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Terrore in Russia, fiamme nella base dei sottomarini atomici

Mosca - Un altro incidente grave ha colpito una base militare russa, a pochi giorni dall’incendio che ha sconvolto per quasi 24 ore l’arsenale di Achinsk, nella regione siberiana di Krasnoyarsk.

Mosca - Un altro incidente grave ha colpito una base militare russa, a pochi giorni dall’incendio che ha sconvolto per quasi 24 ore l’arsenale di Achinsk, nella regione siberiana di Krasnoyarsk. Questa volta però lo shock è stato ancora più forte perché la disgrazia - 2 morti e almeno sei feriti confermati - è avvenuta nella base di Severodvinsk, vicino ad Arkhangelsk, nel nord del Paese. Ovvero la “casa” principale dei sottomarini atomici russi. A Severodvinsk, infatti, vengono costruiti e assemblati la maggior parte dei sommergibili della Marina, sia nucleari che convenzionali (nonchè i missili e i siluri). Non è dunque un caso che le informazioni sull’incidente siano trapelate col contagocce. E questa, data la diciamo bassa attitudine della Russia alla trasparenza, è una circostanza che ha creato qualche apprensione. Stando infatti a quanto riportato dal servizio di breaking news digitale “Mash”, che citava fonti dei servizi di emergenza, i livelli di radiazione nella base sono aumentati «di tre volte» in concomitanza con l’incidente. Informazione subito smentita dal ministero della Difesa che, in un comunicato, ha negato ogni «rilascio nell’atmosfera» e ha definito i livelli di radioattività come «normali». Peccato che la portavoce delle autorità cittadine, Kseniya Yudina, abbia riferito alla Tass, l’agenzia statale russa, che un aumento - per quanto breve - delle radiazioni sia effettivamente avvenuto.

«Il temporaneo aumento dei livelli di radiazione è stato registrato verso mezzogiorno», ha detto. Cosa è accaduto dunque a Severodvinsk? Il ministero, nella sua nota, ha detto che l’incidente è stato causato «dallo scoppio di un motore jet a propulsione liquida nella fase dei test». Il ministero ha poi fissato in «due morti e sei feriti» il bilancio delle vittime. Un dato che cozza con quello diffuso a caldo dalla Tass, che parlava di «almeno 10 feriti». Certo, la conta delle vittime, in questi casi, non è una scienza esatta. Però non è l’unica discrepanza. Un’altra fonte dei servizi di emergenza ha parlato di un incendio «a bordo di una nave» e ha ipotizzato un errore nella gestione delle «munizioni» come possibile origine delle fiamme. Al di là della dinamica esatta dell’incidente - e trattandosi di una base top-secret è scontata la ritrosia a dare troppe informazioni - resta invece comprensibile la paura per le radiazioni.

Il Rospotrebnadzor, l’autorità per i consumatori, ha dunque rincarato la dose. «In città vi sono sei stazioni di monitoraggio che lavorano su base permanente: stiamo valutando di ora in ora la situazione e non ci sono livelli di contaminazione che rappresentino rischi per la salute delle persone», ha dichiarato il garante. L’episodio è comunque fonte d’imbarazzo per Mosca. Oltre al recente caso di Achinsk, infatti, è ancora viva nella memoria l’incendio sul sottomarino «ad alta profondità» d’inizio luglio e costato la vita a 14 marinai. Tutti prontamente dichiarati eroi. Il vascello in quel caso era partito da Severomorsk, la base della flotta nordica, ufficialmente per una missione di «rilevamento dei fondali marini nelle acque territoriali russe». Ma anche in quel caso le informazioni sulla tragedia sono state scarse: il Cremlino ha fatto sapere che molti dettagli dell’incidente «sono stati coperti dal segreto di Stato» e che non saranno resi pubblici, «né ora né mai». Ora Severodvinsk. Un’altra base top-secret, sempre i sommergibili di mezzo. Che rappresentano uno dei nodi chiave del programma di armamento avanzato voluto da Putin per competere con gli Usa.

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