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Navi a gas, lo sprint dell’Europa / ANALISI

Genova - L’anno dei record di consegne di navi per il trasporto a gas sarà festeggiato soprattutto in due Paesi, così distanti geograficamente, ma legati dagli investimenti e dal know how acquisiti nel vasto mondo dell’Lng.

Genova - L’anno dei record di consegne di navi per il trasporto a gas sarà festeggiato soprattutto in due Paesi, così distanti geograficamente, ma legati dagli investimenti e dal know how acquisiti nel vasto mondo dell’Lng: Corea del Sud e Finlandia. I cantieri navali di Seul, i big three, hanno quasi monopolizzato la costruzione di gasiere che trasportano il gas naturale. Gli europei invece hanno puntato sulla navi passeggeri e ora sono leader del segmento, gelosi custodi di un mercato, le crociere a zero emissioni, in rapida espansione. A Turku mercoledì comincerà la costruzione di una delle prime navi da crociera che al posto dei derivati del petrolio utilizzano il gas. È una novità assoluta per il settore: la prima ad entrare in servizio sarà la “cugina” AidaNova. Poi toccherà alla nuova unità di Costa Crociere da 180 mila tonnellate e 6.600 passeggeri di capacità, realizzata nei bacini finlandesi. Sul ponte della nave, destinata al Mediterraneo, sventolerà la bandiera italiana quando entrerà in servizio tra due anni.

In Finlandia la tradizione delle navi a gas è lunga. I cantieri, ora guidati dal gruppo tedesco Meyer, hanno realizzato i primi traghetti a propulsione Lng che operano già ora sulle rotte del Nord Europa: tra leggi e infrastrutture per il rifornimento, nei fiordi è stato più facile puntare sul combustibile pulito. Ora che anche la grande industria delle crociere si dimostra sensibile al lato green, è possibile che anche il resto del mondo si adegui. Costa dovrebbe schierare la nuova nave nel Mediterraneo dove la cultura Lng non è ancora così diffusa e i porti non sono attrezzati a dovere. L’Europa però si conferma leader nella cantieristica del settore cruise e sul fronte dell’innovazione. Carnival ha ordinato in totale sette navi a Lng, tutte realizzate dal gruppo Meyer e schierate in mare entro cinque anni. Il colosso americano ha battuto i competitor sul tempo, ma anche le altre compagnie si stanno adeguando: entro il 2026 navigheranno a gas 73 navi. Il boom di costruzioni più che dalle restrizioni è favorito dalla possibilità di contenimento dei costi: il gas conviene anche sul fronte economico, soprattutto con la previsione di rialzo del prezzo del petrolio. L’industria si prepara alla rivoluzione verde: si calcola che entro il 2025, l’80% degli ordini di navi da crociera ai cantieri, sarà per unità a gas.

Il record del settore cargo
Nel corso del 2017 le gasiere segneranno il record assoluto. Nei primi otto mesi dell’anno sono state consegnate 27 Lng carrier e firmati contratti per altre 14 unità. Entro dicembre entreranno poi in servizio 28 nuove navi: le rotte saranno affollate, ma la domanda cresce e le previsioni per gli anni futuri, come spiegano gli analisti, sono di continua espansione. Il completamento dei progetti di centrali per lo sfruttamento e l’esportazione del gas ha trainato il settore, invogliando armatori e cantieri a puntare su navi più grandi. Yamal, in Russia, sarà uno dei centri di export di gas principali al mondo con una produzione da 17 milioni di tonnellate all’anno: per sostenere il trasporto sono state commissione Lng carrier in grado di navigare anche in condizioni estreme, quando in quella penisola che si trova nel Nord Est della Siberia, i ghiacci renderanno difficile le operazioni. E quando anche l’export di gas americano arriverà all’apice, il boom sarà completo e serviranno ancora più navi. Gli analisti pensano che per soddisfare sufficientemente la domanda da qui a due anni, dovrebbero essere firmati contratti per la costruzione di altre 30 navi nei prossimi dodici mesi, così da essere disponibili per il 2020. I cantieri coreani si fregano le mani.

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