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Navi a Venezia, la Capitaneria firma ordinanza restrittiva

Venezia - Tutto questo si traduce in maggiori costi per le compagnie crocieristiche e tempi più lunghi nelle operazioni portuali con conseguenti disagi organizzativi.

Venezia - La Direzione Marittima di Venezia, a seguito del recente incidente di Msc Opera, ha emanato una nuova ordinanza molto più restrittiva che regolamenta il transito delle navi da crociera dalla bocca di Porto di Lido-San Nicolò alla Stazione Marittima. Tutto questo si traduce in maggiori costi per le compagnie crocieristiche e tempi più lunghi nelle operazioni portuali con conseguenti disagi organizzativi. L’incidente di San Basilio però ha mostrato che anche l’incidente più inimmaginabile può accadere e la Capitaneria di Porto veneziana è corsa subito ai ripari per far si che ciò non possa ripetersi in futuro. Ricordiamo che fin’ora era previsto per la navigazione delle passeggeri nei canali veneziani il limite di velocità di 6 nodi e la scorta obbligatoria di due rimorchiatori (senza specifiche sulle loro prestazioni) con cavo “voltato”, quindi pronti ad intervenire in caso di necessità.

Con la nuova ordinanza già in vigore cambia davvero tutto, vediamo di analizzarla nei dettagli. In primis si stabilisce che le navi siano tenute a garantire il costante presidio del locale timoneria di emergenza in contatto costante con il ponte di comando e della sala controllo motori (ECR). Inoltre sono richieste l’adozione di una idonea procedura di arresto d’emergenza della sola propulsione e l’effettuazione durante la navigazione verso Venezia di verifiche ed esercitazioni concernenti i sopracitati sistemi. Il superamento di questi test va comunicato alla Capitaneria veneziana prima dell’ingresso in Laguna, pena il diniego all’attracco.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei rimorchiatori le navi vengono divise in quattro classi in base alla loro stazza. Solo quelle al di sotto delle 40.000 t.s.l. potranno continuare ad utilizzare solo due rimorchiatori, tutte le altre dovranno essere assistite da tre rimorchiatori. Quest’ultimi inoltre sono assegnati in base alla loro potenza, più è grande la nave maggiori devono essere le prestazioni dei “tug”. Tutto questo si traduce in maggiori costi di rimorchio per le compagnie ed al contempo una crescita dell’attività delle società che garantiscono questo servizio. Il limite di velocità nel tratto tra il Forte Sant’Andrea e il bacino di evoluzione della Marittima viene invece ridotto a 5 nodi. Inoltre l’Autorità Marittima si riserva di interdire il traffico navale nei canali lagunari con venti superiori ai 20 nodi. Questo vuol dire che probabilmente saranno molte di più le occasioni in cui, a causa delle condizioni meteo-marine, le navi saranno costrette ad attendere l’ingresso in porto o a deviare verso altra destinazione (come Trieste).

Infine per evitare il blocco di una nave durante la navigazione in Laguna, come è successo a Msc Magnifica in occasione del problema tecnico avuto da Opera, vengono dilatati gli intervalli di ingresso/uscita tra una nave e quella successiva. Fino ad oggi questo intervallo era di trenta minuti, così le navi entravano/uscivano in convoglio. Oggi l’intervallo minimo sale addirittura ad un’ora e trenta per le navi destinate a lasciare gli ormeggi della banchina Piave, mentre per le altre è stabilito in un’ora. Tutto questo avrà grosse conseguenze nella gestione del traffico soprattutto nelle giornate in cui sono programmate 5/6 o più navi con conseguente allungamento dei tempi di approdo e di partenza dai terminal. Probabilmente nell’immediato non ci saranno grosse variazioni nelle toccate programmate, ma nelle prossime stagioni si potrebbe manifestare uno spostamento di scali verso altre destinazioni più “facili”.

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