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Genova, terminal in guerra per trovare nuovi equilibri

Genova - Il “patto dei rossetti” è già archiviato. Adesso gli operatori vanno a caccia dei migliori dirigenti: Benedetti dal Vte passa a Spinelli. Intanto Msc fa sul serio.

Genova - Come nel calcio mercato, anche nei terminal genovesi è cominciata la caccia a big operativi. Si tratta di figure di vertice per l’operatività delle banchine, in grado persino di influire pesantemente sui volumi e sulle performance di un terminal, ma di profilo più basso rispetto ai vulcanici presidenti e amministratori delegati delle imprese portuali genovesi.

Aldo Spinelli, che il presidente di una squadra di calcio l’ha fatto - e continua a farlo - per davvero, avrebbe messo a segno un colpo di mercato che sta facendo chiacchierare le banchine da giorni. Il terminalista si sarebbe assicurato le prestazioni di Giovanni Benedetti, storica figura di riferimento dell’operatività del Vte, dirigente di massimo livello del primo terminal genovese e braccio destro di Gilberto Danesi. Per Spinelli l’operazione si spiega con l’ulteriore rafforzamento del gruppo che si sta ingrandendo e con la necessità di strutturare meglio l’azienda.

L’arrivo di Benedetti dà però un colpo al già fragile equilibrio dei terminalisti, che hanno ricominciato a darsi battaglia a suon di carte bollate. Il “patto dei rossetti ” è già scaduto e la parola è passata agli avvocati su diversi fronti: dalla questione Derna alle concessioni, ci sono conflitti ovunque. È la battaglia che servirà per ridisegnare i nuovi equilibri del porto di Genova, in un momento di profonda trasformazione anche della proprietà delle calate. L’ombra di Msc si allunga e rende tutti più nervosi: il competitor questa volta è un colosso del settore, secondo armatore al mondo. Spinelli sta cavalcando il momento e si assicura “i giocatori” migliori da mettere in rosa.

Per il Vte si tratta invece di una perdita pesante. Anche Gilberto Danesi è al centro di voci da mesi: radio banchina parla di offerte dai grandi gruppi per il manager di lungo corso, in particolare da Ginevra. «Assolutamente falso» ha smentito il numero uno del Vte nei giorni scorsi, contattato dal The MediTelegraph. Come nel calcio mercato, sono i big a fare gola e in questo momento possono garantire un’arma in più nella guerra d’equilibrio che si sta combattendo sui moli della Lanterna.

Anche il clima nelle aziende può risultare determinante per il trasferimento di direttori e manager: oltre a quello economico, in banchina tra i portuali, si discute persino del fattore spogliatoio. Non sembra che sia così sereno dappertutto.

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