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Costa-San Giorgio, 60 milioni per il terminal di Genova / RETROSCENA

Genova - L’obiettivo è duplice:dare un futuro al settore genovese delle riparazioni navali e permettere a Costa Crociere di realizzare un proprio terminal nel porto di Genova. Al progetto, secondo quanto risulta al Secolo XIX-the MediTelegraph, si lavora ormai da settimane

Genova - L’obiettivo è duplice: dare un futuro al settore genovese delle riparazioni navali e permettere a Costa Crociere di realizzare un proprio terminal nel porto di Genova. Al progetto, secondo quanto risulta al Secolo XIX-the MediTelegraph, si lavora ormai da settimane e per la realizzazione dell’operazione è già stato chiesto un parere all’architetto Renzo Piano. Il programma, nel dettaglio, prevede un investimento iniziale di 60 milioni di euro che verrebbero impiegati per effettuare diversi riempimenti a mare nella zona delle riparazioni navali, così da ricavare circa 40 mila metri quadrati di nuovi spazi da mettere a disposizione degli operatori.

L’incremento di superficie consentirebbe di liberare, tra calata Gadda e Calata Boccardo, un’area di circa 35 mila metri quadrati dove dovrebbe sorgere il nuovo terminal che Costa Crociere vorrebbe realizzare nel capoluogo ligure. Il progetto, che deve ancora essere completato, è già stato presentato nelle sue linee guida ai vertici di Palazzo San Giorgio e a quelli Confindustria Genova. A spingere per la realizzazione del piano sono due big del porto di Genova che ne stanno pure definendo i dettagli: il cantiere San Giorgio del Porto che opera nel settore delle riparazioni navali e la compagnia Costa Crociere.

Quest’ultima, infatti, in caso di via libera ai riempimenti avrebbe l’occasione di realizzare un proprio terminal per l’arrivo delle navi passeggeri in uno spazio che attualmente è per buona parte occupato dal cantiere navale San Giorgio del Porto e potrebbe essere liberato: «Se dovessero essere dati nuovi spazi alle riparazioni, è evidente che alcuni operatori potrebbero dare il via libera per lasciare un’area che verrebbe così messa a disposizione di Costa», spiega al Decimonono una qualificata fonte che sta seguendo il dossier. I 60 milioni di euro necessari per recuperare spazi a mare - con riempimenti che verrebbero fatti attraverso l’utilizzo di cassoni - dovrebbero essere messi a disposizione dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale che potrebbe poi facilmente recuperarli con l’affitto pagato dagli operatori.

L’investimento, ovviamente, non tiene conto delle spese che dovrebbero essere affrontare da Costa nel caso in cui alla compagnia venisse dato il via libera per la realizzazione del terminal all’interno del quale, non è escluso, potrebbero pure essere trasferiti gli attuali uffici genovesi della società che si trovano in piazza Piccapietra. I rapporti tra San Giorgio del Porto e Costa Crociere sono strettissimi: non solo buona parte dei lavori di restyling realizzati sulle navi della compagnia vengono fatti nel cantiere genovese, ma la società guidata dall’imprenditore Ferdinando Garrè - che fa parte della holding Genova Industrie Navali all’interno della quale è presente pure Fincantieri oltre che Mariotti - ha fatto entrare Costa nella società che fa capo a San Giorgio del Porto e gestisce i bacini navali di Marsiglia.

In un’intervista al Secolo XIX dello scorso settembre, l’amministratore delegato di Costa Crociere, Michael Thamm, aveva rilanciato l’idea di un terminal Costa anche a Genova oltre a savona, contestualizzato nel contesto del Waterfront di Renzo Piano. Quello delle riparazioni navali, invece, è un settore strategico per lo scalo ligure che garantisce lavoro a centinaia di addetti e il progetto di mettere a disposizione del settore 40 mila metri quadrati di nuove aree renderebbe possibile un restyling dell’intera zona industriale così da consentire a Genova di restare strategica in questo settore nel Mediterraneo Occidentale assieme ai poli di Marsiglia e Piombino.

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