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Onorato: «Da cinque generazioni paghiamo regolarmente i nostri marittimi»

Genova - «Onorato Armatori non ha un centesimo di debito verso l’erario, non un centesimo di debito nei confronti dei fornitori, e da ormai 5 generazioni paghiamo regolarmente i nostri marittimi con stipendi ben più alti dei miei concorrenti eppure qualcuno ha dichiarato che ero sull’orlo del fallimento».

Genova - «Sono anni che va avanti una campagna di discredito contro di noi, culminata addirittura con un’istanza di fallimento. Un fondo, con sede alle Isole di Cayman di cui ovviamente non si conosce neanche la provenienza dei capitali che lo alimentano, come sapete, ha chiesto al Tribunale di Milano di fermarci. L’istanza è stata respinta. C’è un conto però che onestamente ho sbagliato: il numero di persone che lavorano in Onorato Armatori»: lo scrive in una lettera indirizzata ai suoi dipendenti l’armatore Vincenzo Onorato.

«Avevo scritto nel mio precedente messaggio circa 5 mila, ma nella realtà sono circa 5 mila e 800, nella quasi totalità tutti italiani. Dobbiamo prendere coscienza di quello che Onorato Armatori rappresenta: noi siamo la prima infrastruttura del mare del nostro Paese. Trasportiamo ogni anno milioni di persone e centinaia di migliaia di camion. Verrebbe da domandarsi come è possibile che un anonimo fondo delle Cayman possa pensare di aggredire una realtà occupazionale di tale importanza per pura speculazione. Ogni giorno leggevo fesserie sui giornali. Onorato insolvente. Onorato sull’orlo del fallimento. Bugie. Notizie false fatte circolare ad hoc. Onorato Armatori non ha un centesimo di debito verso l’erario, non un centesimo di debito nei confronti dei fornitori, e da ormai 5 generazioni paghiamo regolarmente i nostri marittimi con stipendi ben più alti dei miei concorrenti eppure qualcuno ha dichiarato che ero sull’orlo del fallimento. Adesso veniamo a chi è questo qualcuno. Premesso che anche qui, ho fiducia nella giustizia, fatto sta che ho dato mandato ai miei legali di denunciare per calunnia chi con notizie false, inventate, prive di ogni fondamento mi ha portato in tribunale in una così detta lite temeraria. Il “qualcuno” sono fondi speculativi, fondi che guadagnano dallo smembramento delle aziende. Questi fondi si nascondono in paradisi fiscali, non si sa di chi siano né in cosa investono, hanno sede in paesi dove è praticamente impossibile ricorrere al diritto ma hanno il potere di farti una istanza di fallimento (a tal proposito ricordiamo che il tribunale ha stabilito anche la soccombenza delle spese ai fondi, ha cioè considerato prive di ogni fondamento le loro richieste). Ma a me piace fare tesoro delle situazioni difficili e guardare avanti, e pensare al mio Paese. A tal proposito mi farò carico nei prossimi giorni di suggerire al governo e al parlamento di modificare alcune norme. Non dovrà essere più possibile che un fondo estero residente in un paradiso fiscale possa venire in Italia e con una azione temeraria mettere a rischio le infrastrutture del nostro paese. C’è bisogno di regole, c’è bisogno che aziende come la nostra non possano essere attaccate solo a fini speculativi. Stiamo per iniziare una causa di risarcimento danni nei confronti dei fondi che hanno tentato questa vergognosa speculazione in danno di Onorato Armatori e dei suoi lavoratori. I mandanti però vanno cercati altrove. Ci sono concorrenti che hanno come unica strategia commerciale il discredito e la calunnia nei nostri confronti. È una strategia molto articolata che va avanti da anni, non senza la connivenza di certa stampa che ha a cuore i ricchi budget pubblicitari che gli vengono offerti. Un abbate del’600 diceva: “Non pensare a spegnere la lampada del tuo nemico, ma pensa piuttosto ad alimentare la tua.” Ho fatto mio questo principio. Sono orgoglioso di Voi, Uomini e Donne di Onorato Armatori, orgoglioso del Vostro quotidiano lavoro, al cui servizio metto il mio impegno giorno e notte. Abbiamo vinto contro un attacco infame e maligno, ma la nostra vera vittoria è l’impegno quotidiano di ognuno di Noi nel nostro lavoro, quello che da circa 140 anni di storia facciamo INSIEME. Siamo una grande Famiglia e Vi voglio bene, mi avete dato forza con i Vostri messaggi di “siamo con te!” E sono migliaia ed io sono Sempre con Voi».

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