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«Ufficiali al telefono: così l’Ulysse speronò la portacontainer»

Genova - Conclusa l’inchiesta sull’incidente al largo della Corsica tra il traghetto della Cotunav partito da Genova e una nave cargo. Sotto accusa l’equipaggio tunisino.

Genova - Una «responsabilità comune», «un errore umano comune» è la causa dell’incidente avvenuto lo scorso 7 ottobre al largo della Corsica, tra la nave Ulysse della Compagna tunisina di navigazione (Ctn) e la portacontainer cipriota Virginia. Lo ha dichiarato oggi il direttore generale del trasporto marittimo del ministero dei Trasporti tunisino, Youssef Ben Romdhane, nel corso di una conferenza stampa di presentazione della conclusione di «tre mesi di indagini», da parte di un team internazionale di esperti. Dalle ricostruzioni è emerso infatti come sia l’ufficiale di navigazione della Ulysse che quello della Virginia fossero occupati al telefono al momento dell’incidente. In particolare l’ufficiale di navigazione della Ulysse non ha prestato attenzione alla segnalazione della Virginia che era di stanza a nord di Capo Corso in Francia, poichè impegnato a usare il telefono nella stanza del grafico mentre l’ufficiale di guardia era in missione di controllo. La commissione d’inchiesta che include esperti tunisini, ciprioti, francesi e italiani ha anche svelato le contraddizioni nella testimonianza dell’equipaggio della Virginia dopo aver controllato le registrazioni. È stato dunque rilevato che anche il capitano della Virginia era occupato al telefono e non aveva prestato attenzione a un possibile rischio di collisione.

La Compagnia tunisina di navigazione ha intrapreso provvedimenti disciplinari nei confronti di tutti gli ufficiali e i marinai responsabili di tale incidente, interrompendo il loro rapporto di lavoro. La Ctn ha anche deciso di sanzionare i tre marinai che hanno pubblicato un video sui social media, con una sospensione di lavoro di due mesi, in quanto «hanno danneggiato la reputazione della compagnia di navigazione tunisina», in attesa del verdetto del tribunale. Per quanto riguarda il risarcimento, le autorità tunisine e cipriote hanno deciso di presentare una denuncia al sistema giudiziario francese per determinare la responsabilità e valutare il danno. Il direttore generale del trasporto marittimo ha dichiarato che le compagnie assicurative presenteranno un risarcimento per la riparazione di entrambe le navi e il rimborso delle spese di bonifica ambientale della costa inquinata a seguito della fuoriuscita di carburante dalla nave Virginia.

La Ulysse entrò in collisione con la Virginia durante il suo viaggio dal porto di Genova al porto di Rades il 7 ottobre alle 6 del mattino, causando danni considerevoli alle due navi, oltre all’inquinamento delle coste francesi e delle spiagge dovuto alla fuoriuscita di carburante. La Ulysse si trova ora a Menzel Bourguiba, a nord di Tunisi, per le riparazioni e dovrebbe tornare in mare a luglio 2019. Nel frattempo, la Cnt ha noleggiato una nave per un costo di 20 mila euro al giorno per il periodo tra il 20 dicembre e il 20 aprile 2019.

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