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«La merce non conta nulla senza logistica» / INTERVISTA

Betty Schiavoni: «Il ruolo delle imprese di spedizioni sta subendo un’accelerazione ancora più marcata».

Quale peso hanno i servizi logistici nel sostenere lo sviluppo dell’industria lombarda? «Il fatto che ci poniamo ancora questa domanda - risponde Betty Schiavoni, presidente dell’associazione degli spedizionieri e autotrasportatori lombardi Alsea - denota la scarsa consapevolezza del nostro Paese su questo argomento. I servizi di trasporto e logistica al servizio della merce sono essenziali per un Paese! La storia lo ha dimostrato nei secoli, senza una logistica efficiente non si va da nessuna parte. Puoi avere i migliori prodotti, ma se poi non sai farli giungere nei tempi e nei modi corretti al consumatore finale la percezione che avrà il cliente sarà negativa. La Germania è un campione non solo perché è la prima manifattura d’Europa ma anche perché da sempre dedica grande attenzione al proprio settore logistico. Angela Merkel partecipa sempre alle assemblee dell’associazione spedizionieri e di logistica tedesca. Da noi non è così anche se dobbiamo dire che da qualche anno l’attenzione sui trasporti e la logistica è molto aumentata. Certo, è troppo concentrata sulla parte infrastrutturale e meno su quella immateriale, ma sta migliorando».

Quali miglioramenti possono essere apportati nella catena logistica italiana dal punto di vista normativo?

«Occorrerebbe prendere atto che alcuni controlli lo Stato non è sempre in grado di garantirli in tempi rapidi e quindi dovrebbe terziarizzarli. Mi riferisco in particolare ai controlli sanitari. Non dovrebbe essere una cosa che spaventa; lo Stato ha già terziarizzato la cura delle persone attraverso le cliniche private. Perché non lo fa anche per i controlli sulle merci? Questo porterebbe un efficientamento davvero importante per il settore».

Come cambia il ruolo dello spedizioniere con lo sviluppo delle nuove tecnologie nel settore dei trasporti e della logistica?

«Il ruolo delle imprese di spedizioni è in continua evoluzione dall’avvento del container e oggi sta subendo un’accelerazione ancora più marcata. Le nostre imprese da sempre hanno mostrato una grande capacità di adeguamento al cambiamento e ritengo continueranno a farlo. Certo le sfide diventano sempre più complicate. Dobbiamo sicuramente investire ancora di più in formazione continua e in adeguamenti informatici per restare al passo con le innovazioni che continuano a nascere. Siamo sempre più imprese strutturate che necessitano di professionalità elevate e di investimenti importanti».

Pensa che la blockchain possa essere un fattore di cambiamento?

«Tutta l’industria 4.0 avrà un forte impatto e porterà grandi cambiamenti nel modo di lavorare. La domanda è: da quando ognuna di queste innovazioni entrerà nell’uso comune? Alcune di queste novità magari non troveranno nemmeno applicazione, altre devono essere ancora comprese».

La Cina è da più di 20 anni il motore del commercio mondiale. La promozione della Nuova via della seta a partire dal 2013 è stato un momento di svolta o di continuità rispetto al ruolo cinese, per quanto riguarda i volumi di traffico movimentati con Europa e Italia?

«Mi viene da dire che è una svolta nella continuità. Mi spiego meglio: mano a mano che il ruolo della Cina è aumentato era quasi naturale che pensassero anche a creare la loro rete di trasporti. È un po’ la conseguenza di quanto dicevo in risposta alla prima domanda. La logistica è fondamentale per un Paese. Una volta che sei la fabbrica del mondo devi essere certo che i tuoi prodotti possano arrivare nei mercati di sbocco in tempi e modi corretti. La Cina non ci ha messo molto a capirlo».

Perché il traffico ferroviario diretto fra Italia e Cina fatica a decollare?

«La ferrovia Italia Cina è una proposta interessante, ma come tutti i nuovi prodotti ha bisogno di essere conosciuto e “digerito”. Inoltre occorre raggiungere una sostenibilità economica che richiede vi sia traffico sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno. Poi non tutte le merci possono andare via ferrovia, oltre ai problemi climatici che incidono sulla scelta della modalità di trasporto».

Quali sono i principali temi su cui sta lavorando Alsea?

«Stiamo collaborando con la Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi per la realizzazione di uno studio che verrà presentato a novembre per confrontare la regione logistica milanese con le principali regioni logistiche d’Europa, per capire a che punto siamo. Stiamo poi lavorando per realizzare alcuni parcheggi sicuri, a Segrate e a Malpensa. Nei prossimi mesi ci concentreremo molto sulla formazione a tutti i livelli e per cercare di far percepire il nostro settore per quello che è: un settore glamour che anche in questo momento difficile per l’Italia sta assumendo personale e dove vi sono molte opportunità per i giovani. Poi vorremmo provare a realizzare qualche progetto sociale, quale ad esempio un asilo nido condiviso tra più aziende per aiutare le giovani mamme a conciliare lavoro e famiglia».

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