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Crociere, tandem Hennebique-Ponte Parodi per rilanciare il porto storico di Genova

Genova - Tetto da 200 mila euro per i danni subiti dai terminalisti in seguito al crollo del Morandi.

Genova - L’Authority ci crede al tal punto che è disposta a mettere sul piatto 10 milioni di euro per contribuire alla riqualificazione del silos Hennebique. «È una riserva che rappresenta l’eventuale contributo e che sarà valutata insieme ai progetti che riceveremo». Paolo Emilio Signorini ieri ha dato il via libera all’avviso che suona come lo start di una gara a cui spera partecipino tanti concorrenti. Per 90 giorni, non appena sarà reso pubblico il documento, l’Authority raccoglierà le manifestazioni di interesse di chi vorrà trasformare il silos granaio in una struttura nuova, anche al servizio del porto. «A fine estate saremo in grado di aggiudicare l’opera di riqualificazione» spiega ancora Signorini. Questa volta però l’Authority è convinta di poter portare a termine il disegno di rinascita di quella parte di porto storico che comprende anche Ponte Parodi, il cui destino adesso sembra andare di pari passo con quello dell’ex silos granaio: «Lo auspico - continua Signorini - In fondo le due operazioni sono collegate. Il miglioramento di un’area, se l’altra dovesse rimanere inutilizzata, non avrebbe un esito così positivo come la risistemazione di tutta quella zona». Gli occhi sono puntati su Altarea che è concessionaria di Ponte Parodi, ma in contenzioso con l’Authority. Il presidente del porto conferma che il colosso francese «è interessato» all’Hennebique. La partnership con Msc, come anticipato dal Secolo XIX/TheMeditelegraph, garantirebbe la nascita di un tandem in grado di lanciare le crociere di lusso a Genova: «Il mercato c’è - continua Signorini - Sono tanti gli operatori interessati al settore e in queste settimane ho ricevuto molti feedback positivi».

CONCESSIONI E PETROLCHIMICO

Il board ha affrontato anche il tema delle concessioni. Al terminal Gmt (Genoa Metal Terminal) è stato concesso un allungamento di 25 anni, a fronte di investimenti «pari a 80 milioni», come ha spiegato il segretario generale Marco Sanguineri, mentre la battaglia per l’ex carbonile dell’Enel, dove infuria la lotta tra Spinelli e Ottolenghi, si combatte ancora sul fronte ambientale. L’Authority ha chiesto «una serie di accertamenti tecnici sui profili ambientali, anche a seguito delle osservazioni che ci sono pervenute da più parti a riguardo». Sanguineri si riferisce alla relazione, commissionata da Spinelli, scritta da un esperto e inviata a un lungo elenco di enti, in cui si sostiene che il progetto di Superba e Carmagnani potrebbe sarebbe pericoloso per la salute degli abitanti e i portuali che lavorano a Sampierdarena. Su quelle aree però potrebbero sorgere i depositi di Lng «ma stiamo vagliando anche la collocazione al reefer terminal di Vado e Cornigliano» ha detto Signorini. Intanto Spinelli ieri ha ricevuto anche il via libera per la movimentazione e lo stoccaggio dei container e dei rotabili nell’area del Nuovo Borgo Terminal per un periodo breve, legato all’emergenza legata al crollo del ponte Morandi.

TASSE PORTUALI E TERMINALISTI

Intanto è calata la crescita delle tasse portuali nello scalo, passate dal +9% al +2,9%: è un altro degli effetti del crollo del ponte che ha generato un’erosione pesante per le entrate. Intanto sono pronti i rimborsi per i danni subiti dai terminalisti per l’emergenza: «I contributi avranno un tetto di 200 mila euro a fronte della documentazione del danno, degli oneri affrontati e della diminuzione del fatturato» ha spiegato ieri l’Authority

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