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«Nautici, stop ai corsi a carico dei diplomati» / INTERVISTA

Genova - Sabato il premio san giorgio: rilanceremo sgravi sulla formazione e alternanza scuola-lavoro. Lettich (Collegio Capitani): «Una misura a basso costo che incentiverebbe la carriera marittima».

Genova - Sabato sarà assegnato ai migliori studenti dell’istituto nautico il 50esimo premio San Giorgio, organizzato dal Collegio capitani di lungo corso e macchinisti. Ci sarà un riconoscimento importante, molte autorità, però il presidente del Collegio, Giovanni Lettich, promette che non sarà solo una festa, «ma anzi l’occasione - dice l’ex capo dei piloti genovesi - per rilanciare alcune battaglie, e annunciarne di nuove».

Partiamo dalle novità.

«Dedicate ai diplomati dei nautici: per ottenere il libretto di navigazione, devono sostenere i corsi professionali di base, che costano 1.000-1.200 euro. Ecco, vorremmo che questi oneri non fossero a carico dei ragazzi o delle loro famiglie, ma dello Stato».

Scusi, ma quanti diplomati escono ogni anno dai nautici?

«Di istituti in Italia ce sono 65, ogni anno diplomano circa 1.600 persone. Ma siamo concreti: dire che il 30% intraprende la carriera marittima, è già una stima al rialzo. Proprio per questo chiederemmo un contributo post-diploma, evitando sprechi e togliendo una barriera alla carriera marittima. Per concretizzare questa proposta stiamo valutando vari percorsi normativi».

Intanto la vostra proposta sugli sgravi alla formazione non è passata.

«Bene, così arriviamo al secondo punto. Vero, non è passata. Avevamo chiesto la defiscalizzazione dei costi che i marittimi devono sostenere per la formazione: per il corso direttivo si spendono 2.000- 3.000 euro. Su una base di circa 40 mila marittimi che a giro devono aggiornarsi ogni 4 anni, significherebbe per lo Stato una spesa di 1,2 milioni di euro l’anno. Avevamo provato a inserirla come emendamento nella legge di Stabilità dello scorso anno, grazie al lavoro di Mario Tullo e al voto trasversale di tutti i parlamentari liguri, ma fu bocciata. Ci riproviamo quest’anno. Commercialisti e avvocati hanno sgravi sulla formazione per 10 mila euro. L’autotrasporto per la formazione ha ottenuto 10 milioni...».

Sono categorie che nel sistema-Italia hanno importanza enorme, con situazioni molto diverse al loro interno.

«Non critico il meccanismo, vorrei solo che si potesse applicare anche per i marittimi, un po’ provati dal caso-certificati dello scorso anno, e nei fatti obbligati a fare i corsi nei periodi di riposo».

Tra corsi base e formazione quanto varrebbe il contributo pubblico?

«Meno di due milioni di euro. Ma per aumentare la vocazione al mare e mantenere centrale il ruolo associativo nel mondo marittimo, vogliamo anche promuovere l’alternanza scuola-lavoro: abbiamo realizzato un protocollo nazionale insieme alla direttrice generale Ordinamenti del ministero dell’Istruzione, Carmela Palumbo, il comandante generale delle Capitanerie, Vincenzo Melone, per portare tutte le realtà del settore marittimo a coinvolgere in tirocini gli studenti del nautico. Saranno proprio le 40 sezioni del Collegio a mettere in comunicazione nautici e associazioni di categoria».

Parlerete con Confitarma e la futura Confmare?

«Spero proprio con tutti, è fondamentale. Il nuovo presidente Mario Mattioli è stato per anni il numero uno della formazione in Confitarma, la Confcommercio ha un sistema di formazione di altissimo livello, penso in particolare all’esperienza di Federagenti. Speriamo di poterci presto mettere al lavoro».

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