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Spinelli: «I terminalisti pagano troppo poco il lavoro dei camalli»

Genova - L’imprenditore accusa i colleghi: «La Compagnia Unica va rispettata. L’Autorità portuale dovrebbe aiutarla a mantenere il bilancio in ordine».

Genova - È una critica alla categoria, non un’autocritica personale. Quando Aldo Spinelli dice che «se la Culmv è in difficoltà, è per colpa dei terminalisti» lo fa perché vuole puntare il dito contro alcuni colleghi operatori. «Io pago 240 euro al giorno, cioè la tariffa giusta. Altri pagano molto meno. E così i conti dei camalli non tornano mai». È ancora in banchina («Ho appena finito di sbarcare l’utima nave»), ma u sciu Aldo è inviperito, perché per lui la soluzione per evitare che la Culmv vada gambe all’aria, è semplice: «Tutti devono pagare la tariffa di 240 euro: così i camalli potrebbero addirittura chiudere i bilanci in attivo. Invece ci sono terminalisti che pagano 200 euro... È troppo poco. E non è giusto nei confronti di Benvenuti (il console, ndr). La Culmv va rispettata». Spinelli sta al fianco dei camalli e anche quando gli si fa notare che il numero dei soci sembra alto, il terminalista rilancia: «Guardi che ce ne vorrebbero anche più di mille...Oggi se chiamiamo 50 uomini, ce ne danno 10 perché l’organico è carente». Ma perché proprio quota 240 euro? «Perché sotto quella cifra la Culmv va in perdita. Alcuni miei colleghi se ne approfittano e pagano meno. Altri non pagano proprio? Quello però è uno stato di necessità e lo capisco. Ma non scuso invece chi specula sulla tariffa». Ma quanti camalli ha chiamato sino ad oggi Spinelli? «Un mucchio, tantissimi» risponde sicuro. «E ho pagato la tariffa per intero». L’operatore è certo che così si rimetterebbero i conti in sesto. «Anche l’Autorità di sistema portuale deve comunque fare la propria parte: se a fine anno le giornate non consentono di avere il bilancio in ordine, deve intervenire ripianando le perdite. È una soluzione semplice, ma efficace. Oggi invece, visto che sono tanti a non pagare per intero, l’Authority è legittimata a chiedere alla Culmv di far applicare quella tariffa, prima di concedere un aiuto. E questo non è giusto»

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