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Pietro Chiesa, 10 soci saranno assunti da Spinelli / GALLERY

Genova - I sindacati ancora in pressing: «L’Authority si svegli: i presupposti per la fusione con la Culmv ci sono già tutti».

Genova - Ancora un rinvio, l’ultimo, per decidere il futuro dei 29 lavoratori della Pietro Chiesa, la compagnia dei carbonini del porto di Genova che va verso la liquidazione. Lo sciopero iniziato stamattina con un blocco all’ingresso del Terminal Rinfuse, l’unico in cui la compagnia è autorizzata a lavorare, è stato sospeso dopo l’incontro con il terminalista Aldo Spinelli e l’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona.

«L’Autorità entro il 15 marzo dirà quanti e quali terminalisti genovesi si impegnano ad assumere i lavoratori della Pietro Chiesa e nel verbale dell’incontro c’è scritto anche che chi rimane fuori sarà inserito nell’organico della Culmv (Compagnia unica lavoratori merci varie), fatta salva una serie di adempimenti tecnico burocratici che l’Autorità portuale ha in corso di definizione con il dipartimento delle politiche europee e forse l’Unione Europea in seguito», spiega Roberto Gulli, segretario generale Uiltrasporti di Genova e della Liguria.

Per ora c’è la disponibilità di Spinelli ad assumere 10 persone e altre 2 è pronta ad assorbirle la Saar. Ma la strada preferita dai lavoratori, la più diretta, sarebbe il passaggio alla Culmv. Per i sindacati il nodo resta quello dei tempi, visto che la liquidazione dovrebbe essere fatta entro il 31. «Monitoriamo il percorso» dichiara Enrico Ascheri, responsabile porti della Filt-Cgil genovese. «Passo positivo, ma contestiamo l’approccio dell’Autorità portuale. Per noi ci sono già i presupposti per far entrare nella Culmv i lavoratori, visto che c’è un pezzo in più di porto, il Terminal Rinfuse, che, con la Pietro Chiesa chiusa, la Compagnia dovrà coprire» dice Gulli.

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