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Una flotta a doppia velocità “finanziaria” / ANALISI

Milano - Il punto di vista di Fabrizio Vettosi per il bimestrale TTM / Tecnologie Trasporti Mare

Milano - Partiamo da un’analisi dell’evoluzione della Flotta Italiana per meglio comprendere alcune dinamiche di natura finanziaria che stanno caratterizzando la nostra industry. Nel fare ciò è opportuno lasciarsi guidare anche, in parallelo, da un’analisi proprio degli aspetti finanziari che, a loro volta, costituiscono una delle facce della medaglia. Ci si potrebbe domandare quale sia la causa e l’effetto dei fenomeni che stiamo vivendo, ma servirebbe a poco; forse è opportuno chiedersi quali rimendi occorre adottare per evitare che il fenomeno di “doppia velocità” (e vedremo a breve cosa si intende per ciò) che caratterizza i diversi segmenti del nostro shipping non si esacerbi ulteriormente con il rischio di veder dissolversi alcuni dei settori di maggiore tradizione, in particolare dry e tanker. Come spesso mi capita di ripetere, a mio modo di vedere, gli asset (le navi) rappresentano il mezzo e non il fine del successo di un’azienda armatoriale.
Essi, da soli, non ne caratterizzano la sopravvivenza se non indissolubilmente connesse al know-how, alla capacità organizzativa, ed al network di relazioni commerciali, che costituiscono i fattori critici di successo affinché un’azienda stia, con successo, sul mercato. Purtroppo, negli anni recenti, abbiamo continuato a pensare che i ranking dovessero basarsi su un vecchio modello e che valesse il concetto di “quante navi hai ?”, quasi che ci fosse una relazione diretta tra numero di navi e capacità imprenditoriale.
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