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Aree a mare Fincantieri Sestri, pressing Fiom sull’Adsp

Genova - Per i metalmeccanici della Cgil il progetto del nuovo ribaltamento a mare presentato da Fincantieri a Palazzo San Giorgio «deve essere immediatamente sbloccato». Ma soprattutto non ci devono essere «ripensamenti e ulteriori ritardi»

Genova - Per i metalmeccanici della Cgil il progetto del nuovo ribaltamento a mare presentato da Fincantieri a Palazzo San Giorgio «deve essere immediatamente sbloccato». Ma soprattutto non ci devono essere «ripensamenti e ulteriori ritardi» dopo che, come scritto ieri sul Secolo XIX-the MediTelegraph , il presidente del porto, Paolo Emilio Signorini, ha fatto sapere che l’Autorità di sistema portuale ha avviato «approfondimenti tecnici, urbanistici ed economici per valutare la proposta di Fincantieri». «Lo scorso febbraio - dice il segretario genovese della Fiom, Bruno Manganaro - abbiamo incontrato i vertici dell’Authority, quelli della Regione e del Comune proprio sul ribaltamento a mare e siamo stati rassicurati su tutti i fronti. Adesso - prosegue - a distanza di mesi scopriamo che ci potrebbero essere problemi vista la presenza del terminal Porto petroli, a Multedo, che confina con lo stabilimento navalmeccanico». I dubbi riguardano principalmente la sicurezza relativa all’estrema vicinanza dei due siti industriali e nello specifico se un’attività navalmeccanica notevolmente potenziata rispetto a quella attuale può essere portata avanti a pochi passi di distanza da depositi che contengono prodotti petroliferi senza rischi sia per il personale che opera in banchina che per gli abitanti dei quartieri di Sestri e Multedo. «Per quale motivo - chiede Manganaro - il presidente del porto non ha avanzato questi dubbi mesi fa? E perchè, fino ad oggi, siamo stati tenuti all’oscuro di tutto».

Sul tema del ribaltamento a mare per lo stabilimento di Sestri Ponente, la Fiom chiederà nei prossimi giorni un incontro sia con il presidente di Palazzo San Giorgio che con il sindaco Bucci e il governatore ligure Toti. Ma a chiedere tempi certi sul progetto sono anche i vertici genovesi e regionali del Partito Democratico. «A preoccuparci - sottolinea il segretario della Fiom - è anche il fatto che non ci sono ancora i fondi necessari alla realizzazione dell’opera senza la quale il cantiere non avrà spazi necessari per costruire navi da crociera di ultima generazione e rischia di essere tagliato fuori dal mercato. Siamo poi preoccupati - chiude Manganaro - che l’accordo di programma del 2009 dovrà essere aggiornato: Fincantieri ha presentato un progetto che garantisce occupazione e lavoro e le istituzioni, sia locali che nazionali, non possono perdere altro tempo».

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