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Port of Genoa versione Bond 2019: Bersaglio Mobile

Smantellare un aeroporto di scarsa rilevanza per sbarazzarsi di Enac e confraternite varie, restituendo dignità e spessore alle banchine? E’ un paradosso affiorato su Pilotina. Perché la commedia dell’arte cui assistiamo quotidianamente non ha pari nella storia del Paese. E come nelle trame più avvincenti dei romanzi di Ian Fleming, il porto di Genova è ormai un bersaglio mobile nel mirino della peggiore e impensabile indecenza politica, amministrativa e sociale. Solo che non c’è, non si trova oppure è segregato uno straccio di agente 007 con licenza di uccidere.

Il mio nome è Bond, James Bond… Macché! Le portacontainer di Msc dirette nel porto storico di Genova costrette ad attraccare nella tana del nemico, la piattaforma di Vado gestita da Maersk. Non è un’ipotesi surreale, ma la prima e probabile conseguenza delle imposizioni dell’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che storce il naso e censura l’altezza delle gru e delle macchine di banchina destinate a rivestire il nuovo terminal di Calata Bettolo. Il danno e la beffa, nel più classico e consolidato teorema genovese. Esiste infatti un accordo tra le due potenze marittime unite nel consorzio che collega Far East e Mediterraneo, in base al quale se in un porto di destinazione uno dei due gruppi controlla un terminal, le navi di Msc e Maersk proprio in quello dovranno far tappa. E se Vado aprirà i battenti prima di Calata Bettolo, la mannaia si abbatterà sul colosso guidato da Gianluigi Aponte, alterando delicati equilibri e rapporti di forza sui mari e a terra, dove (è il caso di Genova) Msc sta investendo risorse e denaro. Tre anni, infinite mediazioni e costi aggiuntivi sono stati addebitati a Psa di Singapore per appianare il contenzioso con Enac sul cono aereo di Voltri: se si riproponesse il nefasto copione, il porto di Genova potrebbe chiudere bottega.

Risucchiato nei gorghi della burocrazia che nulla crea e tutto congela, paralizzato dall’assenza di una sponda politica nazionale, frenato dall’incompetenza dell’attuale ministero dei Trasporti, sottoposto quotidianamente al fuoco amico dell’inadeguatezza delle amministrazioni locali, l’economia marittima genovese rischia di pagare un prezzo altissimo. Il potere contrattuale della comunità portuale è inesistente. Incapaci di negoziare con il potere politico reale, le imprese condizionano però le Autorità portuali. Sono contrarie ad ogni forma di liberalizzazione, all’apertura dei mercati nei sevizi tecnico nautici, pretendono proroghe o indennizzi, sostengono un regime a forte controllo dello Stato per proteggere le loro rendite di posizione. Non investono sul lavoro, attingono a risorse esterne nella massima misura possibile, salvo poi far finta di litigare sui bilanci della Compagnia portuale. Economia di guerra? Comparando la realtà al peso dei traffici, le prospettive non sono rassicuranti: sviliti i progetti e il peso dell’unica multinazionale che scommette su Genova (Msc), capitali in pericolo, fiducia volatilizzata, disoccupati in aumento, riforme mille volte promesse e mai attuate, infrastrutture vitali bloccate, la crisi che si estende a macchia d’olio lambendo shipping e porti.

Troppi i ritardi e le inadempienze, clamorosa l’incapacità di giocare d’anticipo prevedendo le possibili conseguenze di un progetto o di un investimento. Ci sarà pure una ragione, del resto, se con sistematico masochismo l’amministrazione portuale e l’imprenditoria continuano a tenere in sospeso il risolvibilissimo problema legato al bilancio della Culmv. Davvero a tutti va bene così? Cioè pochi traffici ma con alti margini da ridistribuire tra i litiganti? Che abbiano in testa di guidare lavoratori dipendenti come sindacato? Modellando quindi un’Agenzia del lavoro gestita dai terminalisti e da Palazzo San Giorgio con la Culmv al governo del sindacato?

E comunque i problemi e la zavorra non sono legati solo al valzer sui conti o alla burocrazia o all’incapacità dei funzionari. Genova ad esempio propone l’unico esempio al mondo di scanner doganale in multi-utilizzo, con appuntamento su fasce orarie dedicate. Propone il caso degli uffici dello sportello unico dei controlli, pronti ed arredati, ma anche abbandonati per inagibilità causa mancanza di atti amministrativi adeguati. Propone il Ped che tutti gli operatori aspettano da 10 anni quando l’idea venne accolta dall’allora governatore ligure Burlando: i fondi per la sua realizzazione nei bilanci dell’Authority ci sono, ma vengono regolarmente ripostati. Non si tratta di grandi infrastrutture, di progetti miliardari ma di semplici miglioramenti operativi già finanziati. Non si tratta neppure delle bitte (!) o dei dragaggi che andrebbero eseguiti in maniera continuativa: nel porto di Genova i fondali pescano 8,50 metri, mentre nei porti crocieristici si deve arrivare almeno a 10 metri.

Ancora una volta la competitività internazionale del porto è sfilacciata. Pesa più che mai l’irrisolto conflitto all’interno di una città edificata sul porto e per vivere di porto, che adesso impone regole che per sua stessa natura il porto non può assorbire. Eppure l’Italia, che esporta massicciamente in Europa, dovrebbe preoccuparsi. Perché oltre il palcoscenico del teatrino genovese c’è un mondo che punta a sovrastarci. Le intese fra Svizzera e Germania sull’asse del corridoio Reno-Alpi e gli enormi investimenti pianificati stravolgono lo scenario nel Nord Ovest, rendendo il porto di Genova marginale rispetto alla politica europea dei trasporti. Le infrastrutture che noi non facciamo, le stanno realizzando la Svizzera (250 miliardi di investimenti in logistica…), la Francia, la Germania e la Slovenia. Mentre Genova è risucchiata nel cono aereo, a Zurigo e Losanna i ragazzi del Politecnico disegnano il futuro dei traffici e degli affari.

Stremata da lunghi anni di degrado, disincanto e frustrazione, la città del porto è diventata una città esausta. Eppure, se appena si riesce a guardare sotto la superficie devastata dall’immobilità e dal servilismo della politica, dall’ossessione speculativa e dai nuovi feroci conflitti tra ultimi e penultimi che la dilaniano, Genova potrebbe ancora sorprendere.

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Commenti inseriti: 206 — pagina 3 di 9

Spedito da: Pubblicato il: 13 agosto 2019 alle 11:15

giorgio.carozzi

@marco
caro marco, per questo esistono e resistono themeditelegraph.it e Pilotina Blog... (non è il caso di essere modesti, ça va sans dire...)!

Spedito da: montecarlo Pubblicato il: 13 agosto 2019 alle 10:42

Blek bloc

Blek bloc

Nuovo ponte: limite di velocità 80km. E perché?

Spedito da: Rapallo Pubblicato il: 13 agosto 2019 alle 10:27

Il Monitore


Importante ed esemplare il post del Prof. Maresca: il comitato di gestione non conta niente. Ma allora chi conta?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 13 agosto 2019 alle 09:41

marco

Da un po' di tempo in qua ho l'impressione che l'occhio del grande fratello stia diventando alquanto invasivo.
Non so se è solo una mia sensazione, ma quando apro, ad esempio, in ricerca su google col telefonino immancabilmente trovo i soliti siti tra i quali primeggiano i commenti di libero quotidiano e non solo. Se non ricordo male i motori di ricerca premiano per priorità quelli col maggior numero di accessi. Vien da sospettare che dietro a tutto questo ci siano le solite manipolazioni.
Se a questo si aggiunge la crescente difficoltà nel commentare sui quotidiani on line sia per una mancanza di ospitalità o per black list, occulte? la cosa assume una rilevanza particolare, prevaricatoria, illiberale e negativa. Non so se è solo una mia sensazione perché se non lo è andrebbe verificata e denunciata. Non vorrei che la scusa delle fake news servisse a mettere sordine sulla rete.
Per quanto attiene Salvini vale la massima dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Da figlioccio ha la stessa dimestichezza con le giravolte del suo padrino putativo. L'altro giorno l'ho sentito parlare del governo dei Scilipoti ma l'acquisto dei parlamentari è un brevetto del suo mentore per non parlare di quando andava in giro con i cartelli dei no tav. Le politiche sull'immigrazione e la Fornero gli hanno dato gli spazi ma da lì a credergli il passo è lungo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 agosto 2019 alle 18:38

Franco

@ Malatesta
Il commendatore Spinelli fa la morale agli altri terminalisti perché lui la Culmv nei suoi piazzali praticamente non la chiama mai .
Lo sanno tutti.
Vediamo di trovare argomentazioni più sensate, ammesso se ne trovino.
Mi risponda sul bilancio della Culmv , sui costi che superano i ricavi per la totale assenza di gestione interna .
E non servirebbe un manager spietato per rimettere in sesto la baracca, ma un semplice bravo ragionerie dotato di poteri di firma, per bloccare le uscite di cassa legate ad una gestione notoriamente paternalistica, logica conseguenza di un consiglio di amministrazione eletto dai soci.
Basta contare musse, ci si attenga ai fatti reali.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 agosto 2019 alle 16:40

G. Merello

PD-GRILLINI…MA NON ERANO ACERRIMI NEMICI?

Sempre più evidenti le manovre di avvicinamento, in vista eventuale di un governo di (molto) larghe intese, fra partiti finora distanti anni luce come PD e M5 Stelle.
Colpo di spugna sulla lunga guerra grillina contro certi scheletroni nell’armadio del PD ( con in testa proprio Renzi e Boschi) quali Banca Etruria e Montepaschi? Renzi non è più per Grillo “l’ebetino di Firenze”?
E non era il PD contrario al 100 % ai grillini No TaV- No Gronda-No Tutto ed al loro stesso simbolo della “DEcrescita felice”, tuttora seguito e imposto fino all’ultimo da Di Maio “ministro dello Sviluppo” e Toninelli “ministro delle Infrastrutture e Trasporti”?
Non ha la deputata PD Raffaella Paita, segretaria IX Commissione, scritto recentemente su questo blog sulle malefatte grilline contro la Genova del post-Morandi (NDR: iniziate col costante boicottaggio nel Decreto Genova) culminate nel blocco della vitale Gronda autostradale già finanziata e pronta a partire, cavando dal cilindro un ridicolo “studio” di mini-gronda?
Non ha partecipato il PD alla bruciante sconfitta in Senato dei 5 Stelle sulla TAV Torino-Lione, votando SI-TAV insieme a Lega, Fi e Fdi, in accordo (i 5 Stelle lo dimenticano..) anche con il premier Conte, “contro chi blocca il Paese”?
Miracoli della politica italiana…sempre per il bene del Paese, s’intende….

Spedito da: SPEDIPORTO Genova Pubblicato il: 12 agosto 2019 alle 12:48

Giampaolo Botta

Ci sarà forse qualcuno che cercherà sempre di farci litigare, ma noi dobbiamo rimanere uniti e lavorare giorno dopo giorno per ridare a Genova il suo Ponte ed alla città un porto che cresca insieme alle imprese del territorio e all'occupazione.
Insieme, come 12 mesi fa, possiamo raggiungere qualunque obiettivo. SPEDIPORTO C'È insieme a tutte le categorie, alle amministrazioni ed ai genovesi.

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 12 agosto 2019 alle 09:25

Enrico Vigo

VIGLIACCHERIA, INFINGARDAGGINE, DISPREZZO DELLO STATO.

Dopo lo spregio alla Nazione e all'INNO DI MAMELI (La Genovese) esibito in discoteca di spiaggia con cubiste seminude danzanti e il Ministro dell'Interno a torso nudo in consolle (d'altra parte l'amore per la Bandiera italiana della Lega è ben noto, abbiamo ampia bibliografia a testimoniarlo), Salvini ci regala il suo capolavoro politico (che forse non gli riuscirà, Waterloo è vicina) mettendo nei guai l'Italia con lo spettro dell'aumento dell'IVA e tanto altro. Mi auguro che il Presidente Mattarella, ben supportato da Consiglieri d'alta levatura (non certo ciurma da birreria) sappia metterci una pezza presto, nel rispetto delle sue prerogative costituzionali.
FORZA PRESIDENTE MATTARELLA.
Concludo col ritenere che Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Italiani meritino un Ministro dell'Interno di ben altra risma.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 agosto 2019 alle 16:12

Slabbrador

Il solito coraggioso anonimo indagato pronto ad attaccare chi ci mette la faccia.
Avanti così, timoniere. Censurami pure.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 11 agosto 2019 alle 13:03

Matt

Bella l’intervista di Simone Gallotti a Luigi Merlo sul XIX, segnale di apertura universale anche a chi non dovrebbe più aver niente da dire dopo aver bloccato un porto per quasi otto anni, contribuito a devastare la portualitá italiana, prima con la riformicchia poi con la scelta dei presidenti meno competenti tra i 335 secretati, aver buttato soldi pubblici per accusare chi é stato poi assolto, rischiato di escludere dalla contrattazione con la pubblica amministrazione MSC cui aveva venduto immobili di proprietà pubblica.
Parlare di Assoporti poi é surreale per chi, da presidente uscente in ticket con Pasqualino Monti, ne uscì appena terminato il mandato.
Su Assoporti, devastata dalla riforma, ha torto. Assoporti deve svolgere il ruolo di supporto tecnico alle singole AdSP per la standardizzazione delle procedure in ambito nazionale, di supporto al Ministro, solitamente e ultimamente, ignorante temi, contenuti e procedure e storicamente circondato da inutili yesmen, di parte datoriale nel ccnl dei porti.
Merlo introduce quindi una nuova figura rispetto all’orologio rotto che tuttavia, due volte al giorno segna l’ora giusta, é un orologio guasto che l’ora giusta non la segna mai.
O forse guasti siamo noi frogmen della portualità visto che lui continua a collezionare cariche in associazioni e società nelle quali non avrebbe titolo per essere assunto come dirigente.

Ma oggi non é solo il XIX a brillare, per faziosità emerge l’ottimo Ferruccio Sansa che scrive la biografia negativa del Sciu Aldo, apparentemente beneficiato dall’attuale potentato genovese sebbene entro i limiti di legge come riconosciuto nello stesso articolo.
Attendo di leggere del medesimo autore nelle cronache di sottoripa di quando un pretendente al rinnovo a sindaco chiese l’endorsement al Governatore ed al di lui diniego chiedendo “e allora chi lo fa il sindaco?” si sentì rispondere “piggine un” guardando la folla sotto i portici.
O le cronache della finale dei mondiali di Berlino quando un aereo privato appositamente noleggiato da un giovane e rampante terminalista fece si che il predetto Governatore potesse assistere alla finale e rientrare in serata.
Si fece poi nottata perché oltre trecento aerei privati decollarono quella notte da Berlino.
I frogmen tornano nel loro elemento liquido per tornare a brillare quando la notte si farà oscura.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 11 agosto 2019 alle 12:46

Michele

"Garanzie pre-elettorali", un reato sistematico gravissimo ai danni dei cittadini italiani.
L'abitudine delle persone al malcostume di molti politici italiani fa perdere di vista la gravità delle richieste che quasi tutto il centro-destra avanza, pubblicamente e spudoratamente, a Salvini: le "garanzie pre-elettorali".
Qui si va ben oltre il reato dello scambio di voti o dell'associazione di stampo mafioso! Così facendo si vuole condizionare l'opinione pubblica e la libertà di voto con molto anticipo sulle elezioni, formulando accordi tra quei partiti che vorrebbero avere più poltrone possibili su cui sedere.
Gli accordi tra i partiti per l'amministrazione della Res Publica, se fosse etico farli, si fanno dopo le elezioni e soltanto con le persone che sono state elette. Non si fanno prima.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 11 agosto 2019 alle 12:44

Dottor Mabuse

Occhio ragazzi, che il governone 5s+pd non è solo un’ipotesi anzi.......con un governo così campiamo tranquilli mille anni, il cono aereo lo porteranno a 20 mt e andranno a rendere conto a giggino lo svizzero delle tasse che non ha mai pagato
Che ridere

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 agosto 2019 alle 12:21

Errico Malatesta

Strano che nessuno di voi abbia replicato al comm. Spinelli quando vi ha detto sui giornali che pagate troppo poco la Compagnia...
Ma andiamo con ordine: smascherati sulla quantità di soldi che i terminalisti si portano a casa (per cui, permettetemi, le lacrime sui conguagli sono totalmente fuori luogo) ora addirittura vi stracciate le vesti con slogan tipo "la Compagnia non vorra' per caso prendersi un po' dei nostri utili??" (Sacrilegio!).
Un effetto le campagne furibonde che avete messo in atto almeno lo otterranno: il giorno che ci sarà' in Compagnia un qualche manager "asciutto e crudele", la prima cosa che farà sarà quella di pretendere l'aggiornamento delle tariffe e far pagare la... flessibilità della flessibilità della flessibilità che pretendete ogni giorno...


Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 22:44

Franco

@ Malatesta

Scusi ma per lei 1 milione e 600 Mila euro sono bazzecole ?
Ma lei lo sa ( lo sa benissimo ma fa L indiano) che la culmv nel 2018 ha fatturato 53 milioni di euro e i suoi costi di produzione sono stati 56 milioni ?
E' comodo campare e risanare i bilanci con parte degli utili altrui.
Sono buoni tutti.
Il suo problema, per cui forse ci vorrebbe uno psichiatra, e che lei non può sopportare che nel mondo ci siano aziende in grado di fare utili e generare prosperità
Vada da uno bravo .

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 12:45

Enrico Vigo

IL "DELITTO MORANDI".

Sia stramaledetto ogni dirigente della Concessionaria autostradale e pubblico amministratore locale e nazionale che ha lasciato che io passassi su quel ponte in quelle condizioni critiche per anni. Maledetti, la forca non basta.

https://www.ilsecoloxix.it/genova/2019/08/10/news/genova-la-nasa-
e-il-morandi-il-viadotto-si-muoveva-gia-nel-2015-1.37333863

Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 12:41

Sandro imparato

@ paita

Ma lei ha ancora coraggio di farsi vedere e di parlare ?
Dopo i disastri che siete riusciti a combinare per anni in Liguria, Lei, Suo marito e il vostro Pigmalione burlando ?

E infatti al momento di Votare il presidente della regione anche nella sua La Spezia gli elettori sono scansati

C è da non credere alla iattanza che certe persone continuano a dimostrare

Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 12:14

giorgio.carozzi

è vero maurizio, hai ragione. ma, appunto, devi riconoscere che amleto mestizia è tra i più svavillanti simboli di ciò che non siamo e di ciò che non vogliamo (almeno alcuni di noi)...

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 11:51

Raffaella Paita

Il vero piano di Salvini : uscire dall’Euro , portarci fuori dall’Europa. In una pillola : rovinare imprese, lavoratori e prospettive per il paese. Follia pura.
Ci rendiamo conto di quanto è pericoloso questo disegno? #reagireperilbenedelpaese

Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 09:54

Marziano

@errico
Per cui ci stai dicendo che chi fa utili ( cmq ti ricordo che A-B non sono utili!) devono pagare chi non è capace di farli?
Allora significa seguendo il tuo ragionamento che se il prox anno psa si compra un paio di gru cash (cono aereo permettendo) e chiude l'anno in perdita, voi non gli chiedete soldi?
Ma alla fine hai ragione tu!
Adesso scrivo una letterina a Del Vecchio e visto che è ricchisssssimo gli chiedo se mi da una milionata, così ad minchiam...


Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 08:39

Maurizio Maresca

Ma l'Autorità Portuale di Genova, secondo voi, non ha problemi maggiori della presenza di Doria in quello pseudo organo di nessuna utilità?
Competitività del porto con misure locali e con politiche nazionali (entrambe inesistenti) no vero ? Tanto più che i paesi intorno a noi corrono....

Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 00:40

giorgio.carozzi

@errico malatesta
mah... mi sembra un'analisi contabile un tantino bizzarra... E comunque anche alla Culmv rimarrebbe una fortuna se un giorno lo volessero.

Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 00:35

giorgio.carozzi

@il monitore
non trovi che se Signorini spreca così la sua autonomia sarebbe meglio che cambiasse mestiere?

Spedito da: Pubblicato il: 10 agosto 2019 alle 00:12

Marziano

Essenzialmente d'accordo con Vigo.
Ma a me, se vivessi in quella cloaca di via Sampierdarena, offrissero dei soldi per andarmene, farei i salti.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 agosto 2019 alle 23:59

Errico Malatesta

Non capisco questa furibonda polemica per aver riportato un dato pubblico a tutti accessibile da cui si capisce che i terminalisti, dopo aver pagato tutti gli odiati conguagli alla Compagnia,e dopo aver contabilizzato tutte le quote di ammortamento dei loro ingenti investimenti, si ritrovano con un risultato economico stratosferico.
Eppure ogni anno bisogna sentire questo fiele e cattiverie di ogni genere. Sono contentissimo se i terminalisti bravi e capaci macinano utili su utili ....ma non possono essere ingannate le persone normali in questo modo. Alla fine della fiera il conguaglio -ho letto sui giornali
- e' di 1,66 milioni di euro! Che il prossimo anno scopriremo che, pagato quello, al terminalista rimane una fortuna....

Spedito da: Salita degli angeli Pubblicato il: 09 agosto 2019 alle 23:24

Il Monitore


Amnesia collettiva della Pilotina: il sindaco aveva detto che mandare via Doria dal board era compito di Signorini. Compito che Signorini non Ha eseguito.
se e' un segno di autonomia e' un buon segno..e' ora che si smarchi.

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