SERVICES

Dal 2026 si navigherà nei fiordi solo a batteria

Monfalcone - Stop alle navi con propulsione termica, via libera solo a quelle con propulsione elettrica. Questo è in poche parole quello che il parlamento norvegese ha recentemente deliberato per tutelare i propri fiordi, patrimonio mondiale dell’Unesco

Monfalcone - Stop alle navi con propulsione termica, via libera solo a quelle con propulsione elettrica. Questo è in poche parole quello che il parlamento norvegese ha recentemente deliberato per tutelare i propri fiordi, patrimonio mondiale dell’Unesco. Saranno così create, a partire dal primo gennaio 2026, delle zone ad emissione zero che limiteranno la circolazione navale all’interno dei fiordi solo a unità elettriche. Ci sono altre zone in Europa (le acque interne in Austria e in parte in Germania) dove è vietata la navigazione con motore termico. Una legislazione che ha favorito lo sviluppo della nautica elettrica in quei Paesi. Parliamo però soprattutto di piccoli motori per piccoli natanti. Quello che hanno deciso le istituzioni norvegesi, dopo un acceso dibattito interno, è una rivoluzione copernicana per quanto riguarda l’industria crocieristica.

Infatti a oggi la tecnologia applicata alle grandi navi da crociera non ha ancora sviluppato delle batterie in grado di garantire utenze elettriche così importanti (si parla di oltre 60 megawatt per le navi più grandi). Quindi questa legge imporrà un’accelerazione degli studi di fattibilità per l’applicazione di questa tecnologia su larga scala. Chi si troverà sicuramente in vantaggio è la compagnia storica dei cosiddetti “postali costieri”, operati dalla compagnia di navigazione Hurtigruten, che proprio in questi mesi è impegnata nella realizzazione di una nuova classe di navi da 20 mila tonnellate di stazza lorda per circa 600 passeggeri che potranno viaggiare, anche solo a batteria, per limitati periodi. La sfida del futuro sarà però realizzare navi molto più grandi con autonomie a batteria maggiori. Le statistiche dicono che lo scorso anno circa 300 mila passeggeri hanno visitato a bordo di navi bianche il fiordo di Geiranger, uno dei monumenti naturali più noti della Norvegia. Gli ambientalisti locali ritengono che le emissioni che producono queste unità siano un pericolo per la salute pubblica e per l’ecosistema locale. Questo nonostante l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) abbia definito la riduzione delle emissioni sulfuree delle navi dal 3,5% al 0,5% entro il 2020. Gli studi della società di classifica Dnv Gl, condotti insieme a Marinetek e Sintef rivelano che solo il 25% delle navi da crociera che entrano nei fiordi utilizza a bordo sistemi di depurazione dei fumi, i cosiddetti scrubber.

La maggior parte usa carburanti a basso tenore di zolfo per motori principali e ausiliari (Mdo e Mgo); inoltre il 70 % delle navi da crociera che navigano in queste acque sono state costruite in media 20 anni fa e quindi mancano delle tecnologie più ecologiche e moderne. Fino al 2026 le navi da crociera potranno ancora percorrere queste rotte utilizzando i sistemi sopracitati, tenendo sotto controllo così le emissioni nell’aria, ma anche gli scarichi a mare delle acque utilizzate a bordo.

La costruzione di navi con propulsione a gas naturale liquefatto migliorerà ulteriormente questa situazione che però non potrà che essere risolta con nuovi progetti, attualmente in fase di studio, concepiti sull’utilizzo di batterie sempre più potenti, vele o pannelli solari installati a bordo. Una soluzione ponte che si sta sviluppando è quella dell’utilizzo di rimorchiatori (portuali o d’altura) con a bordo un grande impianto a batteria che servirà per scortare ed alimentare la nave da crociera (opportunamente refittata) durante il transito nel fiordo.

I progetti quindi ci sono, le compagnie crocieristiche hanno dimostrato il loro interesse per studiare la loro fattibilità, però sarà da vedere se i costi di realizzo saranno competitivi con l’esercizio delle navi. In caso contrario potrebbe verificarsi una graduale scomparsa delle unità da crociera da queste rotte con gravi ripercussioni sull’economia locale. Saranno in ogni caso le navi più piccole ad essere favorite da questa normativa, visto che saranno più facilmente concepite con propulsione a batteria.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››