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Porto di Genova tra Roma e l’Ue: a qualcuno piace spento

Volano stracci, banconote e calamai tra gli imprenditori del porto di Genova riuniti in Confindustria. Baruffe surreali. Gli stessi terminalisti fanno poi fronte (quasi) comune quando rimettono in discussione gli accordi tariffari stipulati con la Culmv e indeboliscono il faticosissimo cammino di rinnovamento e trasformazione aziendale della stessa Compagnia. Quasi si volesse congelare ogni tentativo di riforma concreta, mantenendo rapporti e contrattazione ancorati ad una realtà ambigua, fuorigioco, defunta, consociativa e corporativa, beffarda e sfilacciata. Si rischia di mandare in pezzi molte delle griglie interpretative e di sicurezza che da anni consentono al porto di garantirsi margini di benessere, traffici e lavoro. Ci si gingilla, non si decide e non si sceglie una strategia, si bloccano gli interventi vitali per la crescita. Un atteggiamento amorale perché disprezza la dimensione civica, ritenendola una finzione fatta a fini di interesse personale. Questo fanno i politici, ma anche gli imprenditori, i funzionari dello Stato e di tutte le istituzioni.

Del resto l’annunciatissima offensiva dell’Unione europea che attribuisce ruolo imprenditoriale alle Autorità portuali italiane, accompagnata dall’ennesima minaccia di infierire con una procedura d’infrazione, sintetizza perfettamente le inadeguatezze strutturali, culturali e politiche che spingono banchine e shipping nazionali ai margini del mercato e della legalità. La burocrazia istituzionale è sempre più abulica e distratta. Nessuno interviene nel procedimento in corso a Bruxelles a sostegno delle tesi del governo italiano, nessuno si prende la briga di dialogare con i funzionari della commissione europea per convincerli che la loro lettura delle norme è sbagliata. Da ogni lato si conferma un atteggiamento del nostro Paese che, se e quando può, mette in discussione l’Europa e le sue regole. Opporsi senza un confronto con la Commissione europea alla procedura sulle fiscalità delle Autorità portuali, significa pretendere di mantenere maggiore competitività dei porti italiani in deroga ai principi europei.

E che dire della annunciata intenzione del porto di Genova di avviare un’operazione speculare ad Alpe Adria, cioè l’impresa pubblica triestina che promuove i traffici ferroviaria grazie a tariffe inferiori a quelle di mercato, perché finanziata dalla Regione? Operazione nuovamente molto discutibile rispetto alla disciplina degli aiuti di Stato e che finora la Commissione europea non ha rilevato proprio perché il traffico triestino, per le sue dimensioni, non è ritenuto tale da costituire un pregiudizio al mercato. E ancora, che dire della concentrazione fra Sech e Vte-Psa: il numero uno delle imprese terminalistiche genovesi acquista il numero due, così di fatto escludendo la concorrenza nel porto di Genova?
Tutti questi temi, molto europei, possono essere spiegabili, se gestiti con sicurezza dall’Autorità portuale, dalla Regione e dal Comune con le autorità di Bruxelles. Addirittura si potrebbero lanciare inediti modelli veri e propri. Così invece, vissuti fra incertezza e gossip, si prestano a offrire l’idea della portualità italiana, e di Genova in particolare, come cronicamente poco attenta alle regole. E così, mentre si cerca l’ennesima discarica per ospitare i moli di Colombo e si continua a discutere senza concretezza sulla realizzazione del centro smistamento di Alessandria, mentre da Verona salpa il treno speciale per la Cina e invece Vado resta al palo promettendo ingorghi e caos, neppure Roma sfugge agli abbracci mortali di inconcludenze e corporativismo.

Tutto tace, a dimostrazione del precario equilibrio su questi temi tra Pd e 5 Stelle. Vice ministro e sottosegretari semi sconosciuti e di probabile incompetenza. La prima donna ministro dei Trasporti? Abile politica, capace di navigare tra correnti di partito e tra posizioni ambigue come nel caso delle concessioni autostradali: ma chi avrà la delega ai porti? Chi saprà confrontarsi con interlocutori sempre più internazionali che vogliono risposte su: dragaggi, la farsa di Venezia, sul porto di Cagliari in totale abbandono, sullo sportello unico doganale che non parte, sulle infrastrutture al palo, sui ritardi per Lng? Le Autorità di sistema portuale sono paralizzate, non passa mese che un presidente non venga interdetto dalla magistratura. Sarà un caso? Come mai le Capitanerie dispongono del doppio ruolo operativo e di quello di polizia giudiziaria? Indagano i presidenti con cui dovrebbero collaborare e magari poi subentrano come commissari. E’ normale? Non solo, il ministro dell’Ambiente sta minando uno strumento importante come il Registro internazionale. Il rinnovo del contratto di lavoro collettivo dei porti è al palo, Assoporti è praticamente una scatola vuota.

L’assenza, per la prima volta, degli agenti marittimi dai vertici nazionali di Confetra non passa inosservata. Gli agenti sono sempre più infastiditi dalla vera e propria guerra che la confederazione ha dichiarato agli armatori, contraria com’è alle alleanze e al ruolo delle compagnie nella gestione dei terminal. Dimenticando che è solo grazie al traffico garantito dai grandi gruppi che tutte le altre categorie rappresentate sopravvivono. Anche lo scontro appena iniziato per la nuova leadership di Confindustria vede contrapporsi candidati che mal sopportano la logistica. Mai come ora alla politica e al ministero dei Trasporti servirebbero competenze, forza contrattuale e visioni coraggiose. I rapporti fra i protagonisti andrebbero riscritti, perché porti e shipping non possono più essere terra di conquista per azioni speculative. Ma l’unica cui sembra non mancare mai il lavoro è solo la magistratura.

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Commenti inseriti: 141 — pagina 1 di 6

Spedito da: manchester Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 13:29

piero

Caro sindaco
Ho letto di uno stanziamento di alcune centinaia di migliaia di euro per migliorare Corso Torino, bene sono contento. Corso Torino e’ una bellissima ed elegante strada.
Ha notato Sig. Sindaco la situazione disperata di Sampierdarena ? Un grande porto molto trafficato senza fascia di rispetto, una delegazione senza alberi e verde in genere, senza non dico un campo da golf ma nemmeno un campo da tennis, senza zone dove portare il cane a fare la pipi’ riducendo le strade a disgustosi latrine , via Cantore in primis.
Sampierdarena , S.Benigno quasi terzo mondo, traffico insopportabile , cemento e catrame non mascherato da zone verdi per renderle meno aliene alla civilta’.
Caro sindaco non le sembra venuto il momento di fare un progetto speciale per Sampierdarena per farla diventare degna di essere in Europa , perche’ penso lei lo sappia ma l’Europa e’ altra cosa
Con Sampierdarena e il ponente civilizzato tutta la citta’ e tutti I cittadini sarebbero piu’ ricchi in tutti I sensi anche nel conto in banca.
Genova non progredisce e non aumenta la popolazione perche’ il ponente fa schifo e un bellissimo levante non e’ sufficiente a fare di Genova una citta’ importante

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 11:59

G. Merello

Su quanto scrive oggi Enrico Vigo al Sindaco circa cose urgenti per rivi e torrenti comprese vasche di raccolta del ciottolato nei letti, allego questo link del 14 ottobre scorso https://www.genova24.it/2019/10/scolmatore-fereggiano-pronto-ma-non-sembra-mancano-le-briglie-a-monte-per-fermare-i-detriti-224203/
Da cui si deduce che questa utilissima opera attesa per tanti anni è operativa e QUASI finita...A parte l'attesa del "lungo iter burocratico per il collaudo" (!) "la captazione è funzionante"... ma (fra altre cose) a monte sono ancora da costruire le briglie e relative vasche per fermare i detriti trasportati...Cosa che parrebbe urgente, per non intasare il "tubone" dello scolmatore faticosamente costruito...

Spedito da: Mouseton Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 10:26

Eta Beta

@maresca & carozzi...
Scusate, ma un bel simposio con tecnici ad hoc sul parafulmine in tilt della Lanterna? ma si può nel 2020??? pensate un po' se un nostro veliero si schiantava sugli scogli di San Benigno...!


Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 09:29

giorgio carozzi

@maurizio maresca/2

PER NON FARCI MANCARE NIENTE...
ti segnalo anche questo, del resto se ne sentiva il bisogno!

CONFITARMA
LA SFIDA DELLA VIA DELLA SETA:
LUCI ED OMBRE
Venerdì 22 novembre 2019 - ore 15,00-Roma

Spedito da: Milano Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 08:12

Enrico Vigo

@ Sindaco di Genova Marco Bucci

DI COSA HA BISOGNO GENOVA CON URGENZA ASSOLUTA PRIMA DI ALTRO

più cantieri per la messa in sicurezza dei rivi e dei torrenti fino alla sistemazione dei versanti con adeguati rimboschimenti filtro per trattenere l'acqua meteorica e consentire flussi meno critici, vasche di raccolta del ciottolato nel letto dei torrenti, pulizia costante delle sponde e degli alvei, sistemazione della sponda destra alla foce del Polvevera, ed anche delle zone in città che si allagano ad ogni acquazzone appena fuori dal normale. Cantieri che diano ossigeno all'edilizia locale da anni in crisi, soffocata da burocrazia assassina. Una città prospererà per davvero solo quando si avrà la certezza che è stata messa in sicurezza a 360°. Genova purtroppo ancora per anni nelle ricorrenti allerte meteo, se non si aggredisce il problema sicurezza con grande energia, continuerà a patire danni, preoccupazioni, lutti. Qui occorre un piano pluriennale imponente e risolutivo senza diatribe di schieramento politico.

Spedito da: Lanterna, piano attico! Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 07:11

Lucifera

Aaaaaaaaa!!! la mia assistita mi ha consigliato di chiedere a loro illustrissimi; come ben sapete il monumento che guida le navi da e per il porto di Genova e' stata visitata da un fulmine (molto educato, tra le tante cose), si e' limitato a bruciare una lampadina, siccome sono signorina anche io,sono rimasta al buio, cercherei un anima buona che mi aiuti a cambiarla, sicuramente nota la disponibilità e gentilezza e umanità di loro,non avrò da rimanere ancora a lungo al buio.
Distinti saluti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 novembre 2019 alle 03:08

giorgio.carozzi

@maurizio maresca
...esatto! “Un Mare di Svizzera 2” - Mercoledì 20 novembre al LAC di Lugano...

Spedito da: - Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 16:48

Maurizio Maresca

Ho visto che c’è un altro convegno a Lugano .....

Spedito da: molo vecchio Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 12:19

van masoch

Il Sacro Romano Impero nacque sulle idee del Vangelo, gli stati arabi su quelle del Corano, gli stati liberali su quelle di Smith e Tocqueville, la Russia sovietica su quelle di Marx. La Repubblica di Genova sugli ideali di libertà, indipendenza, commercio, giustizia, uguaglianza sociale, progresso, conquiste e riforme, guerra senza quartiere a Venezia (e Savona...) e il problema oggi non si porrebbe...
E la nostra attuale società postindustriale su quali idee è nata? Esiste un modello ideale cui posa rapportarsi? La mancanza di un modello ci impedisce di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, ciò che è bello da ciò che è brutto, ciò che è positivo da ciò che è negativo perché, come diceva Seneca, nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove deve andare.
Chi avrebbe dovuto elaborare questo modello salvifico - genovesi in primis - ha tradito la propria missione. E' poco dignitoso ora piangere sull’ignoranza che vince sulla competenza.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 11:40

luigi

Zaia furente: "Perché Mose da 5 miliardi non funziona?"
Ma se non lo sai tu chi cavolo lo deve sapere?
indecente!



Spedito da: Manchester Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 11:37

piero

Un merito bisogna però riconoscere ai 5stelle, ovvero un nuovo record assoluto: il maggior numero di ministri ignoranti ed incompetenti di tutta la storia unitaria d'Italia (Regno compreso) spetta senza dubbio a loro. Probabilmente si tratta anche di un record mondiale.
Grillo e chi vi vota ma andate a fan cu....o!!!!!!!!!

Spedito da: Manchester Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 11:33

Piero

Come siamo messi male in questa italia, con un nord attivo e industrializzato e un meridione in affanno con tanti disoccupati e cosa accade, che una signora di origine pugliese (deputata o senatrice) cosa fa :E' per la chiusura dell'ex Ilva.
Il Meridione e l'Italia risorgeranno con la produzione di specchietti, collanine, oggetti intagliati nel legno, maschere da cerimonia, sveglie da appendere al collo sostituendo il pilastro dell'acciaio con le cozze e sci alpinistico (se non ho capito male).
Il mio commento è SIAMO PROPRIO MESSI MALE.


Spedito da: Monte Nebo Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 05:49

Pentateuco

Conte va a “vedere da vicino”, il sindaco denuncia danni incalcolabili e invoca la messa in funzione della Grande Opera che costituisce il più grande episodio di malaffare e corruzione del dopoguerra italiano.
Si ricomincia fingendo di non sapere, di non ricordare, di non approfondire, dimenticare o volutamente ignorare cos’è e cosa è stato tecnicamente il Mose. Un sistema di paratoie costato 6 miliardi, per il quale perfino la magistratura ha scritto una sentenza che non consentirebbe repliche.
Cosa dirà il governo italiano, dopo aver “visto da vicino” quel che è stato chiarito da decenni?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 19:19

G. Merello

Più che preoccupante la vicenda Arcelor Mittal.
Non tanto per i riflessi politici con possibile caduta del governo,
si voglia o meno dare importanza all'eventuale reintroduzione dello "scudo penale a tempo" proposto da PD, renziani e persino da una parte dei grillini, se non altro per stanare Mittal togliendole il pretesto per abbandonare.
Quanto per le conseguenze.
Non solo per la situazione ambientale ed economica del sito più coinvolto Taranto (dove purtroppo il quartiere Tamburi ha avuto grande crescita con la nascita e sviluppo dello stabilimento) ma per l'economia e l'occupazione dell'Italia.
Evidente, nel nostro paese manifatturiero, che siamo impreparati al traumatico abbandono della nostra siderurgia da parte del maggior produttore mondiale, dopo i precedenti fallimenti pubblici e privati.
Tutti i discorsi più o meno facili di "riconversione ecologica", nel paese della burocrazia (e del Mose..) comportano tempi molto lunghi.
Nel frattempo, se Mittal abbandona, grossi problemi di rifornimento ad esempio per Fincantieri, con un portafogli ordini pesantissimo e tempi di consegna stretti per navi...e pure per il nuovo ponte di Genova.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 12:11

Enrico Vigo

Arcangelo, si tratta di futuribile, il progetto che menzioni per Taranto Tamburi sarà pronto forse nel 2020 (ancora sulla carta, non i cantieri...), ma se ne parla dal 2003 e non si è fatto ancora nulla. Nei prossimi 20 anni avremo percentuali ancora altissime di morti per cancro ai Tamburi, quindi in realtà finché non verrà fatta la riconversione ipotizzata dal primo Commissario ILVA Bondi avremo ancora per decenni moltalità altissima.
Purtroppo io nella mia famiglia decimata del 50% ne so qualcosa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 11:35

Arcangelo Merella

"Da quartiere “sporcato” e segnato da decenni di polveri e fumi dell'Ilva (ora però è Arcelor Mittal) a quartiere che prova a rinascere facendo del verde e dell’acqua le leve per una vivibilità nuova" Inizia così il racconto del Sole 24 ore sulla scommessa di rinascita del quartiere Tamburi di Taranto,affidato alla indubbia competenza di Andreas Kippar architetto paesaggista, vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione ambientale del quartiere più esposto ai veleni della Acciaieria.
" Verde e acqua: Kipar la chiama phytoremediation. Più semplicemente è denominata foresta urbana e consiste nell'affidare a due elementi della natura il compito di disinquinare, bonificare e rigenerare, riportando a nuova vita ciò che gli inquinanti d'ogni tipo hanno abbrutito (e avvelenato) nel tempo".
In questi giorni si è sentito di tutto, l'ignoranza ha trionfato su qualsiasi pezzo di verità, un solo nemico:l'acciaeria e nessun cenno alla possibile convivenza con il territorio circostante.Certo l'impianto va messo in sicurezza e in condizione di non nuocere e chi si intende di questa materia non solo dice che si può ma cita i tanti esempi in giro per l'Europa e il mondo dove questo avviene. Ho seguito sui giornali, alla radio e sulle tv le tante notizie sull'Ex Ilva ma da nessuno ho mai sentito parlare di questa cosa. Malafede? ignoranza? presunzione? o tutto insieme? Se si vuole ambiente, salute e impresa(dunque lavoro) possono convivere.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 06:27

Enrico Vigo

AMAZON NON PIU' A SAMPIERDARENA MA IN VALPOLCEVERA?
(generatore di traffico furgoni e camion consistente)

Qualcuno vuole dire a SPEDIPORTO che la mancata realizzazione dei raccordi strada a mare Rossa / lungomare Canepa con la viabilità di sponda destra e sinistra alla foce del Polcevera é una bomba innescata sulla vivibilità e sulla convivenza porto-città. Toti e Bucci non mi pare stiano spendendo neppure un minuto per queste opere finanziate e attese da anni, qualcuno ha la compiacenza di svegliarli in attesa che cada sul centrodestra immobile una doccia fredda esattamente come quella caduta sul centrosinistra del grigissimo ex-sindaco Doria?
Tutti i bei progetti decantati dall'ottimo Botta Direttore Generale finiscono nella melma maleodorante di una città arretrata e immobile.

Spedito da: Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 02:17

giorgio.carozzi

@Marziano
Non buttarti giù...Scamarcio è un pesce lesso, vuoi mettere il dirompente Ceccarini?!?
Però scusa: realizzare un district park costa poco e rende molto. E poi perché il terminal che citi è in difficoltà, spiega...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 01:55

Mojo Hand

Ora sullo scempio di Venezia chiedono quelli del centro destra che ne è’ del Mose?

Chiedano alla lega ...a Galan a Mazzacurati..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 novembre 2019 alle 01:37

Il Monitore


Letto che D’Amico perde ....tipo 30 milioni invece di 45 o qualcosa del genere mi viene da chiedere ma povero D’Amico perché spara fuori notizie del genere?? E’ in confusione evidente..

Spedito da: - Pubblicato il: 13 novembre 2019 alle 20:59

Maurizio Maresca

@riformista
Sono molto d’accordo su tutto. L’area oggi occupata dall’Ilva e’ preziosa per il porto.
Se sara un distripark converrà attivare i meccanismi consentiti dal diritto europeo per avviare un corridoio internazionale altrimenti inesistente: e quindi strumenti di contenimento delle tariffe ferroviarie (considerando il servizio ferroviario Servizio di interesse economico generale) e strumenti di esenzione fiscale ancorata agli investimenti e all’attività svolta. Il tutto evidentemente su base temporanea allo scopo di fare decollare il corridoio verso i mercati oltre le Alpi.
E' evidente che sarà importante l’alleanza con un vettore ferroviario.

Spedito da: Pubblicato il: 13 novembre 2019 alle 14:03

Marziano

Tutto bello, pensare a Singapore come punto di riferimento e di ispirazioni. Parlare di district park, zone speciali e quant' altro, ma intanto sono 2 GG che un terminal è in difficoltà per aver scaricato 1200 contenitori.
Forse prima di puntare alla scalata, impariamo a passeggiare. Anch'io vorrei essere Scamarcio e invece sono solo Ceccarini.
PS tutto il terminal di tuas avrà un costo di 20 mld, cioè una manovra finanziaria.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 novembre 2019 alle 10:57

riformista

C'è spazio per le attività e i business legati alla logistica nelle aree ex Ilva eventualmente alleggerite dalla produzione di acciaio? Bisogna assolutamente salvare il necessario per Fincantieri, questo è scontato! E poi? A Rotterdam i due distripark valgono 4000 posti di lavoro puliti! Non solo. Psa potrebbe riproporre qui da noi il suo modello di successo e di eccellenza in questo segmento della logistica… Cioè oltre al distripark tradizionale (assemblaggio e ridistribuzione delle varie merci sbarcate o imbarcate), anche l’international business park di Singapore, dove vengono gestite, tra le tante cose, centinaia di migliaia di spedizioni del mondo E-commerce per tutta l'Asia.
Con un minimo di impegno e fantasia da parte loro, mi sembrano iniziative remunerative e fattibilissime!!!
Per tenere e crescere, bisogna alzare il livello dell'asticella della progettualità operatriva e della creatività! E soprattutto bisogna darsi da fare e smetterla di pensare che l'assistenzialismo di Stato possa garantire futuro al porto, alla città e alla comunità!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 novembre 2019 alle 18:19

marco

Sul fatto che ce n'e' per l'asino e chi lo mena perfettamente d'accordo. Tra l'altro la cosa sta assumendo aspetti ancora piu' grotteschi. Non e' neanche piu' uno scontro citta' porto ma tra citta' e citta', tra centrodestra e centrosinistra, tra Comune e circoscrizione e pare, da radio serva, all' interno della stessa circoscrizione se e' vero che, nell'ultimo bilancio, a Voltri e compagnia, sono andate le briciole.
Con questi chiari di luna la coesione sociale, i progetti per il futuro ...ma chi li ha visti. Insomma un tutti contro tutti e l'ultimo chiuda la porta.

Spedito da: Pubblicato il: 12 novembre 2019 alle 12:31

giorgio.carozzi

@pinhas
Vane ricerche, per ora..,. ma posso anche sbagliarmi. Approfondiremo, ovviamente...

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