioni da diporto». Secondo gli operatori della nautica ci sono ancora grandi potenzialità di crescita. «Nel 2017 - sottolinea Pesto - hanno toccato Genova 650 maxi-yacht sopra i 24 metri, pari al 15% della flotta mondiale, con una permanenza media di cinque settimane e cinquemila addetti di equipaggio che hanno speso sul territorio una media di 50 euro al giorno. Numeri che prevediamo in aumento per il 2018». Ma serve il sostengo delle istituzioni: «Lo scopo della nostra associazione è proprio quello di rappresentare le esigenze del settore davanti alle amministrazioni locali, affiancarle ma vigilare anche sull’implementazione delle misure necessarie», dichiara Giuseppe Pappalardo, amministratore delegato di Marina Genova. «Tra le iniziative più immediate che proporremo - prosegue - c’è un collegamento marittimo veloce tra ponente e levante cittadino, per decongestionare le strade, e l’apertura dei varchi portuali h24». Il timore degli operatori è quello che il crollo di Ponte Morandi possa avere ripercussioni anche sul settore nautico. «Molte imbarcazioni arrivano dalla Costa Azzura. Gli armatori sono preoccupati, stiamo cercando di rassicurarli».

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