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Disastro nello stretto di Kerch: i marittimi morti sono almeno venti

Mosca - Le autorità russe hanno aggiornato a 20 il numero delle persone morte ieri al largo della Crimea, nello Stretto di Kerch, nel Mar Nero, dopo che un incendio ha divorato due navi battenti bandiera della Tanzania.

Mosca - Le autorità russe hanno aggiornato a 20 il numero delle persone morte ieri al largo della Crimea, nello Stretto di Kerch, nel Mar Nero, dopo che un incendio ha divorato due navi battenti bandiera della Tanzania.
Le fiamme sono divampate durante un’operazione di trasferimento di carburante da una nave all’altra, costringendo gli equipaggi a buttarsi in mare. Le autorità russe hanno soccorso 12 persone e recuperato 10 cadaveri, ha detto Aleksei Kravchenko, portavoce dell’Agenzia federale russa per i trasporti marittimi e fluviali (Rosmorrechflot). A quanto riferito dal portavoce, altre 10 persone sono considerate disperse e molto probabilmente morte. «Non c’è speranza di trovarle in vita», ha ammesso Kravchenko, «non è più un’operazione di salvataggio». Tre tra i marittimi dispersi sono affogati «davanti agli occhi dei soccorritori», senza giubbotti di salvataggio, ha raccontato il funzionario. Le navi, la Kandy e la Maestro -l’una con 17 persone a bordo, l’altra con 15- avevano equipaggi provenienti dall’India e dalla Turchia.
Rosmorrechflot ha riferito che le due imbarcazioni ancora stamane continuavano a bruciare per via della presenza di carburante.

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