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Crociere, ai tre “big” l’80% del mercato. Msc primo marchio indipendente / GRAFICO

Trieste - Un grande parco divertimenti che garantisce ai suoi (tanti) proprietari un assegno 45,6 miliardi di dollari: a tanto ammonta il fatturato del mercato crocieristico (+4,6% nel 2018 rispetto all’anno precedente).

Trieste - Un grande parco divertimenti che garantisce ai suoi (tanti) proprietari un assegno 45,6 miliardi di dollari: a tanto ammonta il fatturato del mercato crocieristico (+4,6% nel 2018 rispetto all’anno precedente), generato da 26 milioni di passeggeri trasportati in un anno (+3,3%). Un ricchissimo giro d’affari che per quasi l’80% finisce nelle casseforti dei tre principali player (Carnival, Royal Caribbean e Norwegian) ma che vede la costante crescita del marchio indipendente Msc, che fa capo alla famiglia sorrentina Aponte: con il 7,2% dei passeggeri e il 6,8% del fatturato, il gruppo con sede a Ginevra si conferma appena dietro i “big three” del settore. Il primo fattore che evidenziato dai dati è l’aumento della redditività del prodotto crociera.

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Grazie all’esponenziale aumento della domanda dei clienti, le compagnie hanno potuto aumentare il “pricing” medio dei singoli viaggi. Le nuove navi che entrano in servizio non riescono ad oggi a soddisfare completamente la richiesta di mercato. Ciò incentiva gli armatori a continuare nella loro strategia di potenziamento delle flotte con grande felicità dei pochi costruttori (europei) in grado di realizzare questi giganti dei mari. I dati previsionali di Cruise market watch per il 2019 e 2020 certificano ulteriormente questo trend, per l’anno in corso sono previsti 26,8 milioni e per il prossimo ben 27,6 milioni di passeggeri.

Ad oggi il mercato di riferimento è quello nordamericano con 14,5 milioni stimati per l’anno in corso, più del doppio dei crocieristi europei (6,9 milioni). Il mercato crocieristico, come si diceva, è dominato da tre grandi corporation americane: Carnival Corporation & Plc (proprietaria di 9 marchi), Royal Caribbean (che controlla 6 marchi con il recente acquisto di Silversea) e Ncl Holdings (che controlla 3 marchi). Msc Crociere è invece l’unica società a capitale privato in grado di competere con il piano d’investimenti più importante per un singolo brand (9 navi mass market in ordine, infatti vanno tenute separate le 4 navi “luxury” ordinate a Fincantieri). A livello globale nel 2018 il brand che ha trasportato più passeggeri è stato Carnival Cruise Line con il 22%, seguito da Royal Caribbean International con il 19,2%. Quest’ultimo primeggia come fetta di giro d’affari (14%) contro l’8,9% di Ccl che si piazza solo al terzo posto: ciò dimostra la diversa politica scelta da questi due marchi mass market con Royal che applica un pricing maggiore offrendo però migliori servizi al passeggero.
Al secondo posto troviamo il brand premium Princess Cruises, famoso per le sue “Love Boat”, con il 9,1% del giro d’affari (mentre ha movimentato solo il 6,4% dei passeggeri globali). Al quarto Norwegian Cruise Line con l’8,4% del giro d’affari che ha beneficiato molto del pricing nell’ultimo biennio (mentre come fetta di mercato siamo solo all’8,7%). Da questi dati si evince come Princess del gruppo Carnival (venduta in Italia dalla genovese Gioco Viaggi) primeggi a livello mondiale come rapporto qualità/prezzo collocandosi al di sopra delle compagnie di massa come “pricing”.

“Cruise market watch” ha analizzato la consistenza delle flotte globali nel 2018: anche in questo caso primeggia Carnival Corporation & Plc. con 103 navi per 233.000 posti disponibili. Seconda e doppiata troviamo Royal Caribbean Cruises con 42 navi per 112.000 posti. Da questa statistica sono però escluse le flotte di Tui Cruises e Pullmantur Cruceros, compagnie sono parzialmente partecipate da Royal Caribbean, e la prestigiosa Silversea, entrata a far parte della galassia Royal solo nell’anno in corso.

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