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Vago (Msc): «Con Fincantieri avanti tutta» / INTERVISTA

Monfalcone - «Rapporto solido, siamo fiduciosi. Tornare a Trieste? Massima disponibilità, se la città ci vuole».

Monfalcone - Il rapporto con Fincantieri, gli investimenti nella costruzione di navi sempre più compatibili con l’ambiente, i progetti che riguardano un eventuale ritorno sul porto di Trieste. In occasione del battesimo del mare della Msc Seaside avvenuto a Monfalcone, Pierfrancesco Vago, executive chairman di Msc Crociere, ha affrontato con il Secolo XIX diversi temi. L’obiettivo, adesso, è far partire la nave il 28 novembre 2017.

Come procede il vostro rapporto con Fincantieri? Possiamo prevedere nuovi progetti comuni per il futuro?
«Ho lottato per lavorare con Fincantieri, ci siamo avvicinati e ora il nostro è un rapporto solido. Abbiamo in costruzione due navi con loro, ma sono fiducioso sul proseguimento della partnership. C’è un’opzione da far valere per una terza nave di classe “Seaside”, nel corso del 2017 valuteremo attentamente il prototipo per poi essere in grado di pensare a nuove migliorie sull’eventuale nuova commessa. Ma con Fincantieri lavoriamo anche per la manutenzione ordinaria della nostra flotta: le nostre navi sono di casa nei bacini di Palermo e Trieste. Ma c’è anche il progetto scrubber per migliorare l’ecosostenibilità della flotta».

A questo proposito, può raccontarci come si immagina la nave del futuro?
«Beh, noi viviamo con il mare e quindi la sua salvaguardia resta una grande priorità: stiamo investendo molto su pitture a basso impatto ambientale, su sistemi di trattamento delle acque grigie e dei rifiuti. Il nostro obiettivo è un’industria delle crociere ad impatto quasi zero. Per questo motivo stiamo studiando con Stx France il nostro primo prototipo con motori dual fuel Lng-Mdo. Abbiamo quasi raggiunto il layout definitivo con il cantiere di questa nave, che supererà le 200.000 tonnellate di stazza lorda, ma che avrà dimensioni tali da permetterle l’ormeggio in un gran numero di porti».

Quali riflessi ha il vostro business sull’Italia?
«Le crociere in Italia garantiscono il transito di circa 11,5 milioni di passeggeri l’anno; in media ognuno spende circa 80 euro. La nostra industria fa girare l’economia dei territori contigui ai porti di scalo. Circa il 50% dei passeggeri che scoprono le nostre località in nave poi vi ritornano per approfondire la conoscenza di quel territorio: le crociere sono il miglior mezzo di promozione turistica disponibile. In Italia siamo presenti in quasi tutti i porti, al momento le nostre navi ne toccano sedici».

Ma non Trieste. Prevedete di tornare nella città giuliana, in futuro?
«Se ci vogliono noi siamo disponibili. D’altronde siamo già il cliente principale del porto di Trieste nel ramo cargo e abbiamo ottimi rapporti con le istituzioni. Intanto voglio anticipare che il 28 novembre 2017 Msc Seaside raggiungerà Trieste dove resterà a disposizione per un paio di giorni di chi ha contribuito alla sua realizzazione. Sarà un grande momento di festa per tutti e per mettere in vetrina il nostro saper far navi. Il nostro Paese ha una grande tradizione cantieristica e io sono convinto che bisogna difendere il made in Italy: questo know-how deve restare assolutamente nel nostro Paese».

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