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Port of Genoa versione Bond 2019: Bersaglio Mobile

Smantellare un aeroporto di scarsa rilevanza per sbarazzarsi di Enac e confraternite varie, restituendo dignità e spessore alle banchine? E’ un paradosso affiorato su Pilotina. Perché la commedia dell’arte cui assistiamo quotidianamente non ha pari nella storia del Paese. E come nelle trame più avvincenti dei romanzi di Ian Fleming, il porto di Genova è ormai un bersaglio mobile nel mirino della peggiore e impensabile indecenza politica, amministrativa e sociale. Solo che non c’è, non si trova oppure è segregato uno straccio di agente 007 con licenza di uccidere.

Il mio nome è Bond, James Bond… Macché! Le portacontainer di Msc dirette nel porto storico di Genova costrette ad attraccare nella tana del nemico, la piattaforma di Vado gestita da Maersk. Non è un’ipotesi surreale, ma la prima e probabile conseguenza delle imposizioni dell’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che storce il naso e censura l’altezza delle gru e delle macchine di banchina destinate a rivestire il nuovo terminal di Calata Bettolo. Il danno e la beffa, nel più classico e consolidato teorema genovese. Esiste infatti un accordo tra le due potenze marittime unite nel consorzio che collega Far East e Mediterraneo, in base al quale se in un porto di destinazione uno dei due gruppi controlla un terminal, le navi di Msc e Maersk proprio in quello dovranno far tappa. E se Vado aprirà i battenti prima di Calata Bettolo, la mannaia si abbatterà sul colosso guidato da Gianluigi Aponte, alterando delicati equilibri e rapporti di forza sui mari e a terra, dove (è il caso di Genova) Msc sta investendo risorse e denaro. Tre anni, infinite mediazioni e costi aggiuntivi sono stati addebitati a Psa di Singapore per appianare il contenzioso con Enac sul cono aereo di Voltri: se si riproponesse il nefasto copione, il porto di Genova potrebbe chiudere bottega.

Risucchiato nei gorghi della burocrazia che nulla crea e tutto congela, paralizzato dall’assenza di una sponda politica nazionale, frenato dall’incompetenza dell’attuale ministero dei Trasporti, sottoposto quotidianamente al fuoco amico dell’inadeguatezza delle amministrazioni locali, l’economia marittima genovese rischia di pagare un prezzo altissimo. Il potere contrattuale della comunità portuale è inesistente. Incapaci di negoziare con il potere politico reale, le imprese condizionano però le Autorità portuali. Sono contrarie ad ogni forma di liberalizzazione, all’apertura dei mercati nei sevizi tecnico nautici, pretendono proroghe o indennizzi, sostengono un regime a forte controllo dello Stato per proteggere le loro rendite di posizione. Non investono sul lavoro, attingono a risorse esterne nella massima misura possibile, salvo poi far finta di litigare sui bilanci della Compagnia portuale. Economia di guerra? Comparando la realtà al peso dei traffici, le prospettive non sono rassicuranti: sviliti i progetti e il peso dell’unica multinazionale che scommette su Genova (Msc), capitali in pericolo, fiducia volatilizzata, disoccupati in aumento, riforme mille volte promesse e mai attuate, infrastrutture vitali bloccate, la crisi che si estende a macchia d’olio lambendo shipping e porti.

Troppi i ritardi e le inadempienze, clamorosa l’incapacità di giocare d’anticipo prevedendo le possibili conseguenze di un progetto o di un investimento. Ci sarà pure una ragione, del resto, se con sistematico masochismo l’amministrazione portuale e l’imprenditoria continuano a tenere in sospeso il risolvibilissimo problema legato al bilancio della Culmv. Davvero a tutti va bene così? Cioè pochi traffici ma con alti margini da ridistribuire tra i litiganti? Che abbiano in testa di guidare lavoratori dipendenti come sindacato? Modellando quindi un’Agenzia del lavoro gestita dai terminalisti e da Palazzo San Giorgio con la Culmv al governo del sindacato?

E comunque i problemi e la zavorra non sono legati solo al valzer sui conti o alla burocrazia o all’incapacità dei funzionari. Genova ad esempio propone l’unico esempio al mondo di scanner doganale in multi-utilizzo, con appuntamento su fasce orarie dedicate. Propone il caso degli uffici dello sportello unico dei controlli, pronti ed arredati, ma anche abbandonati per inagibilità causa mancanza di atti amministrativi adeguati. Propone il Ped che tutti gli operatori aspettano da 10 anni quando l’idea venne accolta dall’allora governatore ligure Burlando: i fondi per la sua realizzazione nei bilanci dell’Authority ci sono, ma vengono regolarmente ripostati. Non si tratta di grandi infrastrutture, di progetti miliardari ma di semplici miglioramenti operativi già finanziati. Non si tratta neppure delle bitte (!) o dei dragaggi che andrebbero eseguiti in maniera continuativa: nel porto di Genova i fondali pescano 8,50 metri, mentre nei porti crocieristici si deve arrivare almeno a 10 metri.

Ancora una volta la competitività internazionale del porto è sfilacciata. Pesa più che mai l’irrisolto conflitto all’interno di una città edificata sul porto e per vivere di porto, che adesso impone regole che per sua stessa natura il porto non può assorbire. Eppure l’Italia, che esporta massicciamente in Europa, dovrebbe preoccuparsi. Perché oltre il palcoscenico del teatrino genovese c’è un mondo che punta a sovrastarci. Le intese fra Svizzera e Germania sull’asse del corridoio Reno-Alpi e gli enormi investimenti pianificati stravolgono lo scenario nel Nord Ovest, rendendo il porto di Genova marginale rispetto alla politica europea dei trasporti. Le infrastrutture che noi non facciamo, le stanno realizzando la Svizzera (250 miliardi di investimenti in logistica…), la Francia, la Germania e la Slovenia. Mentre Genova è risucchiata nel cono aereo, a Zurigo e Losanna i ragazzi del Politecnico disegnano il futuro dei traffici e degli affari.

Stremata da lunghi anni di degrado, disincanto e frustrazione, la città del porto è diventata una città esausta. Eppure, se appena si riesce a guardare sotto la superficie devastata dall’immobilità e dal servilismo della politica, dall’ossessione speculativa e dai nuovi feroci conflitti tra ultimi e penultimi che la dilaniano, Genova potrebbe ancora sorprendere.

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Commenti inseriti: 206 — pagina 7 di 9

Spedito da: italia Pubblicato il: 29 luglio 2019 alle 10:04

paolo ruffino

Caro Timoniere, hai ragione, quando abbandona un po' il suo disfattismo totale su città, porto, gente e futuro (per carità… tante volte come dargli torto???) e scende nei particolari, il buon Dottor Mabuse dimostra ottima e sensata conoscenza delle situazioni, dello scenario e delle persone del mondo economico-marittimo e non solo. La sintesi o il saldo però dipendono solo da noi e continuo a pensare che la maggioranza di noi è di un altro colore!

Spedito da: Janua Pubblicato il: 29 luglio 2019 alle 00:19

Dottor Mabuse

Giorgio, serve a cosa??!!
Per fortuna la frequento poco ma questa sera ho avuto la sfortuna di passare la serata in centro città tra il Porto Antico e via XX.
Una desolazione totale, una città sporca, con brutti locali, ristoranti dozzinali, e pressoché deserta o meglio.... al Porto Antico sembra di essere a Calcutta o a Dakar, gente buttata ovunque, italiani in giro in proporzione di 3 a 7, ci siamo seduti per un aperitivo e per 10€ cad giusto due patatine e due pezzi di tramezzino morti dal caldo, cena sorvoliamo che è meglio anzi no 16€ per un antipasto di mare caldo che Giopescal in confronto è Paracucchi e non eravamo in una bettola.
Ma per piacere smettiamola di pensare ancora di abitare tra le mura della Superba quando invece viviamo in un sottoprodotto di qualche bidonville di Pretoria.
La Genova che sorprende......ma per piacere, siamo entrati in un negozio di mobili in centro alcuni giorni fa ci devono dire buongiorno ancora adesso....risultato i miei soldi li vado spendere altrove e per me la ventenne del negozio può tornare a girarsi le sigarette alle erbe e andare a fan.... con tutta Genova.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 17:28

G. Merello

Totalmente d'accordo con il Timoniere e chiunque NON MOLLA...
Ribellarsi al degrado e alla DECRESCITA !!!

Spedito da: Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 13:41

giorgio.carozzi

@doc mabuse
non sono d'accordo, genova serve sempre, nel bene e nel male. e comunque dieci anni per spianare e ricostruire alla fine non sono poi troppi...

Spedito da: Janua Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 13:31

Dottor Mabuse

Giorgio al grande capo, come lo ritieni tu, Genova interessa come bandierina del risiko.
Se sei onesto ammetterai che così com’è Genova non serve a un beato belino.
Se incominciasse ora la ricostruzione i primi a fare del profitto sarebbero quelli che verranno assunti tra 10 anni....per fortuna

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 13:31

Giampaolo Botta

Tutto si gioca sulla pianificazione e la realizzazione delle infrastrutture, passaggio fondamentale in ogni paese o sistema economico che voglia programmare, in modo consapevole, la propria crescita.
La Gronda, come il Terzo Valico e la TAV sono infratrutture determinanti per lo sviluppo dell'Italia, della sua capacità di penetrare commercialmente i mercati europei, di dare crescita e lavoro.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 12:13

giorgio.carozzi

@doc mabuse & C.

Caro Mabuse, osservazioni più che azzeccate, tecnicamente ed esistenzialmente inoppugnabili. Ma anche sottintese nei miei precedenti interventi e conclamate nell’ultima Pilotina. Ma sai bene anche tu che nel bene come nel male le cose cambiano sempre da un momento all’altro, quando meno te l’aspetti. Ti sorprendono, ti spiazzano, ti esaltano o ti colpiscono allo stomaco, ti abbattono o ti tendono una mano. Lo stesso arcipelago dello shipping è il paradigma della versatilità. Le montagne e gli iceberg contro cui si infrangono i tentativi di sviluppo e crescita sono il teorema di ciò che non siamo e non vogliamo.
Non siamo ottimisti, ma un barlume di speranza resiste. Non c’è presunzione nell’autocitazione: Stremata da lunghi anni di degrado, disincanto e frustrazione, la città del porto è diventata una città esausta. Eppure, se appena si riesce a guardare sotto la superficie devastata dall’immobilità e dal servilismo della politica, dall’ossessione speculativa e dai nuovi feroci conflitti tra ultimi e penultimi che la dilaniano, Genova potrebbe ancora sorprendere. Sorprendere. Le testimonianze quotidiane sul nostro blog lo confermano. E avrà pure un senso il fatto che amici come Marco, Piero, Maurizio Maresca, Botta, Merella, Matt, Giorgio Merello, Marziano, Paceco, Vigo e molti altri ancora si sbattono per cercare sempre un nuovo filo conduttore, esponendo argomentazioni encomiabili. Insomma, non siamo ancora al silenzio di Dio su Genova, semmai all’ultima prova. E su Msc-Aponte non sono affatto pessimista, tutto il contrario. Se ragionasse in termini di contabilità, il grande capo avrebbe già mollato gli ormeggi. Ma la Genova che sorprende probabilmente è una sfida da vincere anche per lui.
Ribellarsi al degrado e alla decrescita e agli esponenti di questo club, a questo punto, non è solo lecito ma un dovere.


Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 28 luglio 2019 alle 07:38

Enrico Vigo

GRONDA

Possiamo fare le considerazioni più sensate che vogliamo, ma la realtà è una sola, cambiare anche una sola virgola significa rimandare la gronda a dopo il 2060. Ha ragione il Prof. Maresca. Mi auguro che emerga il buon senso pragmatico e non la voglia di suicidarsi.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 22:37

Arcangelo Merella

ANCORA SULLA GRONDA

Ho l'impressione che questa storia della gronda, assumerà giorno dopo giorno i contorni di una stucchevole polemica politica destinata ad infiammarsi in vista delle elezioni regionali.
Il fatto è che dopo un ventennio di discussione siamo nuovamente al punto di partenza posto che il vecchio progetto che ha già generato vincoli e obblighi, pare superato dai fatti, dai numeri e persino dalle nuove condizioni giuridiche.
È di oggi una nuova proposta ,giustificata dal pur bravo Alfredo Perazzo, che tuttavia, a mio parere, è del tutto fuori linea rispetto a decisioni importanti che si stanno assumendo e che hanno al centro il rafforzamento del progetto industriale di Fincantieri il cui sviluppo non porterà che gran bene alla nostra comunità. Detto progetto è del tutto incompatibile con l'ipotesi del prolungamento della strada a mare verso ponente talché l'ipotesi rilanciata sul Secolo, appare in tutta la sua inconsistenza.
Torno dunque ad osservare che se all'atto della progettazione del nuovo ponte Morandi si fosse presa in considerazione l'ipotesi della gronda bassa, oggi avremmo una possibile soluzione al tema gronda.
Nessuno oggi è in grado di giustificare con i numeri e su uno scenario almeno al 2030 quali potranno essere le esigenze di traffico che giustifichino un impegno così massiccio sulla gronda di ponente come progettata da Aspi e sostenuta dalle Istituzioni ( con alti e bassi e senza continuità) considerato ciò che è successo con il crollo del Morandi.
Si continua a ragionare come se il tempo si fosse fermato al 13 agosto 2018. Il risultato sarà che non si farà niente ,ne’ alta ne’ bassa ne’ bassissima.


Spedito da: Janua Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 21:58

Dottor Mabuse

secondo intervento...

ma che bella inaugurazione al Colombo con Toti e Signorini....c'erano anche tante belle figliole......
Ma tanto lo chiudiamo per levare il cono aereo..........
Gente decidetevi un giorno il Colombo rompe le palle, il giorno dopo tutti a battere le manine sulla terrazza sorseggiando prosecco.......
Io ho sempre più l'impressione che sia il porto a rompere i sopracitati, il porto è puzza di gasolio, camion in mezzo alle palle, il porto è brutto frequentato da brutta gente....le terrazze invece no, c'è Toti c'è Signorini c'è un pò di pelo e la focaccia con il bianco amaro........

Spedito da: amsterdam Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 21:26

piero

Con la nuova futura diga la pista del Colombo non potra' piu' essere utilizzata, perche' nel progetto del nuovo porto di Sampierdarena c'e' il tombamento degli attuali moli a pettine per creare nuovi spazi per ''posteggiare'' piu' contaners, quindi le future gru e le navi saranno ormeggiate direzione est ovest in testata alla nuova lunga unica banchina giusto in linea con la pista 28
A questo punto la pista del Colombo sara' utilizzabile solo ai decolli direzione W e agli atterraggi da W.
Credo che l'unica alternativa sia quella di riempire il canale di calma fra l'attuale pista e l'attuale diga aeroportuale lasciando un canale piu stretto e costruire una nuova pista piu'a sud dell'attuale.
A quel punto il cono aereo da E sara' free(credo).
Gia da adesso per chi non lo sapesse il Sistema ILS in uso non permette l'atterraggio con cattiva visibilita' da EST causa il non essere in asse giusto prima dell'atterraggio causa gru e navi ormeggiate a Sampierdarena.
visto che quelli dell'autorita' portuale sono abituati a farsi mangiare il belino dalle mosche non sarebbe bene se gia da adesso Pilotina sollevasse questo problema prima che esca in tutta la sua ridicola figura di m.... come Giorgio ha sottolineato riguardo al cono del Bettolo

Spedito da: amsterdam Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 20:33

piero

Ma perche' questi dementi di grillini sono contrari alle opere che renderebbero la vita piu' semplice agli italiani? Cosa c'e' nelle loro teste oltre alla segatura?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 19:43

G. Merello

MINI-GRONDA: MA QUALCUNO LA PRENDE SUL SERIO ??

In effetti parrebbe di si, se il Secolo XIX di oggi gli dedica un articolo con piantina, dimenticando tra l'altro di scrivere che la giunta Bucci l'ha subito bocciata in toto..
Due osservazioni sorgono spontanee leggendo l'articolo:
1) La sua parte più seria è il finale, in cui l'autore ing. Alfredo Perazzo ammette bontà sua che "Certo passare da uno STUDIO ad un VERO PROGETTO è tutt'altro che semplice" ed inoltre "Ci sarebbe da lavorare sulle aree ferroviarie e di Fincantieri"...Ossia al posto del raddoppio della A 10 cancellato un prolungamento della Guido Rossa fino a Multedo passando per la Fincantieri, quindi subordinato al leggendario "ribaltamento a mare"!!
2) Nel suo "scenario" Perazzo, come sottolinea il Secolo, lancia una succulenta (quanto vaga..) possibilità: con i soldi risparmiati chissà, si potrebbe fare nientemeno che il leggendario tunnel sotto il porto...
Cioè quel fantasma il cui generico progetto anni fa personaggi che sanno (sul serio) di porto definirono una vera minaccia per il porto..
Facendo un raffronto con l'odissea del "sottopasso di Caricamento" (un NULLA al confronto!) e prevedendo facilmente per TANTI ANNI enormi problemi nella zona interessata dai lavori per traghetti e navi da crociera!

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 15:23

Marziano

@mabuse/carozzi
Credo che aponte non sia particolarmente scosso da Bettolo.
Credo che MSC l abbia pensato come terminal con un paio d attracchi per navi di 6/8000 teu da usare per i prox 20/30
anni, con un investimento "minimo". Per cui del cono aereo per ora non gli frega niente, tanto le navi più grandi andranno su vte diventandone il cliente di riferimento dopo la dipartita di maersk e parte di cosco.
Non credo poi che ci siano le condizioni per andare su vado: con il trasferimento presumo di tutti i servizi maersk e parte di quelli di cosco, credo che non ci siano "buchi" anche per i servizi MSC, d'altronde vado è un piccolo/medio terminal con una banchina da 700 MT.
Se poi fra trent'anni ci saranno le condizioni (diga + cono) e Genova non è sprofondata nel nero più nero, allora i nipotini, se nel frattempo non si sono mangiati tutto, potranno decidere se metterci altri soldi: tutto qui.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 14:51

Dottor Mabuse

@Giorgio

vediamo di essere realisti senza riempirci la bocca dello splendore salvifico che arriva dall'acqua delle mozzarelle.
Rispondimi:
1) al momento attuale Genova e il suo porto quale business possono suggerire vista la desolazione lampante di gente e strutture?
2) il cono aereo essendo un cono ed avendo il vertice all'inizio della pista del C.C. fa in modo che l'altezza delle gru vada scemando man mano che ci si avvicina quindi se al Bettolo ci cresceranno delle gru nanerottole andando verso il 49% in foce Polcevera cosa ci crescerà oltre al nulla.
3) Genova secondo te facendo saltare tutto in aria e incominciando ieri a ricostruire con criterio fra quanto sarà in grado di essere un minimo competitiva??
4) continuano a spuntare terminal container e piattaforme ovunque mentre il numero dei cntrs resta sempre quello, ovvero mille cani un osso solo.
5)Dillo visto che lo sai che il Colombo è li e resterà li in eterno per i motivi che sappiamo tutti ma facciamo finta di non sapere.

MSC e Maersk si sono già abbondantemente messe d'accordo........e considera che a Vado non riescono a trovare personale qualificato e con esperienza molti dei contattati hanno risposto picche, si parla di incompetenza e assoluta non conoscenza del "mestiere" in pratica improvvisazione allo stato puro....tradotto Gioia Tauro 2.0

attendo lumi....naturalmente ricordati che cit " questi ignoranti e incompetenti scappati di casa travestiti da ministeriali.." fanno più comodo di quanto tu pensi e più no dicono meglio è per moltissimi

ps: Aponte se lo volevano inchiappettare con la CARIGE, pensavano di aver trovato il pollo da spennare purtroppo per loro se n'è accorto in tempo e le strategie sono cambiate e di molto....non vedi come le cose si stanno enormemente dilatando verso tempi lontanissimi, tra forse, vedremo, cercheremo, non è proprio così etc etc

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 14:48

marco

Tra l'altro le gru a Voltri sono alte 90 metri. Non credo che a Bettolo si parli di queste altezze, almeno sino a diga nuova.
Se non ricordo male avevano concordato una deroga e/o concordato degli orari.
Parlando da profano la cosa più semplice è vedere tali accordi, sempre che non sussista un problema ad aumentare le deroghe ma sarebbe un tu sì tu no difficile da sostenere, vedere per credere.

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 13:36

giorgio.carozzi

@doc mabuse
potrebbe anche essere, ci sta con questi ignoranti e incompetenti scappati di casa travestiti da ministeriali... Ma tu pensi davvero che un leader planetario come Aponte se ha in testa un business badi a questi ragazzotti? Certo, l'affronto glielo farà pagare salato. Ma sicuramente conosce già come e in che modo Psa-Vte e Danesi sono riusciti a scavalcare l'inghippo. Naturalmente sarà infuriato perché nessuno dei suoi e dei fantasmi di Palazzo San Giorgio lo aveva informato prima, segnalando il percorso adeguato.
Certo che Vado gli fa schifo, come a tutti noi. Ma secondo te Maersk chiuderebbe un occhio sui patti...?

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 13:20

Maurizio Maresca

I lavori sull’infrastruttura europea della Koper Divaca sono fortemente voluti dal governo sloveno e dalla Commissione europea per dare luogo ad un impianto mediterraneo in grado di servire l’Europa dai Corridoi Mediterraneo e Adriatico Baltico. Attualmente solo il porto di Genova e Savona, se risolverà una serie di problemi molto complessi, e se si chiuderà nei tempi previsti il terzo valico, potrebbe essere competitivo. La gara per la realizzazione dei tunnel e dei viadotti, annunciata a breve da Alenka Bratušek e Violeta Bulc,, posta in essere nel rispetto della direttiva 24 del 2014 dovrebbe essere di 1.2 mia divisa probabilmente in lotti. Secondo l’auspicio della V. Presidente Alenka Bratušek COSCO non acquisirà il controllo ma diverrà “stable partner” .
Una cooperazione seria e leale fra Slovenia e Italia e’ molto importante per realizzare realmente un porto corridoio in grado servire l’Europa da sud, alleato dei grandi operatori europei e cinesi e che si giova dei servizi di trasformazione delle aree industriali di Udine.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 27 luglio 2019 alle 12:10

Dottor Mabuse

Pare.......ma vox populi vox dei soprattutto se viene da persone di fiducia...dicevo pare, che emissari molto in alto nella schiera gerarchica della GigginoLand si siano recati alquanto di malumore a Roma onde chiedere lumi sull'affronto del Bettolo, purtroppo giunti nella capitale sono stati accolti da degli zelanti Umpa Lumpa della Toninelli Squad i quali alle loro vibranti lamentele hanno risposto con un sonoro " e chi se ne frega???!!!", a quel punto giggino informato dell'affronto pare non l'abbia presa bene con il risultato che al Bettolo non ci va, al Ronco men che meno e che a breve Genova incomincerà a stargli sulle palle ( ogni tanto una buona notizia...) e senza voltarsi svolazzerà verso altri lidi.....che non sono Vado che gli fa schifo.........
Cordialità e viva il nuovo collegamento aereo con Madrid...visto che il cono aereo serve!!!

Spedito da: Pubblicato il: 26 luglio 2019 alle 22:02

Maurizio Maresca

Botta
Non scherziamo Giampaolo. La gronda e’ già oggetto di un progetto definitivo approvato dalla Commissione Europea e sottoposto a Via.
Se parliamo di un altro progetto lasciamo che se ne occupino i nipoti.

Spedito da: Pubblicato il: 26 luglio 2019 alle 21:22

Marziano

Ma per tornare A bomba su Bettolo vs cono aereo, qualcuno del Secolo ha provato a bussare all'ufficio stampa dell' autorità portuale a chiedere lumi?
Altra considerazione; ma che stiamo a pensare di costruire una diga nuova se poi in banchina ci devo mettere una gottwald perché ci ho da fare atterrare l aereo?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 luglio 2019 alle 16:28

G. Merello

QUOUSQUE TANDEM, TONINELLI & 5 STELLE, ABUTERE PATIENTIA NOSTRA?

Superando ormai ogni limite di decenza e comune buon senso, il 5 Stelle che dopo le europee occupa ancora tutte le principali poltrone fra cui Infrastrutture e Trasporti, spara le ultime cartucce tentando gli ultimi danni.
L'oggetto misterioso Toninelli, degno rappresentante dei No Tav-No Tutto (per la verità solo al Nord) "ignora" che il progetto esecutivo dell'agognata Gronda autostradale di Ponente pronta a partire, già finanziata e col 92% di espropri effettuato, da un anno attende solo un suo timbro!
Dimentica che tale progetto ha persino superato nel dicembre scorso l'analisi costi-benefici del gruppo (No Tav) del prof. Ponti!
Ma quando ormai è indifferibile e scontato l'ultimo OK ad un progetto che ha superato tutti gli ostruzionismi e modifiche possibili, salta fuori l'altra eccelsa nullità grillina, Alice Salvatore, con la MINI-GRONDA!
Disseppellendo il progettino di Alfredo Perazzo, subito rigettato dalla giunta Bucci, che elimina il raddoppio della A 10 e ripiega su un prolungamento della Guido Rossa fino a Multedo, a quanto si legge attraversando lo stabilimento Fincantieri, fidando (?) nel leggendario "ribaltamento a mare"!
Il bello è che si legge oggi che di tale ABORTO, estremo tentativo grillino di rinviare/bloccare l'opera con ennesimo "giro dell'oca", si è discusso in questi giorni "a livello tecnico" tra il MIT di Toninelli e Palazzo Chigi!?!
Si attende un basta dall'altra parte del governo!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 luglio 2019 alle 11:35

Giampaolo Botta

La versione " mini gronda" dei 5stelle, alternativa alla gronda, prevede il proseguimento della Guido Rossa fino a Multedo.. gia' e poi???
Quali sono i dettagli del percorso??
Quali collegamenti con l'autostrada per il ponente??? Quali i costi?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 luglio 2019 alle 17:21

G. Merello

@ Enrico Vigo

Causa computerino portatile che mi salta, su Bettolo restringo brevemente.
Sempre nel campo delle ipotesi più o meno astratte (mai purtroppo quanto pal S. Giorgio) nel pensare dove fisicamente possibile ubicare un nuovo moderno terminal crociere genovese, come già scritto ritenuto necessario pure dal direttore Monzani che "sogna" 3 milioni di crocieristi, non mi sembrano zone adatte per MEGA-NAVI le tre da te accennate.
Ossia nel porto storico la zona ex rinfuse-Enel oppure P Parodi (previsto solo per piccole navi di lusso). Mentre sulle aree ex Ilva già risposi se ricordo tempo fa a Magolino che tali accosti sarebbero a due passi dall'inizio pista..
A mio modesto parere per un NUOVO terminal crociere per grandi navi resterebbe calata Gadda (solo parzialmente occupata dalle riparazioni navali) richiesta da Costa crociere ma recentemente ritenuta "molto difficile" da Monzani.
Il quale recentemente ha detto di aver inviato a Signorini un "progetto" per "raddrizzare" la banchina levante di P dei Mille per ottenere un accosto di 390 m. A parte che si sarebbe potuta/dovuta fare qualche decennio fa, sarebbe solo un ingrandimento della gloriosa ma datata Stazione Marittima, sul quale incomberebbe l'innominabile immenso rudere dell'Ennebique, difeso ad oltranza dalla cosiddetta Soprintendenza.
Buon vento anche a te!

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 25 luglio 2019 alle 12:41

Matt

@ Timoniere

Parlo di tempi più recenti e di interlocutori meno nobili di quelli che hai citato, nemmeno pallide ombre ma altrettanto potenti.
Curia e PCI al tempo erano giganti rispetto al diessume grillastro legaiolo a seconda della convenienza di oggi.
In tempi di commissari più o meno coraggiosi il wolfpack potrebbe essere la soluzione per risollevare le sorti di un grande porto.
Chissà, nel frattempo continuano a battere tracce in altri porti.

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