SERVICES

Traghetti: Grimaldi dice stop ai fumi nei porti

Civitavecchia - Quattro ore di autonomia, un tempo più che sufficiente per imbarcare e sbarcare merci e passeggeri senza emettere neppure un grammo di polveri inquinanti.

Civitavecchia - Quattro ore di autonomia, un tempo più che sufficiente per imbarcare e sbarcare merci e passeggeri senza emettere neppure un grammo di polveri inquinanti. Un «primo passo verso un trasporto marittimo a emissioni zero», spiega l’armatore Manuel Grimaldi a bordo del traghetto “ Cruise Roma”, operativo sulla linea Civitavecchia-Porto Torres-Barcellona. «Perché qui non stiamo parlando di ridurre, ma di annullare del tutto l’inquinamento durante lo stazionamento della nave in porto». Un risultato reso possibile dell’allestimento di un impianto di batterie al litio della capacità di oltre cinque megawatt, «il più potente mai realizzato al mondo su una nave», in grado di ricaricarsi in meno di cinque ore di navigazione. Navigazione nel corso della quale le emissioni di zolfo, «grazie a quattro scrubber per la depurazione dei gas di scarico» saranno ridotte allo 0,1% in massa e il particolato dell’80%. «Oggi Grimaldi ha aperto una finestra sul futuro del trasporto marittimo. Un futuro che, nel nostro porto, dovrà essere assolutamente ecosostenibile: spero che altri armatori seguano questo esempio», dice la presidente dell’autorità portuale di Barcellona, Mercé Conesa i Pagès, fra gli ospiti della cerimonia di presentazione nel porto di Civitavecchia. Di sicuro, il “ Cruise Roma” (fra i più grandi traghetti al mondo dopo i lavori di allungamento nel cantiere di Palermo) rappresenta per il gruppo Grimaldi un punto di svolta.

Le 12 navi ordinate in Cina, oltre alle batterie al litio e agli scrubber («sbaglia chi dice che i catalizzatori inquinano il mare: studi recenti, in Giappone e in Europa, testimoniano il contrario», avverte Grimaldi), saranno dotate di un apparato capace di creare un cuscinetto d’aria sotto lo scafo, «in modo da attenuare l’attrito e di conseguenza i consumi». Navi sempre più verdi e tecnologiche, insomma, come saranno anche le quattro unità di classe superStar che l’armatore napoletano sta per ordinare: «Il contratto per le prime due ro-pax dovremmo firmarlo a settembre», dice al Secolo XIX-The MediTelegraph. «Fincantieri? Ha dimostrato interesse, può essere una soluzione».

Navi con la spina
Quella delle navi “a batterie” è una scelta per ora in controtendenza, in Italia e non solo. Molti armatori hanno scelto il gas naturale liquefatto (lng) come alternativa ai carburanti di origine fossile, altri si stanno attrezzando per il cosiddetto cold ironing. «Ma attenzione - dice Grimaldi -: se per portare elettricità in banchina utilizzo energia generata dal carbone, mi spiegate dov’è il vantaggio ambientale? A quel punto inquino meno se brucio diesel… Io resto convinto che le batterie siano la risposta più seria a un problema che non possiamo più ignorare». Un tema, quello ambientale, che Civitavecchia conosce benissimo. «Grimaldi ha ragione - gli risponde il presidente della Port Authority, Francesco Maria di Majo -. Noi abbiamo scelto il cold ironing, ma sicuramente non useremo elettricità prodotta dalla centrale a carbone. Stiamo pensando al fotovoltaico, o comunque a fonti rinnovabili». —

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››