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Concordia, il 22% dei costi della demolizione destinato all’ambiente

Genova - Lo ha ricordato Valerio Mulas, manager dei cantieri San Giorgio del porto e amministratore delegato di Pim, Piombino industrie marittime, parlando al convegno sullo Ship recycling a bordo della fregata Bergamini nel porto di Genova.

Genova - «Il 22% dei costi complessivi per la demolizione della Costa Concordia hanno riguardato la tutela dell’ambiente. Quindi 22 milioni dei cento totali». Lo ha ricordato Valerio Mulas, manager dei cantieri San Giorgio del porto e amministratore delegato di Pim, Piombino industrie marittime, parlando al convegno sullo Ship recycling a bordo della fregata Bergamini nel porto di Genova, nell’ambito della Genoa shipping week.

«È stata una demolizione che può diventare un esempio proprio per gli aspetti ambientali» ha ricordato sottolineando che la delibera del consiglio dei ministri del 2013 definiva la Concordia come «un rifiuto, la sua demolizione di fatto era equiparata a quella di una 500 scassata, qualificata come un veicolo fuori uso. E questo è uno dei nodi da sciogliere, la qualificazione come rifiuto» ha continuato Mulas, ricordando il campionamento quotidiano delle acque, le analisi dell’atmosfera e del rumore, nei tre anni, dal 2014 al 2017 della demolizione a Genova della nave.

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