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La “Prince of Wales” arriva a Portsmouth

Monfalcone - Per la prima volta da quasi un decennio,due portaerei sono di stanza nella base navale della Royal Navy a Portsmouth. Infatti nei giorni scorsi ha raggiunto l’Hampshire la portaerei “Prince of Wales” andando a congiungersi con la sorella “Queen Elizabeth”

Monfalcone - Per la prima volta da quasi un decennio, due portaerei sono di stanza nella base navale della Royal Navy a Portsmouth. Infatti nei giorni scorsi ha raggiunto l’Hampshire la portaerei “Prince of Wales” andando a congiungersi con la sorella “Queen Elizabeth”, che è stata completata nel 2017 e che dovrebbe essere pienamente operativa entro il 2021. Entrambe le navi sono state assemblate nel bacino del cantiere navale Babcock a Rosyth, in Scozia. Qui lo scorso settembre la “Prince of Wales” ha effettuato le prove in mare propedeutiche all’accettazione da parte della Marina britannica che dovrebbe mettere in servizio la nave con una cerimonia ufficiale il mese prossimo a Portsmouth.

Queste portaerei sono state costruite dall’Aicraft Carrier Alliance, un consorzio composto da Babcock, Bae Systems, Thales e dal dipartimento della Difesa del Regno Unito. Le due navi sono le più grandi della secolare storia della Royal Navy: sono lunghe 284 metri fuori tutto e larghe 73 per un dislocamento a pieno carico di circa 65 mila tonnellate.

Strutturalmente si distinguono dalle portaerei americane per essere predisposte solo a decollo corto e verticale degli aerei: perciò sono prive delle catapulte e sono dotate di un vistoso skyjump come la “Cavour” della Marina militare italiana. Presentano due isole distinte, la prima (quella a proravia) per la navigazione, la seconda (a poppavia) per la gestione ed il controllo delle operazioni di volo. Questo assetto ha una triplice funzione, garantendo infatti un maggior raggio visivo, più spazio sul ponte di volo e anche una gestione più fluida ed efficiente delle varie attività. Questa configurazione innovativa è stata ripresa anche dalla Marina italiana per la nave “Trieste” attualmente in allestimento nello stabilimento Fincantieri di Castellamare di Stabia.

Le due ammiraglie britanniche hanno un equipaggio di 679 persone che può raggiungere un massimo di 1.600 unità includendo anche il personale imbarcato per le operazioni aeree. Saranno in grado di schierare a bordo fino ad un massimo di 40 velivoli tra ala fissa e rotante. Sono state progettate per ospitare un massimo di 36 F-35B, ma la Royal Navy ora pianifica una flotta standard di 24 aerei, integrata da elicotteri, incluso il nuovo Merlin Far. Per quanto riguarda la propulsione sono portaerei convenzionali e non nucleari come quelle americane.

La potenza installata è garantita da due turbine a gas Rolls-Royce Marine Trent Mt30 da 36 megawatt ciascuna e da quattro motori diesel Wärtsilä 16V38 da 11,6 megawatt ciascuno. Con loro la Royal Navy recupererà finalmente una capacità di proiezione aerea dal mare che aveva perso nel 2011 con il ritiro dal servizio del vecchio aereo a decollo corto/verticale Harrier.

Questo aveva portato anche al disarmo della portaerei “Ark Royal” lasciando alla Royal Navy la sola “Illustrious”, convertita in semplice portaelicotteri e ritirata poi nel 2014. La marina britannica raggiungerà un livello di capacità offensiva molto più elevato di quello che ha conosciuto per trent’anni con le sue piccole portaerei classe “Invincible”. Le due nuove navi sono davvero molto più grandi e avranno a disposizione un aereo di ultima generazione come l’F-35B anche se limitato nell’autonomia e nella capacità di carico nella versione a decollo corto.

Ma queste capacità saranno ancora significativamente superiori a quelle dell’ex “Harrier”, offrendo alla Royal Navy opportunità che non conosceva più dal ritiro delle sue ex portaerei pesanti alla fine degli anni Settanta del secolo scorso.

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