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Arresto della comandante, il presidente tedesco attacca l’Italia

Berlino - «È possibile che in Italia ci siano leggi su quando una nave può avvicinarsi a un porto. Tuttavia l’Italia non è solo uno Stato. L’Italia è nel centro dell’Unione europea, è lo stato fondatore dell’Ue. E quindi ci si aspetterebbe da un paese come l’Italia, che con un caso del genere sia gestito diversamente».

Berlino - Il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha criticato l’arresto in Italia della comandante della nave dell’Ong Sea Watch, Carola Rackete. In un’intervista alla Zdf che andrà in onda alle 19.10, il presidente tedesco ha dichiarato: «È possibile che in Italia ci siano leggi su quando una nave può avvicinarsi a un porto. Tuttavia l’Italia non è solo uno Stato. L’Italia è nel centro dell’Unione europea, è lo stato fondatore dell’Ue. E quindi ci si aspetterebbe da un paese come l’Italia, che con un caso del genere sia gestito diversamente».

Il caso Delrio
Graziano Delrio ha spiegato il motivo per cui, insieme ad altri parlamentari italiani, è salito sulla nave Sea Watch. «Ho coordinato salvataggi per tre anni come ministro delle Infrastrutture. Sono salito a bordo - ha detto il capogruppo del Pd alla Camera - perché ho capito lo spirito della comandante. Il ministro degli Esteri e il presidente del Consiglio hanno lavorato per i ricollocamenti. Sono salito a bordo per aiutare la Capitana a prendere decisioni. Le ho detto “attendiamo l’accordo sui ricollocamenti” e lei ha accettato questa cosa con senso di responsabilità. Poi, quando è stato raggiunto l’accordo il ministro dell’Interno non dava indicazioni »nonostante avesse annunciato che una volta raggiunta l’intesa avrebbe dato l’ok allo sbarco in 5 minuti. Quindi, a notte fonda la capitana ha deciso di portare la Sea Watch in porto, c’erano persone con problemi di salute e psicologici».

«Noi come parlamentari abbiamo la prerogativa di poter svolgere attività ispettive. E in questo caso - ha aggiunto Delrio -, senza fare polemica politica, parlo di una crudeltà inutile, il non autorizzare lo sbarco dopo il raggiungimento di un accordo». Il capogruppo del Pd definisce “fallimentare” la politica sui migranti di Salvini e afferma di “non capire” perchè per difendere una sua posizione il ministro “debba criminalizzare qualcuno”. «Io ero su quella nave perchè difendo il mio Paese, il suo onore e il suo orgoglio», ha aggiunto.

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