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I privati non vogliono entrare nelle Authority portuali

Genova - Assiterminal si inserisce nel dibattito lanciato dal Secolo XIX/TheMeditelegraph: «Si rischia di alimentare tentativi di modificare il modello pubblicistico».

Genova - «Assiterminal, come già stigmatizzato un anno fa insieme alle altre associazioni e confederazioni del cluster marittimo portuale, esprime preoccupazione e contrarietà in ordine alla tassazione dei canoni demaniali voluta dalla Commissione Europea». Lo annuncia una nota della stessa associazione dei terminalisti italiani. «Fare apparire le Autorità di Sistema portuale italiane, che sono diverse da quelle degli altri paesi europei sotto i profili istituzionale e fiscale, quali imprese impegnate in attività economiche è giuridicamente sbagliato e controproducente rispetto alla normativa vigente ed alle scelte chiaramente contenute, ancora recentemente ribadite, nella legislazione nazionale. Si rischia di alimentare tentativi di modificare il modello pubblicistico degli enti che amministrano i porti italiani. Considerare l’attività di riscossione dei canoni per concessioni e autorizzazioni introitati dalle AdSP alla pari di attività di impresa di diritto privato ha come conseguenza diretta quella di stravolgere l’assetto attuale, creando incertezze nel quadro normativo vigente, in danno anche degli operatori, i quali hanno invece bisogno assoluto di certezze negli assetti istituzionali e normativi di settore per poter continuare ad investire nei porti. Assiterminal chiede quindi al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’intero Governo di difendere in sede europea l’attuale assetto normativo che disciplina le AdSP e le attività portuali».

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