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«Disegno la nave del futuro: sarà come il mondo che verrà» / INTERVISTA

Genova - «Il luogo più importante è l’ufficio dell’armatore. È lì che vengono posti i concetti base, che di solito sono concetti di natura prettamente commerciale. A quel punto sta a noi interpretarli, renderli vivi».

Genova - «Errori, in questo mestiere, se ne possono fare tanti. Ma il più grande è dimenticare che la nave, una volta consegnata all’armatore, si popolerà di migliaia di persone». Marco de Jorio dal padre Giuseppe - scomparso tre anni fa al termine di una carriera che lo aveva proiettato nell’olimpo mondiale dell’architettura navale - ha ereditato non solo lo studio genovese, ma anche il garbo e il rispetto dei ruoli. Quello nei confronti dell’armatore, che della nave è il proprietario, è per natura indiscutibile. Quello per il crocierista non è affatto scontato. «Il luogo che si sceglie per passare una vacanza deve essere impeccabile. Deve fare sognare. Se sogni una settimana di relax e ti ritrovi nella brutta copia di una piscina comunale, che vacanza è?».

Architetto, in questo studio sono nate più di duecento navi. La prossima a essere battezzata sarà la Msc Bellissima, a Southampton.
«Una nave pensata per il mercato globale, come la gemella Meraviglia, con livelli di comfort spendibili ovunque e non solo in un’area del mondo».

L’industria crocieristica si sta evolvendo con una velocità impressionante. In pochi anni è cambiato tutto: dimensioni, destinazioni, clientela. Oggi quando l’armatore vi chiede di immaginare una nave, da dove partite?
«Il luogo più importante è l’ufficio dell’armatore. È lì che vengono posti i concetti base, che di solito sono concetti di natura prettamente commerciale. A quel punto sta a noi interpretarli, renderli vivi, immaginare un prodotto che possa essere vissuto dai passeggeri. Intuire le loro esigenze e riempirle di emozioni, facendo attenzione a non essere ripetitivi. Soprattutto: evitando i cliché».

Uno dei motti di suo padre era: “Non serve portare Las Vegas sulle navi”. C’è ancora troppa Las Vegas in circolazione?
«No, molto meno. Anzi: c’è chi è caduto nell’errore contrario, l’eccesso di freddezza. Un rischio tipico degli improvvisi cambi di tendenza».

La prossima grande sfida, per voi e Msc, sarà la serie World Class. Navi con 2.760 cabine e una capienza massima di 6.850 ospiti.
«Con la World Class, la cui prima unità sarà consegnata nel 2022, raggiungeremo il livello massimo di innovazione. Stiamo progettando una nave che vuole essere una autentica città del futuro, molto meno europea delle attuali, una città un po’ disarticolata, quasi a strizzare l’occhio alle grandi metropoli asiatiche. L’immagine urbana che abbiamo scelto non sarà classificabile in un contesto di nazione o di Paese: la nave sarà uno spaccato del mondo futuro, ricca di spazi apparentemente meno funzionali ma capaci di creare architettura. Un esempio concreto: non abbiamo previsto la reception in senso classico, le persone saliranno a bordo attraverso scale mobili e si troveranno immediatamente avvolte nell’atmosfera della nave».

Quanto spazio ha la creatività dell’architetto, in progetti così ambiziosi?
«Dipende in parte dalla volontà dell’armatore, in parte dall’abilità dell’architetto di “cedere” una quota della sua immagine all’armatore. Come sempre, è una questione di personalità».

Quante persone lavorano alla creazione di un nuovo modello di nave?
«Io lavoro con uno staff di trenta persone, con un’età media di 35 anni. Nella nostra professione conta la qualità, più che la quantità».

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