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Ponte, «imprenditori pronti a scendere in piazza»

Genova - Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova e vice presidente del gruppo Erg, è seriamente preoccupato per quella che potrebbe essere - per il tessuto produttivo genovese e ligure - una crisi economica senza precedenti

Genova - Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova e vice presidente del gruppo Erg, è seriamente preoccupato per quella che potrebbe essere - per il tessuto produttivo genovese e ligure - una crisi economica senza precedenti. Dice che «il rischio più grande è quello di perdere tempo, di perdere altro visto che già sono passati quaranta giorni dalla tragedia». Un pericolo reale, per il numero uno degli industriali, se il dopo crollo di Ponte Morandi non sarà gestito «affidando ad Autostrade la demolizione di quel che rimane del viadotto e la costruzione del nuovo ponte, coinvolgendo altre aziende. Autostrade ci deve mettere i soldi ma non credo accetterà di farsi da parte».

Presidente, il rischio di un rallentamento è concreto. Cosa ne pensa?
«Se il decreto per Genova contiene la revoca della concessione ad Autostrade, sarà automatico che ci sarà da parte della società un ricorso. Rallenteranno tutte le operazioni che riguardano demolizione e ricostruzione. Per l’industria cittadina potrebbe essere un vero dramma».

Cosa chiedono gli imprenditori?
«Tempi certi. Velocità, niente di più. Tutto quello che va nel senso opposto a quelle che sono le nostre necessità, che vanno di pari passo con il bene di Genova, rappresenta un danno enorme per le imprese e il porto».

Sull’affidamento diretto della ricostruzione, invece, pensa ci potrebbero essere rischi? «Anche in questo caso temo ci sia un’alta possibilità che qualcuno faccia ricorso. Bene il coinvolgimento di Fincantieri e di altre azienda ma se si taglia fuori Autostrade è evidente che ci saranno conseguenze. Senza contare poi che all’Europa tutto questo potrebbe non piacere».

Toti non sarà il commissario per la ricostruzione. Eppure Confindustria aveva apertamente puntato sul governatore ligure.
«Abbiamo chiesto che fosse indicato Toti. Oppure il sindaco Marco Bucci. Ci piacerebbe che a questo punto la scelta possa ricadere sul vice ministro Edoardo Rixi ma sappiamo che si tratta di una strada difficilmente percorribile».

In caso di tempi più lunghi per la ricostruzione del ponte, quali sono i rischi concreti per il tessuto economico?
«Prima di tutto c’è il porto. Le merci potrebbero calare e questo metterebbe in seria difficoltà la prima industria della città che dallo scorso 14 agosto sta già avendo non pochi problemi se consideriamo che parte delle macerie del Morandi hanno bloccato anche la linea ferroviaria. Poi - prosegue Mondini - ci sono le altre industrie che, molto semplicemente, rischiano di perdere commesse: senza ordini le imprese chiudono, nel migliore dei casi utilizzano gli ammortizzatori sociali».

Come pensate di reagire?
«Scenderemo in piazza. Faremo una manifestazione per dire che non si può e non si deve perdere tempo. Se verrà perso anche un solo minuto rispetto al tempo che già si è gettato al vento, allora anche noi industriali siamo disposti a scendere in corteo e protestare. Sì, proprio come fanno gli operai. Siamo pronti a farlo».

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