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Il super esperto di Toninelli demolisce le ferrovie merci

Genova - Marco Ponti, già a capo della task force “costi benefici“ dell’ex ministro dei Trasporti, spiega che «le ferrovie hanno un peso micidiale sui conti pubblici con esiti quantomeno dubbi».

Genova - La cura del ferro ha avuto e continua ad avere un peso micidiale sui conti pubblici (è stato stimato dell’ordine dei 350 Miliardi negli ultimi 40 anni), con esiti per lo meno dubbi per l’economia e per l’ambiente: dopo centinaia di miliardi spesi, le ferrovie hanno un peso del tutto marginale in termini di fatturato dei trasporti, e il progresso tecnico sta muovendosi rapidamente in direzioni diverse dal ferro. Questo è in sintesi il pensiero di Marco Ponti, già responsabile del “comitato costi benefici” voluto dall’ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli.

Questi conti e i problemi strategici del settore saranno discussi giovedì nel corso del convegno organizzato dallo stesso Ponti all’Associazione della stampa Estera a Roma. «Vi sono pochi dubbi - spiega Ponti - che dire di no fa scandalo; i nostri “no” sono stati il risultato di una corretta procedura scientifica, ma evidentemente le buone pratiche sono state piegate per giustificare esiti precostituiti». A sostegno della sua tesi su un esborso irragionevole aggiunge: «Anche se per le merci si ottenesse un rilevante cambio modale, costosissimo per lo Stato, il trasporto stradale rimarrebbe dominante nonostante l’elevato peso di tasse e pedaggi sui costi di produzione».

Ma l’investimento in infrastrutture continua ad essere considerato il principale volano della crescita. Perchè? «Le possibili spiegazioni - ipotizza Ponti - sono la scarsa concorrenza (rendite sicure) da cui discendono stretti rapporti politica-industria (non virtuosi). Ma anche la mancanza di strategie di crescita alternative unita a un’informazione distorta dell’opinione pubblica (es. FSI e TPL in attivo) e visibilità mediatica». Recentemente Ponti si era già espresso riguardo il settore dei trasporti dichiarando «una rivoluzione tecnologica epocale è in atto (motori puliti, guida autonoma), rischiamo di perdere la vera partita del futuro e se i soldi sono pochi bisogna saper scegliere».

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