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La guerra europea dei cantieri: Parigi sfida Berlino sulla tecnologia / IL REPORTAGE

Saint-Nazaire - Chantiers de l’Atlantique prova il sorpasso su Meyer e fa incetta di ordini. E ora i francesi non hanno più tanta fretta di unirsi agli italiani di Fincantieri.

Saint-Nazaire (Francia)- «Qui si costruiscono le navi migliori al mondo» dice Benoit aggiustandosi il caschetto bianco con quella sicurezza tutta francese, alimentata ulteriormente dall’orgoglio di aver completato in tempo, forse persino in anticipo, l’ultima ammiraglia di Msc Crociere. Fa parte degli oltre 5.000 operai e tecnici, tra dipendenti diretti e indotto, che sfornano i nuovi colossi del mare ad un ritmo impressionante, trainati dal mercato che richiede sempre più navi e sempre più grandi. Quando Laurent Castaing, il mitologico direttore dei Chantiers de L’Atlantique, officia la cerimonia laica di consegna della nave all’armatore, le bandiere sulla banchina di Saint-Nazaire, se possibile, nel momento in cui il boiardo francese pronuncia la parola che tutti si aspettano: grandeur. È stata come una folata di vento che ha reso ancora più visibili gli stendardi a filo banchina della Francia, del cantiere e dell’Europa. Il tricolore italiano non c’era, e i dubbi che possa essere piantato sul serio in questo pezzo di Francia atlantica, sono cresciuti parecchio dopo che l’Europa ha chiesto più tempo per decidere se la fusione con Fincantieri rispetta i canoni antitrust fissati a Bruxelles.

Gnl, sfida alla tecnologia tedesca

La forza dei cantieri francesi è cresciuta lentamente e costantemente sino alla fine di questa estate, quando ha subito persino un’accelerazione. Colpa dello sgretolamento del mito tedesco: la nuova ammiraglia a gas di Costa Crociere, la “Smeralda”, in costruzione ai cantieri finlandesi del gruppo Meyer Werft (il nome più solido al mondo sulla propulsione a gas naturale liquefatto, l’ultima frontiera su cui i grandi gruppi crocieristici si stanno dando battaglia, complici le nuove norme internazionali anti-inquinamento) sarà consegnata in ritardo proprio per problemi ai motori. Chantiers de l’Atlantique ha subito annunciato la controffensiva: «Adesso abbiamo la tecnologia per realizzare una delle navi più innovative al mondo» dice Castaing riferendosi al nuovo prototipo “World Class” per Msc. Parigi vuole superare Berlino tecnologicamente e ora è in corsia di sorpasso: ha un sistema innovativo e «avanzatissimo» come raccontano i dirigenti del cantiere, nato dall’integrazione tra diverse aziende, anche del territorio della Loira supportate dallo Stato francese.

«Ma voi avete mai visto il centro di ricerca e sviluppo di Saint-Nazaire?» domanda al Secolo XIX Gianni Onorato, l’amministratore delegato di Msc Crociere: «È incredibile, molto avanzato. Si può visitare il progetto della nave prima che venga costruita con la tecnologia 3D. Possiamo vedere tutti i dettagli e renderci contro di come verrà l’unità che abbiamo ordinato». Fincantieri, che dovrebbe “mangiarsi” Saint-Nazaire, sui motori a gas adesso rischia di rimanere indietro. Il bacino di Castellammare ha costruito nel 2015 un traghetto con propulsione a gas per il Nord America che ha scatenato persino polemiche politiche sui malfunzionamenti del ferry “made in Italy”. Qualcosa si sta muovendo con quattro navi dual fuel ordinate recentemente. Ma mettere le mani, grazie all’alleanza con Chantiers de l’Atlantique, sulla tecnologia per realizzare motori a Gnl, è uno dei fattori determinati dell’operazione che Giuseppe Bono vuole portare a termine, spalleggiato forse più da Parigi (mercoledì il governo ha ribadito la volontà di portare a termine l’impresa) che dalla stessa Saint-Nazaire. Gianluigi Aponte, che con il gruppo Rccl è il principale cliente dei Chantiers, non è mai stato favorevole alle nozze tra cantieri italiani e francesi, per un motivo facile da intuire: per ora, i principali gruppi al mondo in grado di costruire grandi navi da crociera sono tre, tutti europei. Se diventano due, il potere contrattuale degli armatori è destinato a ridursi. Msc peraltro costruisce sia in Francia che in Italia, ma giovedì, alla consegna dell’ultima nave, la “Grandiosa”, ha rimarcato una differenza: «Noi ordiniamo qui, convinti anche del grande sviluppo tecnologico degli Chantiers de l’Atlantique».

Abbondanza di spazi

«Non è come in Italia: a terra vengono quasi completati i tronconi delle navi, mancano solo i dettagli. Solo in seguito sono assemblati gli uni agli altri, per formare la nave» raccontano i tecnici Msc. La compagnia costruirà altre quattro unità in Francia che usciranno dai bacini più grandi al mondo: il più celebre misura quasi un chilometro. Al 2027 in ordine ci sono 12 navi. Un’inezia in confronto al portafoglio ordini di Fincantieri che supera le 40 unità. Gli italiani hanno strutture meno grandi, ma in numero maggiore e Fincantieri è un gruppo in grado di sostenere la gestione degli ordini, mentre i francesi su questo fronte non sono così forti. Sembra passata un’eternità dalla crisi che aveva colpito i proprietari coreani di Stx, che hanno gestito il cantiere dal 2008 al 2016. Parigi ha poi salvato il gruppo, e adesso l’urgenza del partner industriale, visto il successo delle commesse, pare non esserci più. Eppure se Roma e Parigi si alleassero, prenderebbe maggiore forza anche l’intesa sul fronte militare con le navi da guerra, anche se ora a Saint-Nazaire l’attenzione è tutta sul redditizio business delle crociere. Più che Bruxelles, è forse questo l’ostacolo principale alla nascita dell’Airbus dei mari italo-francese. —

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