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Lng e il caso italiano, Carnival: «Tutto troppo lento»

Turku - La nuova nave della compagnia Costa Crociere farà rifornimento a Barcellona.

Turku - Davanti ci sono solamente sfide. Non ci sono regole comune tra i diversi paesi, non c’è un termine di paragone col passato, anche sul fronte del safety. E soprattutto la supply chain è tutta da costruire, soprattutto nel Mediterraneo. Il gas liquefatto come carburante è una novità assoluta nel mondo delle crociere, «come una pagina bianca tutta da scrivere», spiega Tom Strang, il vice presidente maritime affairs di Carnival, l’uomo che sta in cabina di regia per il progetto che porterà il colosso americano delle crociere, ad essere la prima compagnia a investire sulle navi con propulsione a gas. I problemi di trasporto a bordo sono risolti, almeno sui volumi grazie allo stoccaggio a -162 gradi.

«Questa strategia è stata scelta perché l’Lng è la soluzione più verde ed economicamente sostenibile», sul mercato e con il gas sarà alimentata la Costa Smeralda, la nuova unità che i cantieri finlandesi di Turku stanno costruendo. Entro il 2020 gli armatori dovranno scegliere: i regolamenti che stanno per entrare in vigore impongono la riduzione di zolfo nei carburanti: gli scrubber sono un’opzione costosa di retrofit. L’Lng impone invece una nuova tecnologia. «Ma il gas non è diffuso come vorremmo», spiega ancora Strang. Toccherà a Shell, partner del gruppo americano, sviluppare la catena logistica. La nave di Costa Crociere farà rifornimento a Barcellona, le bettoline saranno costruite sempre a Turku, il cantiere che sta costruendo la nuova nave di Costa Crociere.

«Adesso dobbiamo costruire la supply chain», dice Didier Daems della Shell che ha già fornito due chiatte da rifornimento al porto di Rotterdam. Esiste una strategia di sviluppo in tutta Europa, non in Italia. Esiste un caso italiano? Chiediamo a Strang. Il manager di Carnival allarga le braccia: «La catena logistica non sta crescendo a dovere nel vostro paese. Ad oggi non c’è niente. Ci sono molte discussioni, tanti tavoli, ma per ora niente. Nel futuro? Qualcosa si sta muovendo, ma lentamente». Non come nel resto d’Europa: in Francia, a Marsiglia, le trattative sono avanzate.In Italia le navi Costa per ora non faranno rifornimento. Poi c’è la formazione dell’equipaggio che è tutta da costruire. I problemi saranno però ripagati in termini di rispetto dell’ambiente: il gas riduce a zero le emissioni di anidride solforosa, del 95% quelle di particolato, dell’85% quelle di ossidi di azoto e del 25% quelle di anidride carbonica. Carnival utilizzerà l’lng come combustibile e ha ordinato 7 navi che tra il 2018 e il 2022 entreranno in servizio.

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