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Royal Caribbean porta la Wonder of the Seas in Cina

Trieste - Royal Caribbean International ha annunciato che la quinta nave di classe Oasis, attualmente in costruzione nei Chantiers de l’Atlantique, si chiamerà Wonder of the Seas.

Trieste - Royal Caribbean International ha annunciato che la quinta nave di classe Oasis, attualmente in costruzione nei Chantiers de l’Atlantique, si chiamerà Wonder of the Seas. Quello che fa scalpore però è che la compagnia americana ha annunciato che verrà posizionata in Cina a partire della primavera 2021. Con 231.000 tonnellate di stazza lorda, sarà la nave da crociera più grande del mondo ed è la prima volta che un’unità destinata ad entrare nel libro dei Guinness verrà customizzata per il mercato asiatico.

E’ una scelta strategica di questo brand crocieristico che fa capire come il management sia convinto che la flessione del mercato cinese crocieristico sia ormai in fase di superamento. Nel rendering rivelato della nuova ammiraglia si può notare che i ponti superiori saranno rivisitati dando all’unità una linea più accattivante, mentre è stato annunciato che gli interni saranno rivisti per seguire i desiderata del pubblico cinese. Se questa decisione si può rivelare come un vantaggio per attirare i crocieristi cinesi, si può rivelare problematica in caso di necessità di riposizionamento della nave su un altro mercato. Un po’ quanto successo con Norwegian Joy dove Norwegian Cruise Line ha dovuto spendere un bel po’ di milioni di euro per convertire una nave di soli 2 anni di vita per il mercato occidentale.
Così nel 2021 Royal Caribbean sarà il brand con il maggior numero di letti bassi disponibili sul mercato orientale. Ricordiamo che solo questa primavera ha inaugurato la Spectrum of the Seas (169.379 t.s.l.) che ha raggiunto immediatamente il suo home port di Shanghai. Mentre aveva già presente nell’area la capostipite di questa classe, la Quantum of the Seas (168.666 t.s.l.), che opera d’estate da Tien Tsin, mentre d’inverno si sposta a Singapore. La compagnia guidata da Michael Bayley concede di prenotare i viaggi in Asia anche a turisti provenienti da tutte le parti del mondo, strategia opposta a quella del maggior competitor su questo mercato, cioè Costa Asia.

Quest’ultima riserva le prenotazioni solo a clienti cinesi che dal 2006 vedono il marchio genovese come un simbolo delle crociere “Made in China” con un tocco d’italianità. Anche Costa ha una strategia di nuove costruzioni, appositamente concepite, per aggredire questo mercato. Quest’anno Fincantieri ha consegnato Costa Venezia (135.225 t.s.l.) che ha riscosso un’accoglienza trionfale una volta giunta nei mari cinesi. Tanto che la compagnia ha cancellato la mini-stagione inaugurale europea della gemella Costa Firenze per permetterle di essere il prima possibile in Cina. Quest’ultima, all’inizio del prossimo autunno, lascerà vuota il cantiere costruttore per posizionarsi subito nel suo mercato di riferimento.
Questo vuol dire che il mercato cinese ha superato la flessione certificata dai numeri 2018 e 2019? Ancora non possiamo dirlo con sicurezza. Una cosa che è certa è che i consumatori locali preferiscono le navi nuove appositamente concepite per loro. Così Royal Caribbean e Costa hanno puntato su questo fattore per aggirare le difficoltà, per molti inaspettate, incontrate dall’industria crocieristica nei mari asiatici. Entrando nel dettaglio quali sono stati i fattori che hanno portato alla sofferenza del mercato cinese? Possiamo riassumerli in tre concetti: eccesso di capacità, instabilità politica dell’area e problemi organizzativi con le agenzie locali. Con le nuove navi questa fase sembra in fase di superamento, non resta che aspettare i risultati sul campo che verranno ottenuti dai maggiori players a partire dal 2020.

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