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Tasse ai porti, Mariani: «Adesso il governo dialoghi sul serio con Bruxelles»

Genova - L’allarme dell’ex segretario generale di Assoporti e numero uno dello scalo di Bari: «Non si può poi escludere che, nella sovrabbondante legislazione nazionale, altri soggetti istituzionali possano approfittare della situazione di incertezza».

Genova - «Sulla procedura pendente dinanzi alla Commissione relativamente alla tassazione delle Adsp si stanno confrontando diverse posizioni. È innegabile, tuttavia, che le scelte che il Governo vorrà compiere al riguardo devono essere pienamente consapevoli delle conseguenze che tali scelte potranno avere non solo sui bilanci delle Authority (e sarebbe il problema minore e forse risolvibile), bensì sull’intero settore dei porti, sulla loro natura, sullo stesso futuro assetto dei rapporti tra MIT e ADSP, sull’esistenza di queste ultime, sulla capacità dello Stato di coordinare investimenti e decisioni relative ai principali snodi logistici italiani, sul mondo del lavoro e delle imprese. E questo per tutti i porti italiani, non solo quelli che “sono in concorrenza con Rotterdam o Anversa”». Franco Mariani ha guidato a lungo il porto di Bari, è stati l vertice di Assoporti come vicepresidente e segretario generale poi. E ora chiama il governo ad un scelta netta di fronte alla mannaia che Bruxelles ha calato sulla tassazione dei porti italiani: «Non si può poi escludere che, nella sovrabbondante legislazione nazionale, altri soggetti istituzionali possano approfittare della situazione di incertezza che si verrebbe a creare nel tessuto della normativa portuale, per creare ulteriori incertezze in danno al comparto portuale e alla competitività di un settore nevralgico per il Paese, e per il Paese stesso. L’idea di negoziare con la Commissione la soluzione alla fine da loro desiderata presuppone che prima le si spieghi finalmente – e con approccio costruttivo – la nostra legislazione di settore. In questi anni, colpevolmente, si è solo annunciata la volontà del dialogo con la Commissione ma nei fatti non si è mai praticata con continuità e coerenza. E solo a valle di questo confronto, e valutato tutto quanto sopra, potranno essere adottate responsabilmente le più opportune decisioni anche attraverso una rivisitazione dell’ordinamento portuale teso alla semplificazione e migliore funzionamento del sistema portuale».

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