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Visco (Scafi): «Nulla è più importante della sicurezza» / INTERVISTA

La Spezia - «Abbiamo persone dedicate alla formazione e al training. La Spezia? Un’eccellenza strategica».

La Spezia - «Il gruppo Scafi fu fondato da mio nonno Salvatore Cafiero, ed ha oggi la sua attività principale nel rimorchio portuale. Siamo anche operativi nel rimorchio d’altura e di salvage - spiega Paolo Visco, amministratore delegato di Scafi S.p.A. - Abbiamo nella nostra flotta di oltre 30 rimorchiatori con potenze e dimensioni diverse adatte a tutte le caratteristiche dei porti in cui operiamo, oltre la metà con la propulsione azimutale, un sistema che permette alle eliche di ruotare a 360° permettendo ai nostri mezzi di utilizzare appieno la potenza ed avere una manovrabilità senza eguali. Siamo un gruppo italiano, che ha la sua holding a Napoli e la sede operativa a La Spezia, ma con una vocazione internazionale. Siamo oggi presenti nei porti della Spezia, di Gioia Tauro, di Savona e di Vado, e da due anni anche in Croazia dove operiamo nei porti di Rijeka, Pula e Zadar; nel passato abbiamo operato a Panama e siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità nel settore, in altri porti del Mediterraneo».

Quanto conta, oggi, l’innovazione tecnologica nel trasporto marittimo e nell’attività di rimorchio?

«Il rimorchiatore è un mezzo molto sofisticato e tecnologico, deve garantire la massima affidabilità, la capacità di sviluppare la sua potenza in alcuni momenti delle diverse manovre, una grande flessibilità e manovrabilità in porti che stanno diventando sempre più piccoli, rispetto alla dimensione delle navi che aumenta sempre di più. Siamo stati tra i primi a utilizzare rimorchiatori ASD in Italia (gli azimutali di cui parlavo sopra), i primi a collaborare con i leader di mercato nella costruzione dei rimorchiatori, seguendo la progettazione e la costruzione insieme a loro in varie parti del mondo (nei cantieri dove i rimorchiatori vengono costruiti), adattandoli alle esigenze di ogni porto in cui operiamo. Da tempo sui nostri mezzi ci sono strumenti di interfacciamento con le centrali operative, ma la tecnologia e l’innovazione pervadono la nostra attività per fornire maggiore sicurezza ai porti, alle navi, ed ai nostri uomini, con un’attenzione oggi sempre maggiore anche all’ambiente, avere non solo una flotta sempre moderna e tecnologicamente all’avanguardia, ma anche attenta alle possibilità di riduzione del Co2».

Quali sono i principali vantaggi che vi offre il porto della Spezia?

«Il Porto della Spezia non lo scopro certo io; posso però dire che la mia famiglia è stata lungimirante quando ha scelto di puntare su La Spezia, dopo aver conosciuto e apprezzato immediatamente quel precursore dello shipping che è stato Angelo Ravano, il quale ha capito immediatamente le potenzialità di questo porto; è un porto che fa nel lavoro di squadra il suo punto di forza, tra le Autorità tutte quella Marittima e quella Portuale, la comunità locale dello shipping e i gruppi internazionali che qui hanno deciso di puntare di cui Consthip è la massima espressione. La Spezia è al centro del mercato del Nord Italia, vicino anche alla Svizzera e al Sud della Germania e all’Austria, e da sempre ha capito che efficienti servizi alle operazioni alle navi quando sbarcano e imbarcano sono importanti quanto la capacità di ricevere e distribuire le merci che nei porti arrivano in tempi rapidi e certi. Tutti gli attori in gioco sono stati innovatori in questo e lavorando da tempo h24 hanno permesso al sistema La Spezia di essere conosciuto in tutto il mondo come un sistema innovativo e di successo. Ma mai crogiolarsi sugli allori, gli spezzini sanno bene che mantenere il successo è più difficile che conquistarlo. Noi siamo qui presenti da oltre 60 anni, siamo parte della comunità e anzi abbiamo investito negli uomini facendola diventare la sede operativa della holding».

Il vostro gruppo opera da anni sul mercato italiano: quali sono, dal vostro punto di vista, le prospettive dello shipping tricolore?

«Lo shipping tricolore, la portualità e la logistica sono nel Dna del nostro paese al centro del Mediterraneo. Bisogna investire nelle infrastrutture, fare quelle giuste e non fare investimenti a pioggia, visto che le risorse non sono mai sufficienti, bisogna dare tempi certi alle merci e agli operatori che investono. Noi ci siamo e faremo sempre la nostra parte e dare il nostro piccolo o grande contributo in questo senso».

Quanto pesa l’attenzione per la sicurezza nel vostro lavoro?

«La sicurezza del porto, delle sue persone, delle navi che ormeggiano e disormeggiano tutti i giorni, è la nostra prima priorità; non ce ne sono e non ce ne saranno mai altre altrettanto importanti. Per cui abbiamo persone dedicate alla formazione, al training e nel nostro Dna c’è la parola sicurezza, delle persone prima di tutto e poi dei giganti del mare che vengono a trovarci nel nostro splendido Golfo che sta dimostrando di poter coniugare in maniera brillante porto, cantieristica e turismo».

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