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Palenzona: «Msc-Db Schenker, alleanza indispensabile per Genova»

Genova - «Dalla Gronda la spinta decisiva per il rilancio di porto e città»

Genova - Mercoledì il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager hanno raggiunto l’accordo politico che consentirà ad Autostrade per l’Italia (Aspi, gruppo Benetton), Satap (Gavio) e Strada dei Parchi (Toto) di beneficiare di alcune proroghe delle concessioni per effettuare una serie di investimenti evitando maxi-rincari al casello per automobilisti e autotrasportatori.

L’opera clou è la Gronda di Genova: 4,3 miliardi di investimenti a carico di Aspi a fronte di una proroga quadriennale della concessione, dal 2038 al 2042.

«Ma il tempo è solo uno strumento: un metodo alternativo alla tariffa, scelto dal governo, per finanziare opere indispensabili - spiega Fabrizio Palenzona, il grande mediatore del mondo finanziario e dei trasporti in Italia, qui nella veste di presidente di Aiscat (associazione dei concessionari autostradali) -. Il fatto che si investano 13 miliardi senza gravare su imprese e utenti è la prova che si vuole promuovere crescita e competitività. D’altra parte questo è lo stesso modello impiegato in Francia sin dal 2014. Il governo ha trattato con la Commissione mettendo al centro principi totalmente europei: certezza del diritto, stabilità del contratto, parità delle imprese nel mercato unico, trasparenza nelle relazioni pubblico-privato. Decisivo il coordinamento del capo di Gabinetto, Mauro Bonaretti, insieme a tecnici di esperienza».

Bene, ma la Gronda si integrerà in qualche modo con Terzo Valico e retroporti? A cosa ci servono tutte queste grandi opere?

«Già dal 2018 il mondo cambierà per la Liguria. Oggi Genova si presenta come città marginale e in declino: la Gronda sarà un fattore addizionale di competitività. Spingerà a scelte precise sulla riorganizzazione della aree portuali: il Bacino di Sampierdarena, l’aeroporto, l’Ilva, la diga. La Gronda, i trafori del Terzo valico, del Monte Ceneri e del San Gottardo sono il segno di un Nord Ovest che guarda per la prima volta all’Europa puntando, come dice la stessa presidente del Consiglio svizzera Doris Leuthard, a un collegamento di pianura».

La famosa possibilità per il porto di aumentare il bacino di traffico oltre Milano...

«Attenzione, le infrastrutture non bastano. Serve l’intesa con operatori internazionali di traffico forti nei mercati della bassa Germania e del Centro Europa. Per esempio penso sia fondamentale un’alleanza fra Msc e Db Shenker, che già operano in sinergia nei porti del Nord Europa. Senza non si va da nessuna parte, Genova resterebbe esclusa come oggi. Il corridoio servirebbe solo a collegare la pianura padana ai porti del Nord Europa».

Mercitalia ha pubblicato un bando per valutare eventuali manifestazioni di interesse sugli interporti di Alessandria e Novi Ligure.

«Un sistema portuale che funziona ha bisogno di un grande polmone “offdock”, un retroporto che sostenga i traffici di corridoio. Certo: Novara, Rivalta, Novi Ligure. Ma Alessandria, il più grande parco ferroviario dopo Bologna, per le sue caratteristiche era ed è la soluzione più logica. Sotto questo profilo la scelta di Mercitalia si spiega solo se le Fs hanno deciso di non impegnarsi con traffici di corridoio su quest’area del Paese: un porto che resta così, o che cresce poco, non ha bisogno di nulla. Piuttosto... Genova deve un po’ guardarsi. Dalla città non sono nate spinte verso i traffici internazionali e l’apertura del mercato. Senza un cambiamento di mentalità, Terzo valico e Gronda non risolvono il problema del declino. Sono convinto che i due nuovi sindaci di Alessandria e Genova, se assistiti da advisor di livello, abbiano in mano un’importante opportunità, e penso anche che i sistemi industriale e finanziario possano dare un contributo importante. Il Comune di Genova tra l’altro deve esprimere un membro nel consiglio di gestione dell’Autorità di sistema portuale: spero che la scelta sia su una persona qualificata, e non si tratti di una nomina suggerita solo da convenienza politica».

Anni fa lei fu tra i promotori di Slala, società per l’integrazione tra Genova e Alessandria, senza però grandi esiti.

«Questo perché a un certo momento è mancata da una parte politica, che non le dirò, la volontà di andare avanti. Mi consenta una sottolineatura personale. Oltre 20 anni fa promuovemmo, Provincia di Alessandria, porti di Genova e Savona, Centro studi economici Canton Ticino, uno studio per individuare le condizioni perché i porti liguri e il retroterra piemontese divenissero il “Southern Gate” d’Europa. Furono coordinati i piani territoriali delle tre provincie. La presentazione dello studio a Basilea fu memorabile: eravamo nel tempio degli spedizionieri internazionali, davanti a tutti i principali operatori di traffico europei. Bene, era il ’96. Oggi quelle condizioni si stanno finalmente avverando. Guardi, interporti come Rivalta, Novara, Mortara non hanno nulla da temere: dobbiamo attrezzarci e lavorare per intercettare lo sviluppo futuro, non di dividere l’esistente».

Torniamo a Genova. Con la Gronda l’autostrada esistente diventerà una strada urbana a scorrimento veloce?

«Mi pare logico».

Cioè senza pedaggio?

«Questo lo ha detto lei...».

Negli ultimi otto anni ci sono stati aumenti tariffari del 25% a fronte di un’inflazione del 14%. Ora i concessionari promettono a lavori ultimati al massimo lo 0,5% in più dell’inflazione. C’è da crederci?

«Gli aumenti ci sono stati perché le concessionarie hanno realizzato investimenti previsti dal governo. Meglio le autostrade pubbliche? Allora o i soldi li mette lo Stato, o non si investe. L’intesa con la Commissione fissa un quadro comunitario su rendimento, tariffe, meccanismi di subentro. È il modo migliore per assicurare investimenti, sviluppo, competitività, tutela dei conti pubblici».

Paolo Fiorentino, ex direttore operativo di Unicredit, banca di cui lei è stato a lungo vice-presidente, è da poco il nuovo amministratore delegato di Carige.

«Per dirla in termini “regolatori”, lui è fit and proper. Sostenetelo e lasciatelo lavorare. Ha esperienza, carattere, ha dimostrato capacità manageriali nei settori oggi chiave: riduzione dei costi, efficienza, informatica e gestione dei crediti deteriorati».

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