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Messina-Aponte, Carige battezza l’accordo / RETROSCENA

Genova - La banca accetta il piano proposto dai due gruppi: la firma entro pochi giorni.

Genova - I fondi americani Fortress e Blackstone dovranno rinunciare al credito incagliato del gruppo terminalistico e armatoriale Messina. Da quanto ricostruito dal Secolo XIX, nel corso dell’ultimo incontro terminato nella tarda serata di venerdì Carige, Messina e il gruppo Msc dell’armatore Gianluigi Aponte hanno trovato un accordo sui modi e i tempi di rientro del credito, che a questo punto esce definitivamente dal pacchetto di “inadempienze probabili” che la banca guidata da Paolo Fiorentino conta di vendere entro ottobre per un valore complessivo di 500 milioni di euro. La trattativa tra Carige, Messina e Aponte - a valle dell’accordo industriale che i due gruppi avevano già trovato e che prevede l’ingresso di Msc in Messina con il 49% nell’ambito di un progetto di sinergie di fatto già avviate su linee e flotta - ha richiesto molti mesi di lavoro, ma alla fine si è conclusa positivamente. Fonti vicine al dossier parlano di un’intesa che «soddisfa tutte le parti in causa».

Il credito in questione ammonta a 450 milioni di euro e il piano concordato prevede il completo rientro nel 2032. Fortress e Blackstone si erano fatti avanti con un’offerta che, secondo indiscrezioni, riconosceva un prezzo compreso tra il 50% e il 60% del valore.

Il gruppo Messina conta 800 dipendenti e una flotta di 8 navi di proprietà e 5 a noleggio. Le prime sinergie con Aponte si stanno verificando a Napoli e su alcune linee in Tunisia.

La firma del pre-accordo tra i tre soggetti è programmata per la prossima settimana (si parla di giovedì) a valle di alcuni adempimenti che coinvolgono la vigilanza bancaria e l’ok delle altre banche creditrici di Messina. Dopodiché, prima che il contratto definitivo tra Msc e la famiglia di armatori genovesi possa essere perfezionato, occorre attendere l’ok delle autorità Antitrust di Unione europea, Cina e Sud Africa.

Carige continua intanto a lavorare sul progetto denominato Isabella, gestito da BonelliErede e Kpmg. Si tratta di un pacchetto di inadempienze probabili che complessivamente vale 1,4 miliardi e comprende 85 posizioni, ma non tutte le posizioni saranno vendute. Rispetto ai 500 milioni che Carige intende cedere entro l’autunno, il 40% delle posizioni riguarda lo shipping (tra cui Finbeta e Scerni), il 30% l’immobiliare (tra cui Erzelli e i porti turistici di Genova e Imperia) e il restante 30% sono crediti vari. Ad oggi sono arrivate una trentina di offerte non vincolanti (alcune riguardano posizioni singole, altre gruppi di posizioni, altre ancora l’intero pacchetto). La banca sta selezionando la short list sulla quale procedere per la richiesta delle offerte vincolanti.

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