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Crociere, la Cina avverte l’Occidente: in cantiere le prime quattro navi-lusso

Genova - La nuova compagnia Style Cruise, con sede a Shanghai, si rivolge al gruppo China Merchants per sfidare il mercato.

Genova - Pechino e Washington, in piena guerra commerciale, sono ai ferri corti. Eppure i cinesi da Donald Trump stanno imparando qualcosa e hanno deciso di applicare il primo comandamento del presidente americano al settore crociere, adattandolo al proprio Paese. Così, fedeli al motto China First, nascerà la prima nave da crociera costruita dal Dragone per i clienti nazionali. È un traguardo storico la firma in calce al contratto che avvia la produzione delle nuove unità. Per la prima volta la Cina ordina per il proprio mercato quattro navi da crociera che saranno realizzate nei cantieri nazionali, e solcheranno i mari del Paese. L’altra novità di rilievo è sul target a cui saranno indirizzate le navi: mentre le compagnie occidentali hanno puntato sulla massa - convinte che i grandi numeri della Cina potessero garantire il successo dello sbarco in Asia - a Pechino pensano invece di sfruttare il mercato del lusso, quello rivolto a “pochi” cinesi che possono permettersi viaggi da vip poco lontano da casa.

Piccole ma di valore

Sarà il marchio “Style Cruise”, la nuova compagnia con sede a Shanghai, ad essere dipinto sulla prua delle quattro navi da crociera che usciranno dai cantieri di China Merchants, il colosso statale con cui Pechino promuove, tra l’altro, la Via della Seta nel mondo. La galassia di Cmg comprende anche i bacini navali, utilizzati da poco per la costruzione di qualche unità per altri mercati - lo scorso mese è arrivata la commessa per una nave da SunStone Ships, compagnia con sede a Miami- ma mai sino ad oggi per un ordine di questo tipo. Dallo stabilimento di Haimen usciranno a partire dal 2022, navi da 37 mila tonnellate di stazza. I colossi del mare che costruiscono gli occidentali sono decisamente più grandi, ma queste dimensioni sono in linea con quelle delle navi di lusso: più piccole, ma di valore più alto. I passeggeri a bordo saranno “solo” 660, accolti nelle suite dislocate nei 204 metri di lunghezza e 27 di larghezza. «C’è voluto un anno per studiare bene il progetto, ma alla fine ce l’abbiamo fatta - ha spiegato l’amministratore delegato di “Style Cruise” - Con le nostre nuove navi consentiremo al nostro popolo di andare in vacanza in Cina su navi costruite da cantieri nazionali». Il primo mercato individuato per la nuova flotta è il Mar meridionale della Cina. L’orgoglio non è però l’unico fattore a muovere il mercato cinese della navalmeccanica. China Merchants ha potenziato tecnologicamente i bacini in cui saranno costruite le navi e ha dotato tutta l’infrastruttura di Haimendella rete 5G «che consentirà una maggiore efficienza nell’analisi dei dati e nella costruzione vera e propria» hanno spiegato i vertici del cantiere. A classificare la nave saranno CCS (la China Classification Society) e Bureau Veritas.

Concorrenza all’Europa

La mossa di China Merchants va in direzione parallela al progetto cinese di Fincantieri che ha invece un accordo con i “concorrenti” di Cssc, altro colosso della cantieristica navale. L’alleanza del gruppo italiano mira a realizzare, almeno per ora, navi in Cina per le compagnie occidentali. Il gruppo guidato da Giuseppe Bono agisce da tutor con i cinesi che le navi da crociera non le avevano mai costruite da soli, almeno sino a qualche giorno fa: con l’operazione di Cmg si aprono scenari forse inattesi. L’Europa ha il monopolio del settore e oltre all’Italia, sono i bacini francesi e quelli tedeschi a contendersi le commesse degli armatori. Il piano stand alone dei cantieri giapponesi sulle crociere, fu un fallimento, con le navi consegnate in ritardo e costi superiori al miliardo. Quello cinese, partito con unità più piccole, fa più paura

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