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Fincantieri riapre il dossier Mariotti, nel mirino di Bono l’ingresso in Gin

Genova - Mentre Cdp conferma i vertici dell’azienda, torna d’attualità la pista che la porterebbe a espandersi in Liguria.

Genova - Sembrava che quella porta si fosse chiusa definitivamente, sprangata dalla strategia di Marco Bisagno per ridare commesse e fiato ai cantieri Mariotti. L’alleanza con il colosso olandese di Damen era commerciale, serviva a ottenere gli ordini di Seabourn che vuole due nuove navi, e costruire a Genova due unità da crociera extra lusso nei bacini davanti alla Fiera. Con questo schema Fincantieri sarebbe rimasta così fuori dalla società genovese di costruzioni navali, come aveva tenuto a precisare lo stesso cantiere Mariotti dopo che Il Secolo XIX/TheMediTelegraph aveva anticipato l’interesse del gruppo guidato da Giuseppe Bono a maggio dell’anno scorso. Ma il finanziamento per sostenere economicamente la commessa tardava ad arrivare, Bisagno è stato costretto ad un appello pubblico alla fine dell’anno perché qualcuno lo aiutasse a sbloccare la situazione con le banche. Poi il silenzio, sino a ieri quando due fonti hanno confermato la retromarcia strategica: Fincantieri sarebbe pronta di nuovo a entrare nel gruppo genovese. E questa volta la spranga sulla porta verrebbe rimossa. Bono è inoltre in una posizione di forza ancora maggiore, dopo la conferma ottenuta ieri al timone del gruppo, insieme a Giampiero Massolo: entrambi sono stati indicati da Cdp in vista del rinnovo del board di Fincantieri.

L’operazione

La partita è nella fase finale e ha accelerato nelle ultime settimane. Fincantieri è interessata a dare una mano a Mariotti, ma ad alcune condizioni. Intanto il gruppo di Bono non vorrebbe limitare la propria presenza solo ai cantieri guidati da Bisagno. In ballo infatti, e lo confermano fonti di settore, ci sarebbe l’ingresso del colosso italiano nel capitale di Gin, Genova Industrie Navali, la holding che controlla la galassia di imprese impegnate nell’attività cantieristica. Ne fanno parte Mariotti, San Giorgio del Porto, i cantieri di Marsiglia, Gerolamo Scorza - il ramo che realizza gli interni delle navi da crociera - e Piombino Industrie Marittime. Un anno e mezzo fa era entrato per dare un sostegno finanziario, l’imprenditore portuale Luigi Negri, ex numero uno del terminal Sech a Genova. Se l’operazione andrà in porto, Fincantieri potrebbe diventare socio di uno dei poli più grandi a livello italiano, in grado di offrire costruzione, manutenzione, refitting e persino demolizione delle navi. Si sta lavorando per un ingresso con una quota di minoranza che consentirebbe a Bono di mettere un piede dentro tutto il gruppo. Fincantieri contattata ieri, non ha voluto commentare la notizia. Ma oltre alle due navi del brand exploration di Carnival, in ballo ci sarebbero anche le unità lusso che vuole Msc. La consegna prevista da Fincantieri è per il 2023.Se diventassero disponibili i bacini di Mariotti, Gianluigi Aponte potrebbe averle in flotta anche prima.

Non solo costruzioni

San Giorgio del Porto è il pezzo pregiato della holding. L’azienda guidata da Ferdinando Garrè ha un contratto che lega la manutenzione delle navi della flotta di Costa Crociere, ai bacini che il gruppo genovese gestisce a Marsiglia. Non solo: la compagnia italiana è anche socia di Garrè in quell’attività che in Francia può mettere a disposizione il più grande bacino del Mediterraneo. In ballo c’è anche una commessa di Ferrovie che opera nel servizio traghetti sullo Stretto di Messina e una nuova nave potrebbe essere realizzata proprio dal gruppo genovese.

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