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Siluro del Pd a Spirito sullo sciopero dell’anno scorso. Anche i sindacati sul piede di guerra

Genova - Nuova interrogazione parlamentare: l’Autorità di sistema portuale e il suo presidente, secondo il deputato Pagani, avrebbero commesso plurime illegittimità, oltre alla gravissima lesione del diritto di sciopero dei lavoratori.

Genova - Siluro del Pd contro il presidente dei porti di Napoli e Salerno, Pietro Spirito. Il deputato Alberto Pagani ha di nuovo preso carta e penna e ha scritto un’interrogazione al ministro compagno di partito, Paola De Micheli. Dopo Moby, nel mirino dell’onorevole, è finito lo sciopero di maggio dell’anno scorso nel porto napoletano.

Ecco il testo:

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Per sapere, premesso che: nei porti italiani, la fornitura di mano d’opera temporanea viene fornita esclusivamente dall’impresa autorizzata in base all’articolo 17 della legge n. 84 del 1994, e nel porto di Napoli dalla Cooperativa Culp (Compagnia Unica lavoratori portuali di Napoli); con nota dell’aprile 2018 inviata come primo indirizzo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ad altri indirizzi, la Culp di Napoli ha segnalato che il 5 aprile 2018, presso l’area portuale di Napoli in concessione alla società So.Te.Co. (autorizzata ex articolo 16 della legge n. 84 del 1994) e concessionaria di area portuale ai sensi dell’articolo 18 della medesima legge), venivano effettuate operazioni portuali, così come individuate dall’articolo 16 della legge n. 84 del 1994, da parte di personale dipendente dalla società Co.Na.Te.Co. (anch’essa autorizzata ex articolo 16 e concessionaria di area portuale ai sensi dell’articolo 18), utilizzando mezzi meccanici appartenenti alla società Turi Transport, anch’essa autorizzata ex articolo 16, il cui personale era in quel momento in stato di sciopero; nella stessa nota si sostiene che il personale impiegato per effettuare le operazioni portuali proveniva dalla società Co.Na.Te.Co. e ha operato in sostituzione del personale in stato di sciopero della società Turi Transport.

La nota della Culp segnala altresì che dette prestazioni lavorative sarebbero state autorizzate dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale tramite email e che nel turno pomeridiano della stessa giornata le operazioni portuali sono proseguite mediante l’impiego di personale della società World Logistis srl che, pur non essendo ancora autorizzata ufficialmente a operare nel porto di Napoli ex articolo 16, illegittimamente prestava l’attività lavorativa mediante l’impiego di proprio personale, utilizzando i mezzi meccanici della Turi Transport, per sopperire alla carenza di personale della medesima società a causa dello sciopero; ove ciò fosse confermato le società sopraddette, l’Autorità di sistema portuale e il suo presidente, avrebbero commesso plurime illegittimità, oltre alla gravissima lesione del diritto di sciopero dei lavoratori favorendone l’illegale sostituzione con altri lavoratori, circostanza non scusabile e, ad avviso dell’interrogante inammissibile da parte dell’Autorità di sistema portuale che rappresenta lo Stato e deve garantire innanzitutto il rispetto delle leggi; inoltre tale illegittima autorizzazione dell’Autorità di sistema portuale ha provocato una sleale concorrenza verso la Culp, nonché un mancato avviamento al lavoro del proprio personale con un conseguente danno anche alle casse dello Stato e dell’Inps, in quanto, per il personale non impegnato la Culp ha dovuto far ricorso all’IMA (indennità di mancato avviamento al lavoro), posta a carico della stessa Inps. Infine l’Autorità di sistema portuale avrebbe consentito, in violazione del comma 7 dell’articolo 18 della legge n. 84 del 1994, ad un concessionario di un terminal contenitori Co.Na.Te.Co., di operare con proprio personale nell’area di un altro concessionario So.Te.Co. –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti denunciati e, ove essi trovino conferma, se e quali iniziative intenda assumere nei confronti dell’Autorità di sistema portuale che a Napoli dovrebbe rappresentare lo Stato e agire, in primis, per la difesa della legalità.

I SINDACATI

Anche i sindacati contro il presidente dell’Authority. Nel mirino il piano triennale e la gestione del lavoro in banchina che se non sarà cambiato, potrebbe portare i lavoratori a scioperare.

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