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Fincantieri, sfruttamento del lavoro nel subappalto: 34 indagati

Genova - Per l’accusa sfruttavano la manodopera con il consenso di dirigenti e funzionari di Fincantieri. Perquisizioni anche a Genova.

Genova - Il sistema è denominato «paga globale» ed è molto semplice: nelle buste paga sono certificati compensi solo in parte corrisposti ai dipendenti, e senza ferie retribuite, con l’indicazione di un numero di ore lavorate inferiore a quelle prestate. Un modo per sfruttare la manodopera, uno dei reati - con corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false - contestati a 19 imprese di cantieristica navale subaffidatarie di lavori per conto di Fincantieri e - a vario titolo - a 34 persone indagate, 12 delle quali sono dirigenti, impiegati e funzionari dello stesso gruppo triestino, di varie sedi. Così stamani i militari della Guardia di Finanza, coordinati dal pm Giorgio Gava della Procura di Venezia, hanno avviato 80 perquisizioni negli uffici di 10 città. Secondo l’accusa, che ha già interrogato varie persone e analizzato documentazione extracontabile e materiale informatico, i reati sono stati commessi in vari momenti a partire dal 2015 e fino ad oggi in più sedi, da Marghera in poi. Per gli investigatori, i titolari di società subaffidatarie - bengalesi, albanesi, italiani, moldavi, da soli o organizzati in famiglie - sfruttavano la manodopera con il consenso di dirigenti e funzionari Fincantieri consapevoli del fenomeno (che loro stessi avevano contribuito a creare). In alcuni casi, questi avrebbero ricevuto tangenti, regali, dazioni una tantum perché le stesse società venissero inserite nell’albo dei fornitori. Nell’ordinanza si fa riferimento a cifre da mille a 50 mila euro, e perfino a versamenti mensili che, secondo gli inquirenti, sarebbero proseguiti negli anni. Diffuso sarebbe dunque stato il ricorso a emissione di fatture false, per abbattere gli imponibili fiscali e per disporre di contanti in nero. I militari hanno posto agli arresti domiciliari un cittadino bengalese ed eseguito un sequestro preventivo di 200.000 euro. Dura la Fincantieri che rivendica «la propria estraneità rispetto ai fatti cui le indagini si riferiscono». Il gruppo «sta assicurando piena collaborazione agli inquirenti e auspica che verrà dimostrata la completa estraneità dei propri dipendenti». Tuttavia, nel caso che «le accuse dovessero essere confermate», saranno «immediatamente adottati provvedimenti nei confronti di dipendenti responsabili di condotte illecite, lesive dell’immagine della società». Non a caso, Fincantieri, anche in quanto emittente quotato, sottolinea di aver adottato «gli standard più elevati di compliance operativa e normativa» e di «improntare costantemente la propria azione a principi etici e di massima trasparenza».

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